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Oscar Grazioli: “Vi racconto dei cani maltrattati triturati da una giustizia ingiusta”

“Questa è una storia di ordinaria ingiustizia, quella che si perpetra comunemente nel nostro Bel Paese, dove l’amministrazione del diritto alla libertà (e dei doveri di rispettare le leggi), senza girarci troppo attorno, fa letteralmente schifo. Passano i decenni e nessuno riesce a diminuire i tempi geologici di un processo, mentre lo stupratore inveterato si fa qualche mese di carcere (se gli va male), per poi tornare alla sua diuturna pratica e chi corrompe collude, ruba e devasta la pubblica amministrazione (e i nostri soldi), tra immunità, prescrizioni, tre gradi di giudizio, indulti, grazie ecc. al massimo si ricicla in qualche municipalizzata a 12.000 euro netti al mese.

C.B. una collega e cara amica mi invia un documento veramente originale, come molte sono le sentenze e le decisioni prese  da magistrati che, per usare un eufemismo, possiamo dire fantasiosi. La storia è molto semplice e non ha nulla di così originale da meritare più di due righe. In quel di Modena, si scopre un canile dove gli animali sono tenuti in condizioni pessime. Si arriva alla denuncia e al sequestro di 57 cani da parte della metratura che fa partire un procedimento penale contro F.F. e la sua compagna R.R. presumibilmente per maltrattamento. Le autorità competenti decidono quindi, vista la disastrosa situazione dei cani, di sottrarli alle “cure” dei due sopra citati e di trovare un canile ben gestito dove questi animali possano essere curati seriamente e mantenuti in condizioni, quanto meno, “da cani”.

Gli animali quindi vengono rapidamente spostati in una struttura gestita da personale volontario ma di sicura esperienza e coscienza. Le autorità, come è ovvio, nominano poi un veterinario il quale si occupi di curare al meglio i cani malati e feriti ancora rimasti in vita. E il veterinario è appunto C.B., la quale, dopo avere fatto il suo scrupoloso lavoro, presenta giustamente la parcella a chi di dovere. Chi di dovere, in questo caso, è il Pubblico Ministero, d.ssa L. S. del foro modenese. Ho qui davanti a me il documento rilasciato dal P.M., in seguito alla presentazione della fattura della Dr.ssa C.B., e leggo un passo quanto meno sconcertante. Oggi adoro gli eufemismi.

Lo scrivo, paro paro. “Considerato che: deve procedersi al rimborso al richiedente di quanto dovuto in relazione alle prestazioni, indicate nella relazione allegata alla fattura emessa, ad esclusione per terapia congiuntivite, terapia mastiti, terapie dermatiti e terapie animali feriti, in quanto non necessarie ai fini della tutela della salute degli esemplari destinati comunque ad essere affidati a privati ovvero adottati (…) pertanto la richiesta non può essere accolta.”

Non sono certo le poche centinaia d’euro mancanti ad avere indotto la collega a scrivermi, quanto l’originalità della disposizione del P.M: la quale sostiene l’inutilità di cure per mastiti, animali feriti, dermatiti ecc (tanto prima o poi verranno adottati e quindi, si spera, curati). Nel frattempo, si arrangino. Originale, non c’è che dire. Un applauso.”

Editoriale del dottor Oscar Grazioli pubblicato su Tiscali a questo link.

Foto: archivio.

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2 Commenti

  1. rachele laura piperno

    non si può che indignarsi?

  2. Ecco qui l’ennesima sentenza del cazzo della nostra “ingiustizia” italiana. Così per questi emeriti signori tutte queste malattie, fra l’altro procurate dagli esseri più nocivi del pianeta cioè gli umani, non sono considerate per il benessere animale? Hanno mai provato questi signori ad avere una dermatite? e se ci sono delle giudici delle mastiti? certo questi qui avranno fior di cure ma queste anime, cosa volete, sono solo cani!

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