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Violenza senza fine: lupo strangolato a morte da un laccio nel Parco della Majella

Non si placa, mai e in nessun modo, la violenza contro i lupi in Italia. Due giorni fa un esemplare maschio di soli due anni è stato trovato strangolato a morte da un laccio-trappola all’interno del Parco della Majella.

L’animale faceva parte del Progetto WolfNet di monitoraggio dei predatori ed era infatti munito di collare GPS. I tecnici hanno rilevato una situazione anomala e il personale del Parco ha ritrovato il lupo senza vita.

Il laccio a strangolo era stato posizionato nel Comune di Caramanico Terme, e l’animale ci è finito dentro proprio con il collo. La sua morte non è stata né rapida né indolore, come evidenziato dalla posizione del corpo e dall’espressione sul muso: il lupo ha cercato a lungo di liberarsi, senza purtroppo riuscirci, e ha finito con lo strangolarsi.

Il laccio-trappola è uno strumento di caccia assolutamente illegale ma, nonostante questo, ancora usato in maniera assai diffusa lungo i camminamenti abituali degli animali.

Oremo di Nino, direttore del Parco della Majella, commenta: “È un gesto che non resterà impunito. Il Parco sporgerà denuncia contro ignoti e attiverà tutte le azioni utili affinché il responsabile paghi per quanto commesso. Il Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato ha già iniziato le indagini, intensificando i controlli già assidui sul territorio. Ho chiesto una linea dura perché questo crimine non rimanga impunito”.

Nel frattempo, anche nel Ternano i controlli si sono intensificati a seguito dell’uccisione, a fucilate, di una giovane lupa ritrovata in un lago di sangue tra Piediluco, Marmore e Arrone (ne avevamo parlato qui). Ad investigare sono i Forestali, che hanno già sottoposto a verifiche circa centocinquanta cacciatori, tra singoli e appartenenti a quattro squadre di cinghialai, e una cinquantina di autoveicoli. I controlli hanno portato all’accertamento di almeno venti violazioni amministrative per varie irregolarità nell’attività venatoria: tra queste, l’abbattimento di esemplari appartenenti a specie particolarmente protette e il mancato rispetto delle distanze previste per legge. Sono state sequestrate armi e selvaggina protetta, ormai senza vita, naturalmente.

Nella foto: il lupo ucciso (fonte Rete5).

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2 Commenti

  1. Sono perfettamente d’accordo con Barbara… e mi chiedo anche che senso abbia monitorare i lupi quando ciò non significa assolutamente una protezione per loro!
    E’ frustrante all’ennesima potenza sentire in continuazione notizie di questo genere.
    Schifosi ignoranti maledetti! Continuano a distruggere una delle più belle creature che il mondo ospiti!

  2. che robe, che robe, che ROBE…..nn ci credo che nn si possa fermare questa strage….ma che bisogna fare? petizioni, mail ormai fatte e rifatte a dimostrazione che nn frega a nessuno????

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