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Agrigento: 13 cani randagi avvelenati in due settimane

È strage in corso ad Aragona, in provincia di Agrigento, dove nelle ultime due settimane sono stati ben 13 i cani randagi a morire per mano degli avvelenatori. Il ritmo è praticamente di un cane ucciso al giorno.

Tutti i cani sono stati ritrovati senza vita nella stessa zona, quella di contrada San Vincenzo, e la vicenda è stata denunciata non da una associazione animalista ma da un residente del posto che, praticamente ogni giorno delle ultime due settimane, si è trovato di fronte al corpo morto di qualche animale.

Non è, come è ovvio, nota l’identità dell’aguzzino o degli aguzzini e l’unico augurio, ora, è che le autorità si mettano realmente d’impegno per individuare, fermare e punire i responsabili di uno scempio simile. Il problema del randagismo non si risolve uccidendo ma educando il pubblico a sterilizzare e non abbandonare. I responsabili del randagismo non sono gli animali, ma gli esseri umani che dovrebbero tutelarli.

Nella foto: uno dei randagi avvelenati (fonte LiveSicilia).

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6 Commenti

  1. Per tutti quelli che fanno del male agli animali so che vengono maledetti da Dio e perseguitati dalle sventure anche i loro discendenti per varie generazioni ! GLI AUGURO TUTTO IL MALE CHE MERITANO!

  2. spero tanto che con quello che anno mangiato nele festa qualcosa fosse contaminato e che gli venga il botulino .. proveranno cio che anno provato i cani mentre agonizzavano

  3. dunque… ho scritto male perchè intendevo una cosa ma ne sembra scritta un’altra poichè ho tralasciato di completare in una nidificazione di cose da dire: volevo dire ovviamente che NON giustifico nè il gesto NE’ quello che passa per la loro mente, quello che passa per la loro mente non è giustificabile!

  4. Non giustificavo il gesto, ma quello che passa per la mente di questi anonimi… assisto ogni giorno randagi e c’è qualcuno, non propriamente benestante, di cui intravvedo le critica implicita: a loro cibo e a me? sembra dire… così credono di fare giustizia uccidendo creature ancora più povere della povertà umana, ma quello che fanno non è per la difesa della miseria, ma per miserabilità umana loro…

  5. No nessuna crisi, a mio parere, giustifica tale crudeltà verso creature innocenti, oltretutto resi randagi dall’essere più pericoloso del pianeta cioè l’uomo. Quanto alle istituzioni non ho nessuna fiducia che vorranno occuparsi di trovare il colpevole perchè tanto sono solo cani!

  6. Io penso* che gli autori siano persone colpite dalla crisi corrente, per questi prendersela con i randagisembra essere uno sfogo verso le persone che fanno sopravvivere quelle creature persone che generalmente non sono benestanti ma hanno pena per queste povere creature. Io sono di ragusa e assisto randagi, so che ci sono avvelenatori e per loro* colpire creature che devono sopravvivere è una “specie” di rivendicazione del proprio stato, almeno protestassero verso chi è responsabile della loro crisi… ma non lo fanno, meglio colpire anonimamente poveri indifesi?

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