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[VIDEO] Storie dal Ponte: Mi chiamo Joshua, e vi racconto come sono morto

 

“Nella morte mi è stato dato un nome, e presto riposerò con dignità. Il mio nome è Joshua e questa è la storia di come sono morto.

Se soltanto potessi comunicare con voi, vi chiederei di non piangere per me. La mia sofferenza è finita, non devo più tremare di freddo e non sento più i morsi della fame.

Ora che la mia necroscopia è completa verrò messo a riposare in una fattoria che appartiene ad uno dei fondatori del Gingers Fund. Sarò in compagnia di un piccolo pitbull di nome Sammy, di un Rottweiler di nome Jackie e di un’Alana di nome Zena. Spero davvero di andare sul Ponte dell’Arcobaleno perché, a quanto pare, ci sono tanti amici che mi stanno aspettando.

Vorrei potervi dire che non ho lasciato la mia miserabile vita affamato, ma sarebbe una bugia. Morivo di fame, di freddo e l’aiuto, per me, non è arrivato in tempo.

Il 22 gennaio 2014 un cittadino preoccupato per la mia situazione ha fatto una telefonata al 911. Quando la Guardia Zoofila Sam Fritts è arrivata sul posto con il Dipartimento di Polizia di Lexington mi ha trovato morto, congelato, legato ad una catena nel giardino, senza cibo né acqua. Ma non mi ha lasciato lì.

Ha preso il mio corpo, che pesava ormai poco più di due chili, e lo ha portato via assieme ai miei amici Jasper e Jasmine, che ancora combattono per le loro vite. Ci hanno portati al Davidson Animal Hospital e hanno chiamato il Gingers Fund.

La mia necroscopia riporta, come causa di morte, la disidratazione e la denutrizione.

Sono morto con due foglie nello stomaco… nient’altro. La mia cistifellea si era fatta enorme a causa della fame. Ora, gli agenti porteranno il rapporto al Procuratore Distrettuale per una denuncia nei confronti di chi ha abusato di me. C’è tolleranza zero nella città di Lexington per gli aguzzini di animali.

Per me l’aiuto è arrivato troppo tardi, ma spero che la mia storia servirà a salvare un altro animale dallo stesso destino – creando consapevolezza. Per favore, non aspettate a denunciare incuria o maltrattamenti ai danni degli animali.

Di nuovo vi chiedo di non piangere per me – siate felici che non soffro più, aiutate i miei amici.

Il mio nome è Joshua. Sono morto nelle mani di un aguzzino di animali.

Siate la mia voce. Condividete la mia storia”.

L’originale della lettera si trova a questo link.

Nella foto: Joshua, morto congelato (fonte The Hendrickson Post).

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23 Commenti

  1. Annamaria, grazie anche da me! Se possibile, se/quando avrai qualche info in più al riguardo, potresti condividerla con noi tutti?

    Grazie di vero Cuore!
    Eli

  2. Annamaria… grazie.

  3. Lexington: la storia di Joshua è molto simile a quella di altri cani maltrattati. L’associazione All4Animals la racconta con molto garbo e sentimento. Sembra che il (ir)responsabile sia stato condannato poi dalla <Polizia locale.

  4. A ROSANNA:

    non mi sono espressa correttamente e chiaramente, Rosi.
    All’inizio della mia dissertazione intendevo dire praticamente che è un peccato non poter copiare ed incollare il testo dell’articolo… ed è un peccato “grazie” ai “ladri di contenuti” (come li chiamano gli amici di A4A).
    Personalmente, quando ho copiato, incollato e condiviso gli articoli di A4A con altri lettori mi sono sempre premurata di citare la fonte dei contenuti.
    Ma non tutti hanno “voglia di far lavorare il cervello” e preferiscono prendersi i meriti. Degli altri.

    Ciao, Rosi cara. Ciao a tutti gli altri amici.
    E.

  5. quando leggo non riesco a trattenere le lacrime, come si può essere tanto crudeli verso degli esseri indifesi che ti danno tanto e solo amore?

  6. Elisabetta, sono stata io che leggendo “molti non parlano inglese ed oltretutto questo ragazzo ha l’accento americano” ho travisato un po’ le cose! Niente di male, va tutto bene: commenti, traduzioni, messaggi, video… tutto quello che riguarda i nostri amici “diversamente umani”

  7. Mi dispiace davvero… 🙁
    Erano soltanto considerazioni mie…

  8. ma di che? 😀 tranquilla!
    un abbraccio.

  9. ATTENZIONE – AGLI AMICI – VI PREGO, LEGGETE TUTTI —–> # perdonatemi, ma io non ho “tradotto” alcunché!
    # Ho soltanto scritto alcune mie considerazioni.
    # La traduzione del messaggio del ragazzo nel video è nel testo dell’articolo di A4A: nell’articolo degli amici di A4A c’è la lettera/traduzione.
    # Insomma, io non ho il merito della traduzione, ecco!
    (oddio, ora mi sto vergognando…)
    Perdonatemi…

  10. Ciao ragazzi!!!! Ieri sera non mi andava il modem e non ho potuto commentare niente. Ecco, un’altra storia davvero terribile: a quanto pare non solo in Italia succedono questi orrori, purtroppo! Anche lì, però, perché non si sono attivati prima????? Chissà da quanto tempo andava avanti questa situazione! Come ho scritto per Sciacallo, sempre “dopo”, quando ormai non servono più saltano fuori le denunce, le segnalazioni! E’ davvero vergognoso! Grazie, Elisabetta, per la traduzione, il mio inglese è molto scolastico e risale a parecchi anni orsono. A te, Joshua, un abbraccione immenso, ovunque tu sia!

  11. e’ una vergogna!!!e’ necessario ci siano leggi piu’ severe nei confronti di questi schifosi!!!bisogna fermare queste violenze inaudite!!!!non aver paura di denunciare!!!

  12. povero piccino,sono contenta ke qualcuno abbia denunciato,bisogna però farlo prima,speriamo ke i tuoi compagni si riprendano e riescano a vivere. maledetti esseri umani……possibile non capire ke da loro dobbiamo solo imparare……

  13. Luca Nicoletti - Rimini

    Elisabella Lelli, siete dei grandi e come te tutti coloro che si battono per gli animali innocenti. Avete tutta la mia stima e rispetto.

    Nel mio piccolo ho adottato un gatto randagio di due anni (già grande), che quando doveva magiare, inizialmente per paura entrava e usciva di casa ad ogni boccone. I primi tempi è stato molto difficile abituarlo in casa, ma il cibo come sapete fa i miracoli.

    Era stato sicuramente maltrattato e non si lasciava avvicinare ne toccare. Malato di AIDS dei Gatti (Immunodeficienza Felina o FIV e la Leucemia Felina o FeLV), è stato obbligatoriamente castrato con grande fatica per evitare ulteriori contagi, e curato con antibiotici. Ora dorme con me sul divano e quando non lo accarezzo per troppo tempo, viene vicino e i spinge la testa contro la mano. Adesso che ha superato la fase acuta della malattia è di nuovo bellissimo. Rimane malato…. ma la sua vita è certamente migliore.

  14. dobbiamo DENUNCIARE DENUNCIARE E DENUNCIARE non importa se ci chiamano pazzi ,ficcanasi ,ci mandano via a male parole se vediamo un animale in sofferenza dobbiamo fare qualche cosa

  15. a presto piccolo joshua tra le lacrime ti dico a presto <3

  16. OT – PERDONATEMI, MA è IMPORTANTE!

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2014/01/31/trovato-mittente-pacchi-teste-maiali_9994130.html

    Apprendo la notizia dal GrIG.
    Che vergogna! In ogni senso!

  17. Caro Sergio,

    tu, (e Monica, Barbara, Marilena, Johnny, Rosanna… e tutti gli altri amici qui),
    non sei diverso da me.
    Nessuno qui è migliore di un altro; siamo insieme. Siamo uniti in un “credo” che non è cieco, ma consapevole e soprattutto umano.
    Probabilmente siamo nati in questo modo, è nel nostro DNA, e, nel tempo, abbiamo affinato la sensibilità che tanto ci fa combattere l’assurdo. probabilmente avremmo sofferto di meno, se avessimo avuto un solo “gene cinico”, ma non credo abbiamo rimpianti di sorta.
    Sii fiero della tua umanità, Sergio. Sii fiero di ciò che nulla ha di imposto, di artificioso, di insano. Sii fiero di essere “solamente” Sergio.

    Grazie a te.
    Grazie a voi tutti, amici di Sergio e miei.
    E.

  18. Elisabetta Lelli bene ha fatto a trascrivere perchè l’inglese del ragazzo è terribile. Apprezzo questa donna che spesso commenta dignitosamente le brutture che ci tocca leggere. Solo con persone come lei si può sperare che, prima o poi, si arriva ad una maggior considerazione del bene degli animali. Grazie di esserci

  19. Daniela Dettling

    Ci sará una legge con condanne severe per queste creature che veramente non fanno del male….??!! La razza umana é sempre piú bastarda, non conosce limiti… Che Schifo che fate…

  20. Elisabetta Lelli hai descritto alla perfezione quello che provano quelli come noi , quelli che conoscono il significato della parola “Amore” che va oltre qualunque cosa ma che purtroppo in molti casi non riesce a fare la differenza tra la vita e la morte, tra il bene e il male … Il mostro da combattere è molto più forte di quello che si possa immaginare e la dove non è dettato dalla pura follia umana è supportato dal potere del DIO denaro che nulla riesce a fermare nella sua corsa verso il traguardo !!

  21. Leggi severe per chi maltratta gli animali, qualsiasi esso sia!!! Non se ne puó davvero più. Basta! Chi sbaglia deve pagare e basta denuncie che sono solo una presa in giro. Qui si deve pagare con il carcere o meglio con la stessa moneta! Il mondo sarebbe un posto migliore senza questo schifo di esseri!!!! L’uomo è la vera bestia!!!!!

  22. Vorrei poter condividere questo monito, (perché è un monito, oltre che un saluto), per esteso. Lo avete pubblicato sulla vostra Pagina Facebook? Vi prego, fatemelo sapere! Citerò la fonte, come sempre! Vi prego…! Molti non parlano l’inglese e questo ragazzo ha oltretutto l’accento americano… Sto continuando a correggere gli errori di battitura, perché le lacrime non mi permettono di distinguere bene i tasti. Ma, se troverete qualche errore, non me ne vorrete (lo so), perché spesso non è con le parole, o con una “r” di troppo, che si riesce a comunicare quel che si ha ne Cuore. Il Cuore ha un linguaggio, una grammatica e forse un senso tutti suoi. E spesso tace. Vorrei tacere, infatti. Vorrei starmene zitta in un angolo buio e non parlare.
    Ma dentro di me c’è il pianto che urla parole. L’abbiamo fatto molte volte, noi che amiamo gli animali, che li proteggiamo, che saltiamo i pasti e ci priviamo delle nostre comodità… Noi lo abbiamo fatto tante volte; abbiamo raccolto gattini dalla pioggia, salvato piccoli ricci semi assiderati, portato sconosciuti e sporchi cani dal vet più vicino, senza nemmeno sapere quanto avessimo nel portafogli, senza nemmeno preoccuparci del sangue che inzuppava un pezzo di tappezzeria. Abbiamo corso come matti, quando abbiamo sentito un animale urlare, senza guardare l’orologio, senza pensare al freddo, oppure al troppo caldo. Queste “cose” noi le conosciamo bene, perché è nella nostra natura voler salvare vite innocenti, prima di ogni altra cosa, prima di noi stessi. Qualcuno ci giudica “pazzi”. Ma noi non le ascoltiamo quelle voci. Sono altre, le voci che ci interessano; non sono voci umane, non sempre almeno. Lo sappiamo bene, noi; appena cade la neve, appena il sole di Agosto scioglie l’asfalto, il nostro pensiero va a “loro”. E quando accade una catastrofe, in qualche parte del mondo, immediatamente dopo lo sgomento iniziale, la nostra domanda è sempre la stessa “…e gli animali?”. Lo sappiamo bene cosa si prova a leggere questa lettera, ad ascoltare queste parole, a guardar scendere le lacrime sul volto di questo ragazzo, il quale (chi può dirlo?) aveva tenuto Joshua fra le braccia, prima che morisse. Io non voglio spendere neppure un pensiero per l’aguzzino di Joshua. Nessun pensiero sprecato per gli aguzzini di tutti i Joshua del mondo. Non meritano neppure un’ombra di pensiero e neppure un accenno di suono. Non lo meritano. A quelli come noi, a quelli che non fanno alcuna distinzione fra un pulcioso, fetido cane di strada e un altro pulito e profumato… a quelli come noi va il mio pensiero. Che ogni nostro attimo sia benedetto da qualcosa in cui probabilmente neppure crediamo. Che il coraggio non ci venga mai a mancare. Che i nostri occhi non guardino mai altrove. Che possiamo incontrare gli angoli più bui, nei quali troviamo le vittime innocenti. Soltanto in quei luoghi abita l’assurdo. E il dolore. E soltanto noi e quelli che sentono come sentiamo noi possono lenire quel dolore. Nessuno di noi è un eroe, nessuno di noi è una grande donna, o un grande uomo. Siamo persone. Siamo soltanto persone. Ma probabilmente, senza di noi, il dolore urlerebbe più forte.
    A presto, piccolo Joshua, o quale sia il tuo nome, che stai aspettando me… che stai aspettando noi. A presto. Ti troverò/ti troveremo. E faremo di tutto per salvare la tua vita.
    Una tua amica… solamente umana.

  23. si si denunciamo sempre il problema è che nessuno poi si muove, come la storia di sciacallo due giorni e più ad aspettare con i cani che guaivano…..comunque si continuerà a denunciare la speranza di trovare chi ci ascolta è l’ultima a morire….anzi purtroppo a morire sono sempre loro….

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