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[VIDEO] Il TG Amici Animali parla dei randagi rumeni (e dà ragione ad Andrea Cisternino)

 

Alcuni giorni fa, una puntata del TG Amici Animali di Rete Canavese presentato da Serenella Zedda ha mandato in onda un interessante servizio sui randagi rumeni.

Il video, che riportiamo in chiusura di articolo, è stato rilanciato anche dall’attivista Andrea Cisternino, normalmente impegnato in territorio ucraino, ma che recentemente si è recato di persona in Romania per constatare con i suoi occhi la realtà dei fatti (ne avevamo parlato qui).

Commenta Andrea sulla sua pagina Facebook: “Il giornalista Leonardo Repetto, che collabora con SKY, dice le stesse cose che dissi io al ritorno da Bucarest, ossia che ci sono pochissimi randagi, e non certo i 65mila di cui parlava il Presidente Basescu approvando la legge ammazzarandagi in fretta e furia dopo l’uccisione del piccolo Ionut”.

Delle contraddizioni e dei punti oscuri del caso del bambino di quattro anni che “sarebbe” (condizionale obbligato) stato ucciso dai randagi avevamo già parlato approfonditamente in questo articolo.

Andrea ribadisce che i media rumeni (ripresi poi da quelli di tutto il mondo) hanno sostenuto da subito che il bambino era stato ucciso da un branco di cani randagi, ma che successivamente una prova del DNA avrebbe del tutto smentito l’ipotesi. Inevitabilmente, di quest’ultimo dettaglio si è parlato molto meno.

Il servizio di TG Amici Animali è stato girato nel settembre del 2013, ossia due mesi prima della visita di Cisternino in Romania. Le tesi proposte dal giornalista Repetto, comunque, non si spostano di una virgola da quanto sempre sostenuto dall’attivista italiano: “Qualche mese prima di me ha descritto la vera realtà a Bucarest e fuori. I cani che uccideranno sono randagi che si trovano nei canili ASPA, stipati all’inverosimile come ho fatto vedere io nei filmati girati durante il mio viaggio. I randagi vengono e verranno uccisi a badilate, nell’indifferenza vergognosa della Comunità Europea”.

Conclude amaro Cisternino: “Quando si fa disinformazione, senza sapere nulla di ciò che avviene realmente, si causa un danno enorme sia alla gente che agli animali, spaventando le persone e quindi istigandole a uccidere”.

Nel frattempo, anche l’associazione Vier Pfoten, in Romania con l’obiettivo di sterilizzare quanti più cani possibile, continua a denunciare le proteste di cittadini rumeni che si vedono vietato l’ingresso ai canili per adottare gli animali prima che, trascorsi i 15 giorni canonici, vengano brutalmente abbattuti. A tal proposito, negli scorsi giorni si è tenuta l’ennesima manifestazione di protesta, stavolta di fronte al canile di Rahova, definito un “penitenziario” dagli attivisti, e dove l’accesso è completamente proibito agli adottanti sebbene la legge obblighi i rifugi ad aprire i loro cancelli dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18.

I manifestanti sono, tra l’altro, stati immediatamente fermati dalla Polizia che ha contestato il presidio perché “su strada privata” ma che ha poi consentito la manifestazione pacifica. Tuttavia, nulla è stato possibile fare per salvare i cani: agli adottanti è stato infatti riferito che chiunque fosse stato interessato a prendersi in carico un animale avrebbe dovuto “contattare l’ufficio stampa del portavoce del Municipio o dell’ASPA”.

L’obiettivo del governo rumeno sembra ora quello di sommergere di scartoffie i potenziali adottanti e di costringerli ad infilarsi in micidiali cul de sac burocratici, al fine di ritardare l’affido dei cani e dunque praticare il maggior numero possibile di abbattimenti.

I cittadini rumeni di buon cuore continuano, sostanzialmente inascoltati, a denunciare “gli abusi e la mancanza di trasparenza” dell’intera questione.

Di seguito: il video integrale del servizio TG Amici Animali di Rete Canavese.

Foto: la situazione dei randagi in Romania (archivio).

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