Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti
Home / Addii / Padova: cavallo abbattuto in pista dopo essere rimasto ferito, è l’ennesima morte del business delle corse

Padova: cavallo abbattuto in pista dopo essere rimasto ferito, è l’ennesima morte del business delle corse

A Ponte di Brenta, in provincia di Padova, un cavallo è stato abbattuto in pista dopo essere rimasto ferito durante una corsa. È avvenuto lo scorso venerdì, mentre il purosangue Nirano Dts, stallone di sei anni, cercava disperatamente di rimettersi in piedi dopo essere caduto a terra: una zampa era rimasta incastrata nel sulky che lo precedeva.

Secondo il Mattino di Padova, “il suono sordo del colpo di pistola con cui è stato abbattuto ha continuato a rimbombare per ore nella testa di chi ha visto e sentito”, e “la chiazza di sangue è comparsa subito, sommersa dalla foga dei cavalli che hanno corso dopo di lui”.

All’Ippodromo Brenta si stava disputando la seconda corsa del giorno, dedicata ai guidatori gentleman, quando l’incidente è avvenuto all’altezza della curva prima delle tribune: due cavalli si sono agganciati e Nirano non ha trovato spazio per superare, rimanendo incastrato per una zampa e cadendo rovinosamente a terra. Il fantino, illeso. L’animale, ammazzato davanti a tutti perché la sua zampa è fratturata. Dopo essere stato abbattuto, Nirano è stato spogliato della sua tenuta da corsa e il suo corpo è stato caricato su un rimorchio di trattore e portato via, sempre sotto gli occhi di tutti.

Il proprietario dell’animale, Paolo Spinello, commenta: “Era un cavallo forte, buono. L’avevo tirato su io, l’ho rimesso in forma dopo un infortunio muscolare. La prima volta che ha corso di nuovo ha vinto. Quando i cavalli si sono agganciati, la corsa doveva essere richiamata come da regolamento e l’autostarter doveva immediatamente spostarsi. Invece non si è spostata e ha rallentato i cavalli. Il mio, che è particolarmente vispo, non trovando spazio è andato addosso a quello davanti. E poi ci vorrebbe una selezione di guidatori gentleman, soprattutto quando hanno una certa età e non sono più in grado di correre”.

Al signor Paolo Spinello consigliamo, spassionatamente, di togliere i suoi cavalli dal business delle corse, che miete fin troppe vittime. Perché nessun animale dovrebbe essere usato per il divertimento umano.

Qualcuno, all’Ippodromo Breda, non ha gradito quanto accaduto al povero Nirano e ha commentato: “Mi ha rovinato la giornata questo fatto. Non c’è niente di più brutto di veder soffrire così un animale”.

La corsa, dopo l’uccisione del cavallo, è ripresa come se nulla fosse.

La gestione dell’ippodromo, però, non ci sta e sottolinea che Nirano non sarebbe stato abbattuto a pistolettate, ma con una iniezione letale e che non ci sarebbe “nessuno scandalo”, perché “nessuna regola è stata infranta e il protocollo è stato seguito alla lettera”.

L’animale sarebbe stato quindi addirittura anestetizzato prima che gli venisse praticata l’iniezione letale per una decisione che la struttura ha definito “unanime”.

“E una volta rimosso l’animale, le gare sono riprese regolarmente”.

Il comunicato diffuso dall’Ippodromo Brenta è secco e formale: “Il cavallo, a seguito della accidentale caduta, ha riportato la frattura completa del terzo distale del metacarpo anteriore sinistro, evenienza la cui prognosi nei cavalli è del tutto infausta. Pertanto la commissione veterinaria, formata da due veterinari di nomina ministeriale e dal veterinario di servizio all’ippodromo, seguendo il codice etico-deontologico e la normativa vigente in materia di benessere degli animali, per evitare inutili sofferenze al cavallo ha deciso di applicare il protocollo di eutanasia a fini umanitari via catetere endovenoso prima procedendo a sedazione e anestesia generale dell’animale. Nessun colpo di pistola”.

E la società parla di “rispetto assoluto dell’animale”.

L’assessore all’Edilizia Pubblica del Come, Luisa Boldrin, ha commentato: “Sono cose che nello sport possono succedere”.

Nella foto: la morte di Nirano (fonte Il Mattino di Padova).

© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

Un commento

  1. il problema è che loro ci credono anche che lo fanno per il bene del cavallo…..peccato che nn ho fatto l’infermiera così magari se mi capitava fra le mani (i proprietari o eventuali fantini)sofferenti una bella puntura e via….perchè farli soffrire…..va la va la che schifo…e quello che dice “a vedere l’animale sofferente mi si è rovinata la giornata”dico ma che caz..o vai a vedere ste corse ??se stanno aperti è per gente come te mica per chi sta a casa….

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Più info | Ok, Accetto!
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com