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[VIDEO] Zooerastia in Messico: si cerca il depravato che ha abusato sessualmente di tre cani

Nella città di Los Mochis, a Sinaloa (Messico), le autorità sono alla ricerca del depravato che, negli ultimi tempi, ha abusato sessualmente di almeno tre cani della zona.

L’aguzzino, prima di sottoporre gli animali alle pratiche di zooerastia, ha tagliato loro anche la coda.

Due dei tre cani sono stati sfortunatamente trovati morti, probabilmente per ferite d’arma da taglio inferte su tutto il corpo successivamente alle violenze sessuali. L’unico superstite all’aggressione si chiama Black, un cane è che è stato abusato un mese fa e che, fortunatamente, è riuscito a scappare e a raggiungere la sua abitazione. L’esemplare, una femmina, è stato sottoposto ad immediata visita veterinaria che ha assodato gravi danni interni ed esterni nella zona vaginale, tagli sulle zampe posteriore e severe lesioni alla coda.

Non è chiaro, inoltre, se sia da attribuirsi al medesimo aguzzino anche la morte di un gatto, trovato ucciso da un violento trauma facciale nella stessa zona.

In un’intervista al quotidiano El Debate, lo psichiatra Adrian Hubbard Hector Beltran ha spiegato che l’individuo responsabile di questo genere di violenze è particolarmente pericoloso tanto per gli animali quanto per gli esseri umani.

“Consiglio ai residenti della zona di prestare attenzione. Devono valutare molto bene ciò che sta accadendo, ed è necessario lavorare duramente per garantire ai nostri animali la sicurezza , la protezione e il trattamento di cui hanno bisogno.

Al momento attuale, sulla vicenda non sembrano esserci sviluppi di rilievo.

Di seguito, il video andato in onda sulle reti messicane.

Foto: fonte video.

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16 Commenti

  1. Do ragione a Barbara i proprietari mi sembrano un po’ lontani dalla cagnolina meritano una botta in testa anche loro

  2. Con le lacrime agli occhi, con la pena nel Cuore, con tutto l’affetto possibile… ringrazio voi, amici di A4A. E ringrazio gli amici Lettori, perché -per una volta- siamo veramente uniti e perché siamo veramente “umani”.

    E.

  3. Ho visto e ho letto.
    Il mio pensiero è andato a qualcosa che scrissi, tempo fa, quando ero ancora su Facebook. Nascoste, nei meandri della memoria del mio PC, ho ri-trovato quelle parole che credevo fossero andate perdute, ma che, in ogni caso, porto sempre con me (IN me).
    Quelle parole, quel modo di sentire, quella compassione espressa attraverso codici è qui:

    A molti piace vivere nelle gabbie dorate, dove gli orrori non possono entrare. Sono bunker mentali ove la conoscenza è l’orrore… Ad alcuni dà fastidio dover aprire quelle gabbie, dà fastidio dover distruggere quelle gabbie. Se quelle gabbie mentali non vengono distrutte il resto del mondo continua a morire nelle più atroci delle vergogne, l’ignoranza e l’indifferenza! Non posso non guardare, non aprire la MIA gabbia mentale! Non posso pensare alle cose belle, a quelle cose che emanano bagliori e melodie e colori perfetti… Questi orrori sono l’Auschwitz che non è mai finito!
    Non posso scrivere cose poetiche… Perché, è vero, “Scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie”
    -Theodor W. Adorno, 1949 –

  4. Cara Elisabetta, troverai edificante questo contributo e soprattutto il commento di colui che, immancabilmente, ritiene che certe cose accadano solo altrove: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=714607325239551&set=a.307636049270016.78664.272208269479461&type=1&theater

  5. molto.

  6. Mio dio, è vero…! Le vittime diventano “carnefici”, comunque “immonde”… Accade sempre così. Accadeva la stessa cosa nei campi di sterminio, accade quando si incontrano innocenti (bambini, anziani, animali, malati…), ancora vivi, massacrati, sporchi, dallo sguardo sconvolto, esteticamente “non attraenti”… Accade che vittima desti repulsione, invece che compassione… Non è assurdo?

  7. vero, abbiamo notato anche noi. sembrava avessero schifo di toccarla. ma non è della vittima che bisogna avere schifo, bensì dell’aguzzino. lui sì, non lo toccheremmo neanche con un rametto.

  8. Sono rimasta senza parole…. non credevo davvero esistessero persone capaci di questo… povera cagnolina che pena… e che tristezza a vedere che nessuno la coccolava un pò…

  9. Io glielo taglierei…

  10. Mi auguro soltanto che i narcos lo/li facciano letteralmente a pezzi.
    Individui del genere non meritano la vita.

  11. Che sguardo quel cane, che occhi tristissimi! Pena immensa, infinita……..

  12. alessandra, il cane è in messico. non sappiamo altro che quello che leggi nell’articolo.

  13. BARBARA, NINO… BRAVI!!!

    CHE SCHIFO, UMANITA’!!!

  14. c’è modo di sapere dove si trova e con chi ci possa mettere in contatto per adottarla?

  15. amici miei ,se nel mondo la gente ragionasse veramente e si attivasse nel vero senso della parola quando vedono o sentono quaste cose commese dai veri depravati allora forse avremmo raggiunto la vera libertà,mentre invece purtroppo per la maggior parte della gente i depravati sono i gay e chi vuol capirmi spero che mi abbia capito,anche perchè lo dice uno che non è gay e non per colpevolizzare i madesimi.Perciò spero vivamente che quel bastardo venga trovato e che subisca di tutto e di più.

  16. ho una grande pena nel vedere quel povero essere ma giuro che una randellata la darei oltre al depravato anche ai proprietari uno che uno a fargli una carezza un’abbraccio niente non vi hanno da cascar le braccia……scusate ma vado fuori di testa a leggere e vedere ste robe….povera cucciola che dolore…..

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