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[VIDEO e DOSSIER] Andrea Cisternino: vi racconto la mia giornata coi lupi della Val Chisone

Nella giornata di ieri, Andrea Cisternino ha pubblicato un interessante video girato alcuni giorni fa in Val Chisone. L’attivista per i diritti animali di stanza a Kiev, dove da oltre tre anni offre testimonianze di eccezionale importanza sulla continua strage di randagi da parte dei dog hunter ucraini, si trovava in Italia da qualche settimana per partecipare ad una serie di eventi, ed ha approfittato dell’occasione per partecipare ad una esclusiva escursione in montagna con l’obiettivo di osservare i nostri preziosi lupi.

In compagnia di Andrea si trovava la presidente di E.I.T.A.L. (Ente Italiano Tutela Animali e Lupo) Ethel Onnis, l’attrice e attivista vegan per i diritti animali Loredana Cannata, il documentarista Stefano e lo scalatore ed esperto di lupi Marco.

Eithel Onnis ha peraltro appena pubblicato uno splendido libro intitolato “Al di là di un sogno – Nello sguardo di un lupo il mistero di due vite” (qui la copertina), la cui vendita aiuterà a sostenere proprio l’attività di E.I.T.A.L. e dunque la tutela del lupo appenninico: se volete acquistarne una copia e farvi un bellissimo ed intelligente regalo, potete contattare direttamente l’autrice inviandole un messaggio su Facebook, qui.

Nel corso di una giornata assai faticosa ed emozionante, trascorsa sulle gelide montagne piemontesi, in mezzo alla neve e alla foschia, il gruppo ha avuto modo non solo di prendere visione delle orme dei lupi passati su quello stesso percorso, ma di avvistare anche un paio di camosci e, infine, persino un elusivo branco di superpredatori.

Il video proposto da Andrea in chiusura di articolo dura poco più di sette minuti e rappresenta una interessante testimonianza dell’approccio rispettoso e civile nei confronti di questi animali che, contrariamente ad un credere comune ancora purtroppo ampiamente diffuso, rifuggono totalmente la presenza umana e non hanno il minimo interesse ad interagire con la nostra specie. L’uomo da sempre si accanisce sul lupo, trasformato da tempi immemori nell’epitomo della brutalità e della ferocia, arrivando persino a spingerlo sull’orlo dell’estinzione.

Al termine di un anno, il 2013, che si è rivelato particolarmente funesto per i lupi italiani – decimati settimana dopo settimana da aggressioni umane, incidenti stradali e persino da una grave epidemia di cimurro, il piccolo documentario prodotto da Andrea Cisternino rappresenta una lodevole boccata di aria fresca: nel video vedrete comparire i lupi solamente per qualche secondo, a debita distanza dagli umani naturalmente (e senza alcuna velleità di predazione, tanto che nel gruppo nessuno si è mai sentito in pericolo) ma vagamente incuriositi da quella presenza così estranea sulle loro montagne. Il finale delle riprese, poi, si rivela particolarmente emozionante: in un buio assoluto, Eithel e Loredana ululano nella speranza che il branco risponda al loro richiamo. E i lupi li salutano di rimando, rompendo il silenzio, in un momento di oggettivo pathos.

Incontrare i lupi è un’esperienza assai rara. Nonostante la distribuzione geografica piuttosto estesa su tutto il territorio nazionale, infatti, questa specie resta pesantemente minacciata e la sua popolazione complessiva nel Paese è stimata all’incirca in 400-500 esemplari. Naturalmente, il principale fattore di minaccia per la sopravvivenza del lupo è rappresentato dalla persecuzione diretta operata dall’uomo, che indicativamente, ogni anno, ne assassina dai 50 ai 70, incidendo sulla popolazione complessiva per oltre il 10%.

A partire dall’inizio del Novecento la persecuzione nei confronti del lupo appenninico portò ad una drastica diminuzione del suo numero tanto da provocare, nell’arco di pochi decenni, la scomparsa definitiva dalle Alpi e dalla Sicilia. Anche sugli Appennini, habitat ideale di questo predatore alfa, si riscontrò un forte calo della popolazione che venne messa definitivamente in ginocchio nel secondo dopoguerra. Negli anni Settanta, i nostri lupi erano ridotti a sopravvivere in un numero non superiore ai 100-110 esemplari.

Soltanto allora, a fronte di un concreto rischio di estinzione, cominciarono le prime politiche conservazioniste che, nei recenti anni Novanta, portarono finalmente ad un aumento apprezzabile degli esemplari (circa 400).  Ad oggi, questo affascinante e prezioso animale vive sull’intera catena degli Appennini, sulle Alpi Occidentali, in Toscana e in Lazio.

Il peso di un esemplare maschio di lupo appenninico oscilla mediamente dai 30 ai 35 chilogrammi, mentre nella femmina non supera i 25 chili. La lunghezza del corpo è di circa 120 cm, con un’altezza al garrese di 50/70. Il mantello dei nostri lupi è di colore grigio-bruno, e gli arti sono lunghi, affusolati e agili, sorretti da zampe a pianta larga forti e robuste. Il lupo ha un’eccezionale capacità di resistenza, tipica della sua specie, tanto da essere in grado di coprire senza sforzo oltre 30 chilometri al giorno con un trotto costante, ad una velocità fino a 10 Km/h.

Naturalmente il senso più sviluppato nel lupo è l’olfatto, cento volte più sensibile di quello umano e in grado di individuare una preda (o una minaccia) a un chilometro di distanza. Il lupo può inoltre udire l’ululato dei suoi simili ad oltre 15 chilometri di distanza grazie ad un udito venti volte più sensibile del nostro.

Dal punto di vista della capacità predatoria e offensiva, questo superpredatore è dotato di mandibole che possono esercitare una pressione di oltre cento chilogrammi per centimetro quadrato. La sua coda è penzolante, non arricciata come quelle del cane, e le zampe anteriori e posteriori si muovono seguendo la stessa linea, come in una danza. Il muso è lungo, la fronte sfuggente, e il collo corto, robusto e caratterizzato da una pelliccia più spessa che ricorda una criniera.

Vale la pena spendere anche qualche parola sul comportamento e l’emotività del lupo, se non altro per “ripulirlo” dall’odiosa (e del tutto errata) immagine che l’uomo ne dà per giustificare le nefandezze commesse nei suoi riguardi: si tratta di una creatura di estrema intelligenza e di grande sensibilità, in grado di essere al contempo animale sociale e singolo individuo. Il lupo si prende cura dei suoi compagni malati, dei cuccioli del branco, è protettivo verso il suo branco con il quale agisce in perfetta sinergia, conosce il significato del termine “amicizia” e “lealtà”.

Tanto temuto, odiato e perseguitato nell’immaginario comune, quanto elusivo, timido e sensibile nella realtà, il lupo è stato privato sia del suo habitat che delle sue naturali fonti di caccia da una specie sempre più invasiva e prepotente – la nostra – e si è quindi, giocoforza, trovato costretto ad entrare sempre più in contatto con le attività agro-pastorali umane.

Questo ha drammaticamente peggiorato lo scontro tra specie nonostante esistano modalità con le quali difendersi e al contempo convivere con questo predatore: tra le contromisure ricordiamo l’utilizzo di cani e quello di recinzioni elettriche per proteggere gli animali al pascolo (il Parco Nazionale della Majella fornisce agli allevatori locali persino dei recinti antilupo smontabili da portare sugli alpeggi).

Il nostro lupo è protetto in Italia dal 23 luglio 1971, quando con decreto ministeriale ne è stata proibita la caccia. È stato inserito nella categoria delle specie particolarmente protette con la legge n. 157 dell’11 febbraio 1992 e nel 1997, nell’allegato D del CITES, che lo classifica come specie di interesse comunitario. Il lupo non può essere disturbato, perseguitato, né tantomeno ucciso: il suo recupero è graduale ma lento, a causa del continuo e costante furto di habitat e delle aggressioni a colpi di veleno e arma da fuoco.

Vale la pena ribadire che, nei confronti dell’uomo, il lupo è completamente innocuo. Nella rarissima eventualità in cui possiate trovarvi a poca distanza da un lupo, è altamente improbabile persino che lo vediate e, casomai lo vedeste, è garantito che si allontanerà rapidamente da voi. Non vuole avere niente a che fare con la nostra specie, e ne ha tutte le ragioni.

Non esiste alcuna giustificazione per la violenza esercitata sui lupi da parte dell’essere umano. Meritano invece la protezione di tutti.

Foto: archivio.

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4 Commenti

  1. Grazie e tanti (ma proprio TANTI!) baci 🙂

  2. Ciao Elisabetta, l’autrice dice che presto sarà in numerose librerie ma che è già distribuito da VOLARE di Pinerolo: http://www.libreriavolare.it/

  3. Elisabetta Lelli

    PER FAVORE, non sono su Facebook! Vorrei acquistare il libro Al di là di un sogno – Nello sguardo di un lupo il mistero di due vite. Qualcuno saprebbe dirmi dove potrei reperirlo?

    Grazie, amici carissimi <3

  4. Elisabetta Lelli

    Solo una parola: MERAVIGLIOSO.

    Verso la fine del video, mentre Ethel e Loredana li chiamavano e loro rispondevano, mi è scesa una lacrima di commozione…
    Grazie, Andrea! Grazie a tutti voi…!

    Eli

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