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Marche: smontata “l’emergenza lupo” dai risultati del monitoraggio della Regione

La Regione Marche ha recentemente pubblicato i risultati di un attento monitoraggio che “smonta” completamente la presunta (e faziosa) “emergenza lupo” ai danni degli allevatori.

L’Assessorato all’Ambiente della Regione, infatti, ha reso pubblici i risultati di un test effettuato dall’ottobre 2010 al gennaio 2012 e relativo alla presenza del lupo nelle Marche.

Il “Progetto Lupo” ha, di fatto, attribuito cifre e dati precisi ai toni allarmistici completamente inutili e immeritati di cui il superpredatore delle nostre montagne è vittima da tempo, anche (o soprattutto) a causa di una serrata disinformazione da parte di numerosi mass media.

Il monitoraggio rileva che, nell’intera regione Marche, i lupi sarebbero in tutto non più di 150, divisi in 28 diversi gruppi familiari. Nel Pesarese, in particolare, i predatori non supererebbero la sessantina – e non arriverebbero certamente alle “centinaia” che troppi millantano con toni da caccia alle streghe.

Non solo: quel che è ancora più interessante è che la ricerca ha anche esaminato le feci dei lupi per evidenziare il tipo di alimentazione dei branchi. Il risultato è che la dieta del lupo appenninico non è affatto composta da pecore o altri animali di allevamento, ma da cinghiali e caprioli.

Di fatto, questo risultato è assai logico se si considera che, a partire dagli anni Settanta, le Marche (e non solo) si sono trasformate in un territorio di ripopolamento di cinghiali per scopi esclusivamente venatori e quindi ad uso prettamente umano.

È ovvio che il lupo che non riesce a trovare, nel proprio habitat, prede naturali di cui nutrirsi, sarà costretto – esclusivamente per fame – a rivolgere le sue attenzioni a capi di allevamento. Ma si tratta comunque di casi isolati, specie in considerazione della natura estremamente schiva di questo predatore, che nulla vuole avere a che fare con la specie umana. In ogni caso, è dimostrato che le greggi protette da cani da pastore o da adeguate recinzioni risultano quasi impenetrabili all’attacco dei predatori.

La conclusione della ricerca evidenzia quindi, senza alcuna ombra di tutto, che la demonizzazione del lupo è solamente il risultato di una faziosa disinformazione costruita a favore esclusivo di talune specifiche “lobby”.

Il lupo cattivo non esiste.

Foto: archivio.

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4 Commenti

  1. Massimo I. concordo pienamente con te e ti capisco molto bene, anche dalle mie parti il lupo è davvero importante (vivo a pochi km dal Parco Nazionale d’Abruzzo), e mi avvilisce, rattrista molto la demonizzazione falsa e strumentale che costantemente viene fatta a discapito di questa specie che non attacca l’uomo, insieme a tutti i falsi luoghi comuni criminali che si vogliono far passare per verità a discapito di questi animali protetti perchè in via di estinzione dopo il bieco passaggio dell’uomo.

    Un caro saluto a te e a tutti gli amici di A4A.

  2. Io scrivo dall’irpinia dove il lupo è il simbolo della mia terra ed è un animale che amo molto,si è visto nella storia che il vero nemico dell’uomo è la pazzia umana che spesso e volentieri se ci fate caso non viene trattata dai mass media…

  3. Quando ero bambina, mia madre mi diceva spesso: “Non avere mai paura del “lupo cattivo”, ma degli esseri umani!”.
    E’ fra le più belle “favole” che mi abbia raccontato…

    OT: mamma, quanto manchi a questo “mondo sconvolto”, come lo chiamavi…!

  4. Risulta evidente che c’è una caccia al lupo dovuta soltanto alla ignoranza e alla cattiveria della specie umana. Ma come si fa a far ragionare della gente che non ha rispetto per la natura e che è motivata solo da ferocia nei confronti di animale già fin troppo demonizzati (Cappuccetto rosso, ecc……)

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