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Bracconaggio senza fine: in Svizzera giovane lupo muore dopo lunga agonia

Non ha fine, né sosta, il massacro violentissimo dei lupi – che stavolta ha mietuto la sua ennesima vittima nel Canton Grigioni, nei pressi di Tamins (Svizzera).

Secondo le autorità cantonali l’animale, un giovane esemplare maschio, apparteneva “con tutta probabilità al branco del Calanda nato nel 2013” ed è stato colpito in pieno da una fucilata. Il colpo d’arma da fuoco, tuttavia, non l’ha ucciso subito tanto che gli esperti suppongono che il predatore sia morto alcuni giorni dopo essere stato ferito, ossia dopo una lunga agonia che non ha avuto, purtroppo, nessun sollievo e nessun soccorso.

Il corpo senza vita del giovane lupo è stato ritrovato dai guardiacaccia lo scorso 3 gennaio, ma se n’è avuta notizia solo ultimamente. I resti sono stati consegnati all’Istituto di Patologia dell’Università di Berna che dovrà chiarire l’esatta causa del decesso, anche se è evidente che il lupo sia morto a seguito delle ferite d’arma da fuoco.

Una nota del Dipartimento Costruzioni, Trasporti e Foreste dei Grigioni spiega: “Sulla base delle tracce ritrovate, si può partire dal presupposto che l’animale ferito abbia vissuto ancora qualche giorno prima di morire per le conseguenze della ferita”.

L’abbattimento di questo lupo è un colpo al cuore: è soltanto di fine novembre scorso l’avvistamento, il primo, di un branco di dieci lupi, due genitori, sei cuccioli e altri due adulti.

Nella foto: il lupo ucciso (fonte TicinoNews).

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