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Cane bruciato a Roma, si aggrava la posizione dell’unico sospettato

Qualche giorno fa, a Villa Ada a Roma, un cagnetto di piccola taglia è stato sottoposto a tortura e successivamente dato alle fiamme. Del caso avevamo parlato in questo articolo.

Dopo una rapida investigazione delle forze dell’ordine, i sospetti si erano concentrati su A.A., un uomo di 47 anni mentalmente disturbato che si sarebbe sbarazzato in quel modo del proprio cane, presumibilmente un volpino (qui la nostra notizia in merito).

Oggi, il Corriere della Sera riporta che una foto del presunto cane (da vivo) è stata inviata anonimamente a FederFida, che successivamente l’ha consegnata agli agenti del commissariato Villa Glori, incaricato delle indagini. L’immagine ritrae un meticcio di piccola taglia, dal mantello color crema, cui potrebbero in effetti appartenere i resti trovati ormai carbonizzati nel parco da una coppia di giovani.

La fotografia è stata scattata su un terrazzino pochi giorni prima del 12 dicembre, data in cui è avvenuta l’uccisione dell’animale.

A.A., il sospettato, continua intanto a sostenere che il proprio cane sarebbe misteriosamente “scomparso” e che quello bruciato non sarebbe il suo. In pratica, sostiene di non avere nulla a che fare con la vicenda.

Tuttavia, la targa dell’Audi annotata da un frequentatore del parco che l’aveva visto aggirarsi a Villa Ada con fare sospetto proprio mentre si consumava la violenza non mente e, secondo le autorità, il cerchio potrebbe stringersi presto attorno al presunto aguzzino.

Due testimoni sentiti dalla polizia sostengono infatti di aver udito “strazianti guaiti” da parte del cagnetto bianco mentre si trovava rinchiuso nell’appartamento al pianterreno di A.A., a Tor Sapienza.

I resti carbonizzati del cane, posti sotto sequestro dalla Polizia Scientifica, verranno ora in qualche modo messi a confronto con la fotografia del cagnolino, mentre emergono inquietanti particolari relativamente al modo in cui l’assassino si sarebbe sbarazzato dell’animale: il cane sarebbe stato dapprima legato e tramortito con un manganello. Successivamente, sarebbe stato cardato in macchina, condotto all’aperto e dato alle fiamme.

Alle origini del gesto, si parla della paranoia del responsabile, che riteneva di essere “spiato” attraverso il microchip della bestiola.

Nella foto: l’immagine del cane recapitata alla Polizia accanto a quella dei resti ritrovati (fonte Corriere).

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5 Commenti

  1. Appena qualcuno commette gesti abominevoli come questo subito viene etichetttato come “mentalmente disturbato”. Basta con queste sciocchezze. Il tizio sapeva benissimo cosa stava facendo: carcere a vita con pane, acqua e lavori forzati.

  2. Sempre con una scusa pronta, è disturbato, è malato, è così, è cosà.
    Ma smettiamola di girarci intorno.
    Un individuo che compie un atto del genere, malato o meno dovrebbe essere recluso e sotto farmaci perchè socialmente pericoloso.

    E’ disturbato? Ripeto, dove sono i responsabili di questo individuo?
    Che paghino anche loro!

    Il prossimo chi sarà?

  3. Uno perchè è “disturbato” mentalmente, l’altro perchè ha una situazione familiare difficile, un altro ancora è stato lasciato dalla morosa e quindi via con gli abusi, i maltrattamenti, le violenze sugli animali. E invece, a mio parere, non ci sono MAI giustificazione quando le vittime sono esseri indifesi siano essi animali, bambini, vecchi. Ma tant’è questi trovano comodo sfogare i loro peggiori istinti contro chi non può difendersi .

  4. Non mi interessa se è mentalmente disturbato, non mi fa alcuna pena. L’unica pena è per questa piccola bestiola innocente, vittima di un pazzo furioso. Gente così non dovrebbe avere animali. Possibile che questo individuo non fosse in contatto con nessuno e che nessuno potesse sottrargli il cagnolino?
    Comunque come Barbara spero che questo maledetto faccia presto una brutta fine, anche se ciò non riporterà alla vita il piccolo e non ripagherà mai le torture e le sofferenze da lui subite…

  5. spero che la posizione dell’individuo si possa aggravare a tal punto ……che esso possa soccombere…non c’è legge o pena alcuna per punire un’essere come questo….solo la morte….

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