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[VIDEO] Oscar 2014: snobbato il documentario “Blackfish” che mostra la crudeltà degli acquari

Le nomination alla 86esima edizione degli Oscar sono state annunciate negli scorsi giorni, con un assente d’eccezione: Blackfish, il documentario che mette in luce le crudeltà nei confronti degli animali marini detenuti negli acquari SeaWorld.

Il film era in lista assieme ad altri 15 titoli per la nomination alla categoria Miglior Documentario e rappresenta, senza ombra di dubbio, la pellicola di cui si è parlato di più a partire dalla sua uscita. Diretto dalla regista Gabriela Cowperthwaite, Blackfish ha spinto moltissime personalità famose a boicottare qualunque visita ai parchi acquatici e, in particolare, ai controversi SeaWorld.

È possibile che, a livello politico e sociale, le chance che Blackfish finisse nella rosa dei nominati siano state inficiate dalla vittoria, nel 2010, di The Cove, il documentario che ha reso pubblica, in tutto il mondo, la mattanza dei delfini nella baia giapponese di Taiji. Dal momento in cui Blackfish è stato distribuito nelle sale, è stato infatti costantemente paragonato al suo predecessore seppure tratti un argomento molto diverso.

Sebbene Blackfish sia stato escluso dagli Academy Awards e il fatto abbia infastidito gli attivisti per i diritti animali di tutto il mondo, il culto della pellicola continua a crescere e il mormorio che la circonda ha contribuito enormemente a valutare in modo diverso la controversa “questione morale” degli animali utilizzati come attrazione per l’uomo.

Il film, che ha molto impressionato l’audience del Sundance Film Festival con la sua prima proiezione, avvenuta nel gennaio 2013, è stato scelto da Magnolia Pictures e CNN per una distribuzione più ampia possibile. La trama, oltre a mettere in luce i maltrattamenti e le privazioni cui le orche in cattività sono costantemente sottoposte, si focalizza su un esemplare in particolare, Tilikum, detenuto presso il SeaWorld di Orlando e responsabile della morte di un totale di tre individui.

Tilikum venne catturato nel 1983 al largo della costa islandese (le immagini vengono mostrate nel film e anche nel trailer che vi proponiamo in calce all’articolo) e, per molto tempo, venne aggredito dai suoi compagni di vasca all’acquario Sealand, dove era inizialmente detenuto. La regista svela tutti gli episodi di violenza e stress che hanno esponenzialmente aumentato l’aggressività di questo individuo, focalizzandosi poi sulle menzogne prodotte da Seaworld in merito, ad esempio, alla longevità delle orche in cattività, sensibilmente minore rispetto a quella dei loro simili liberi.

Tilikum, un maschio, è una delle tre orche responsabili della morte della ventenne Keltie Byrne, avvenuta nel 1991 quando la ragazza si immerse con gli animali, che la strattonarono sott’acqua senza più permetterle di riprendere ossigeno. L’incidente fu provocato dal fatto che le due femmine che si trovavano nella vasca con Tilikum erano entrambe incinte, cosa di cui lo staff si Sealand, che avrebbe dovuto monitorare gli animali, non era neppure consapevole.

Nel luglio del 1999, Tilikum uccise una donna che, nottetempo, si era introdotta di nascosto all’interno dell’acquario e si era immersa nella vasca con lui.

Infine, nel 2010, a perdere la vita fu la 40enne addestratrice Dawn Brancheau, che venne affogata da Tilikum davanti ad una moltitudine di testimoni. Fu necessario rinchiudere Tilikum in una vasca più piccola perché l’orca, infine, decidesse di lasciare andare il corpo.

SeaWorld, l’acquario in cui avvenne l’incidente, venne multato per 75,000 dollari dal governo americano per varie violazioni che avevano portato, in maniera diretta, alla morte della Brancheau.

Nonostante Tilikum abbia manifestato più volte aggressività e un’altissima dose di stress, è stato di nuovo obbligato ad esibirsi a partire dal 2011. Ammalatosi alcuni mesi dopo, è stato nuovamente eliminato dagli spettacoli per esservi riammesso nel 2012. Nessun addestratore, tuttavia, scende più in acqua con lui.

Tilikum è anche utilizzato come stallone da riproduzione. Finora il suo sperma è stato sfruttato per mettere al mondo 21 figli, undici soltanto dei quali sono ancora vivi. Le gravidanze avvengono per inseminazione artificiale.

Vale la pena evidenziare come i biologi siano concordi nell’asserire che, in natura, le orche non minaccino in alcun modo gli esseri umani. Le aggressioni (inevitabilmente letali) di Tilikum sono pertanto intrinsecamente connesse ad una brutale detenzione in cattività che dura da oltre trent’anni.

Di seguito: il trailer di Blackfish.

Foto: la locandina del film (fonte AthenaCinema).

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