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[DOSSIER] Perché l’uomo sottovaluta l’intelligenza degli animali?

Da sempre, l’essere umano vive nella certezza di essere la creatura più acuta e intelligente mai prodotta da Madre Natura. Di poter fare cose che nessun (altro) animale può fare. Di essere il solo in grado di ragionare, e di posizionarsi saldamente al vertice della catena alimentare.

In realtà, sembra proprio che l’uomo abbia un’idea grandiosa di sé che poco corrisponde alla realtà e che, tra l’altro, lo spinge a sottovalutare l’intelligenza delle altre creature della Terra.

Secondo gli esperti dell’Università di Adelaide, in Australia, gli animali mostrano una miriade di forme di intelligenza che non sono da meno di quelle umane.

Il dottor Arthur Saniotis commenta: “Per millenni, tutte le autorità – da quelle religiose a quelle intellettuali – non hanno fatto che ripetere, ad nauseam, che gli uomini sono eccezionali proprio in virtù della loro intelligenza, che li colloca in cima al regno animale”.

“Tuttavia, la scienza ci dice che gli animali possono avere facoltà cognitive anche superiori alle nostre”.

Saniotis spiega che l’essere umano ha cominciato ad avere un’altissima opinione di sé oltre 10,000 anni fa, più o meno in contemporanea con la nascita della religione organizzata. Quest’ultima supportava, in effetti, una visione totalmente antropocentrica del mondo, nel quale l’uomo rappresentava la specie predominante.

Con l’avvento della Rivoluzione Agricola, l’uomo ha imparato ad addomesticare gli animali e a coltivare la terra per nutrirsi. Dal momento che era in grado di piegare animali e piante alla sua volontà, la sua immagine di sé stesso ha continuato ad accrescersi – così come l’idea di essere la creatura più intelligente sul pianeta. La realtà, invece, potrebbe essere diversa.

“Il fatto che gli animali possano non comprenderci, quando noi non comprendiamo loro, non significa affatto che le rispettive intelligenze siano a livello diverso, quanto di tipo diverso”, spiega il Professor Maciej Henneberg. “Quando uno straniero cerca di comunicare con noi utilizzando una versione frammentaria e imperfetta della nostra lingua, la nostra impressione è che non sia molto intelligente. Ma, ovviamente, la realtà è ben diversa”.

Secondo il professor Henneberg, gli uomini sono così focalizzati sul linguaggio e sulla tecnologia da perdere di vista il fatto che esistano altri tipi di intelligenza ugualmente brillante e ugualmente importante. E che, tra questi, ve ne siano alcuni in cui gli animali eccellono come l’intelligenza cinestesica e quella sociale.

L’intelligenza cinestesica consiste nell’abilità di manipolare oggetti e utilizzare capacità fisiche. Tra gli esseri umani, questo tipo di intelligenza è particolarmente sviluppata nei ballerini, negli atleti, negli attori e nei chirurghi. Gli animali, tuttavia, la possiedono a loro volta e lo dimostrano in modi sbalorditivi. Solo per fare qualche esempio, non solo le scimmie e i primati sanno utilizzare gli utensili ma anche diversi tipi di uccelli (come i corvi, considerati volatili eccezionali dagli stessi scienziati), gli elefanti, i delfini, le lontre, i polipi e persino alcuni roditori.

L’intelligenza sociale include invece la capacità di processare informazioni e di applicarle in un contesto sociale. Gli animali non umani possono farlo con costanza e in modi che possono sembrare sorprendenti. Per esempio, i lemuri che vivono in gruppi più ampi mostrano un tatto e una sensibilità sociale più sviluppata: non rubano cibo ai loro simili se si trovano in un branco numeroso, mentre tendono a farlo all’interno di una cerchia più ristretta di individui. Capiscono, cioè, quale comportamento è socialmente accettabile in quale contesto e si adeguano di conseguenza.

Aggiunge il dottor Henneberg: “Alcuni mammiferi, come i gibboni, sono in grado di produrre almeno venti suoni diversi con significati chiaramente differenti per comunicare agevolmente nella foresta. Il fatto che non sappiano costruire case, come invece fa l’essere umano, non è “poco intelligente” ma solamente irrilevante per i gibboni”.

I messaggi vengono inviati non soltanto attraverso le vocalizzazioni, ma anche perché siano recepiti con l’olfatto.

“Molti quadrupedi lasciano marchi olfattivi complessi nel loro ambiente e alcuni, come i koala, possiedono ghiandole pettorali speciali proprio per marcare”, continua il professore. “Gli esseri umani, con il loro limitato senso dell’olfatto, non riescono neppure ad immaginare la complessità dei messaggi trasmessi in questo modo, e non sanno che possono essere tanto ricchi quanto un messaggio visuale”.

“Pensateci. Il vostro cane spesso marca il territorio, all’aperto. Cosa sta dicendo agli altri cani che passano di lì? Sarà di certo qualcosa di ben più di ‘Ciao, sono io. Questo è il mio albero’. In effetti, cani e gatti sono perfettamente in grado di comunicarci le loro necessità e riescono a farci fare le cose che vogliono. Questo significa che il mondo animale è molto più complesso di quanto gli diamo credito”.

Gli animali di certo non guidano l’automobile, non leggono libri e non usano il computer, ma possiedono talenti favolosi che noi non potremo mai sperare di avere. Forse è necessario un po’ più di rispetto nei loro confronti. Forse è necessario smettere di trattarli come oggetti, sfruttarli, ucciderli, e cominciare a pensare che non siamo i dominatori del mondo, ma che lo condividiamo con altre creature che sono tanto diverse da noi quanto intelligenti, e che ogni giorno si sforzano di vivere in armonia con noi. Qualcosa che noi, tanto arroganti, abbiamo da tempo dimenticato.

Foto: archivio.

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5 Commenti

  1. Grazie Teresa , abbiamo rilanciato la seconda missiva del dottor Gatti.

  2. A proposito di talidomide, cancro e vivisezione…

    La risposta del Dott. Cazzolla Gatti ai detrattori della sperimentazione animale:

    http://vglobale.it/attualita/16300-a-proposito-di-talidomide,-cancro-e-vivisezione.html

  3. ricambio con piacere l’abbraccio di Elisabetta e come lei penso che dobbiamo imparare molto(forse troppo) dai nostri amici animali…..

  4. Che bellissimo articolo!
    Quante volte i miei amici animali mi hanno stupito, lasciandomi a bocca aperta… soltanto perché, scioccamente, reputavo che io, (umana), avessi ogni prerogativa per sentirmi “superiore” intellettivamente!
    Dopo anni di convivenza con loro ho imparato che abbiamo solamente abilità diverse e che, se loro apprendono da me, allo stesso modo io apprendo da loro.
    La conoscenza si basa fondamentalmente sulla osservazione e sulla comunicazione, non sulle congetture e sui pregiudizi.
    Non parliamo poi del decoro, della grande dignità che gli animali (tutti), dimostrano, anche nelle situazioni più disperate e dolorose. Basti pensare ad un mammifero femmina, mentre partorisce.
    Le donne, mentre danno alla luce i loro cuccioli umani, urlano, imprecano, si disperano… Qualcuno ha mai sentito urlare una gatta, mentre mette al mondo i propri figli?
    Io no.
    Impariamo, gente. Impariamo 🙂

    Un abbraccio, amici cari!
    Eli

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