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[VIDEO DOSSIER] Nuova investigazione svela gli orrori dell’industria del latte

Nell’ottobre del 2013, l’associazione animalista Mercy For Animals ha, con l’aiuto di un investigatore sotto copertura, messo in luce con un ennesimo dossier la crudeltà nascosta dietro la produzione di latte e formaggio.

Le indagini sono stati condotte nell’allevamento finalizzato alla produzione di prodotti latti-caseari Wiese Brothers Farms, nello Stato americano del Wisconsin.

Le Wiese Brothers Farms sono, tra l’altro, tra i principali fornitori di formaggio del brand DiGiorno, famosissimo negli Stati Uniti per la sua pizza da supermercato.

In particolare, l’investigazione sotto copertura ha portato alla scoperta, tra l’altro, di atteggiamenti consueti e “normali” tenuti dai lavoranti dell’allevamento nei confronti degli animali. Nella fattispecie, calci violentissimi, percosse e persino frustate sul muso e sul corpo delle mucche.

Molti degli animali detenuti mostravano ferite aperte e mai curate, infezioni e piaghe e l’intervento di un veterinario non era contemplato.

I lavoranti sono stati anche filmati mentre trascinavano gli animali per le loro fragili zampe, con l’utilizzo di catene. Le stesse catene venivano applicate anche al collo delle mucche, mentre il trascinamento avveniva tramite trattori.

Le condizioni dell’allevamento erano, da un punto di vista igienico-sanitario, aberranti, con sporcizia diffusa e interi pavimenti ricoperti di feci e urina mai pulita, tanto che le mucche scivolavano di continuo, cadendo e ferendosi.

I vitelli non erano, naturalmente, immuni ai maltrattamenti e nei filmati vengono trascinati via dalle loro madri immediatamente dopo la nascita (un processo non inusuale negli allevamenti di mucche da latte), oppure mutilati della coda senza alcuna anestesia preventiva.

Le immagini di Mercy For Animals hanno lasciato sconcertato sia il grande pubblico che i callosi “esperti” del settore zootecnico.

La dottoressa Temple Grandin, maggiore esperta mondiale di “benessere degli animali d’allevamento”, ha commentato così il video: “Trascinare mucche vive e sollevarle da terra equivale ad un severo maltrattamento animale. Le azioni di queste persone non sono rudi, sono pura crudeltà. Picchiare, calciare e frustare le mucche a terra è un abuso”.

In un comunicato congiunto, i dottori Bernard Rollin, Terry Engle e William Wailes del Dipartimento di Scienze Animali all’Università del Colorado hanno concluso che le immagini rivelano “abusi da incubo, orribili, perpetrati dai lavoranti nei confronti delle mucche da latte” e che “questi individui sadici dovrebbero essere condannati alla massima pena prevista dalla legge, e dovrebbero essere banditi da qualunque impiego li metta in contatto con gli animali, per sempre”.

Trattate non come gli esseri viventi e senzienti che sono, quanto piuttosto come macchine produttrici di latte, le mucche sfruttate e vittime di abuso come queste vivono un’esistenza di agonia e privazione costanti.

Quello che non tutti sanno è che le mucche dell’industria casearia devono essere continuamente ingravidate in modo da produrre latte in maniera costante. Diverse volte al giorno, le mucche da latte vengono attaccate a mungitrici elettriche che causano lesioni e mastiti molto dolorose. Molti di questi animali trascorrono l’intera vita su pavimenti di cemento, mentre altre sono ammassate in enormi capannoni.

La vita di una mucca è, in natura, di circa 25 anni anni di cui otto o nove destinati alla produzione di latte. Tuttavia, lo stress causato dalle condizioni di vita negli allevamenti porta gli animali ad ammalarsi sia nel corpo, sia nella psiche. Quando questi problemi portano ad un calo della produzione di latte, cosa che accade normalmente attorno ai quattro o cinque anni di vita, le mucche vengono mandate al mattatoio perché considerate inutili all’industria.

Questi animali altamente sociali e intelligenti soffrono un abuso inimmaginabile dal momento in cui vengono al mondo e sono strappati alle loro madri, fino a quando diventano così devastate fisicamente dalle continue gravidanze e dalla perpetua produzione di latte da essere spedite al macello.

Scegliete alternative cruelty free (vegan) al vostro formaggio, latte, burro e gelato. Scegliete la compassione.

Foto: alcuni degli abusi patiti nell’allevamento (fonte SliceOfCruelty).

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2 Commenti

  1. Bisogna non solo diventare vegani ma porre degli organi di vigilanza esterni permanenti in queste strutture! Non dei veterinari, spesso conniventi, ma degli appartenenti ad associazioni di protezione animale! Non è così difficile! Naturalmente ci vogliono persone serie e davvero impegnate per il benessere degli animali. Le aziende che non dovessero accettare vanno chiuse! E gli schifosi frustrati che picchiano la gente licenziati in tronco!!! E non devono più lavorare!!

  2. non posso non voglio vedere il video….ma non voglio proprio credere che a queste cose non si ponga rimedio siamo tutti colpevoli quanto loro che maltrattano queste creature se non cominciamo a provvedere seriamente…..con le buone o con le cattive bisogna fermare questa gente…..

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