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Traffico di cuccioli dall’Est, parla il dottor Oscar Grazioli: “È ora di dire basta”

“Torno sul problema dei cuccioli di cane, gatto, sugli uccelli e rettili, addirittura sulle scimmie che arrivano dai paesi dell’Est illegalmente, un commercio molto florido che alimenta un business di centinaia di milioni di euro. Me ne dà l’occasione Striscia la Notizia che, proprio in queste sere ha trasmesso una piccola inchiesta di Edoardo Stoppa che si è recato nei luoghi d’origine, principalmente Ungheria e Repubblica Ceca.

Le scene più impressionanti, girate dall’equipe di Striscia, riguardano proprio quest’ultima nazione. In una cittadina di cui non ricordo il nome, una volta al mese si danno appuntamento centinaia di “allevatori” che, in tre enormi capannoni, mettono in mostra (e in vendita) i loro “prodotti”. Si tratta di cucciolate d’ogni tipo: ho visto Labrador. Golden, Chihuahua. King Cavalier, Husky, così come gatti Persiani, Siamesi, Certosini, Korat e questa è stata solo una carrellata della macchina da presa veloce perché ovviamente ben nascosta. In quei megaserragli si può trovare di tutto e se non lo si trova al momento lo si può ordinare per il mese successivo.

Questo lo so perché ho un caro amico che c’è stato, in veste di acquirente. Vuoi un cucciolo di lince, vuoi un pulcino di Allocco degli Urali, non c’è nessun problema. L’unico problema e contrattare e fissare il prezzo e quando la stagione sarà propizia, il bracconiere farà il suo lavoro e tu potrai portare a casa quanto desiderato comodamente nel baule dell’auto, dopo avere rimpinguato la caparra data qualche mese prima con dollari (preferiti in queste operazioni)  e saldato il tuo conto. I controlli alle frontiere? Avete avuto occasione, negli ultimi anni, di viaggiare all’interno dell’Europa Unita, diciamo Austria, Germania, Francia, Slovenia, Slovacchia ecc. o anche dei paesi non facenti parte dell’UE, ma aderenti al trattato di Schengen, come la Svizzera? I controlli alle dogane, per chi passa queste frontiere sono praticamente zero. D’altronde il trattato è stato ideato anche per snellire le procedure di controllo doganali di persone e merci. Quindi, se volete passare le frontiere di Germania e Austria e arrivare in Italia con il vostro cucciolo di lince nel baule, non dovete avere alcuna preoccupazione. A meno di segnalazioni mirate nessuno vi fermerà.

A parte i capannoni dove si trova di tutto e di più, il vero commercio di animali “molto esotici” si svolge fuori dalle porte, nei parcheggi, letteralmente ripieni di vecchie macchine scalcinate e furgoni dell’anteguerra, dove viaggia, in condizioni miserevoli, praticamente ogni sorta di animale. Non dico che ci potete trovare il Panda maggiore, ma quello minore, se pagate bene, sono convinto che riuscite a portarlo a casa, prima o poi. Di certo potete pagare una cantata  (300 dollari) una decina di cuccioli d’ogni razza, di 30 giorni, ancora lattanti. Arrivati in Italia, diciamo che tre sono morti nel viaggio. Potrete vendere i restanti, con certificati falsi (trovare un veterinario compiacente, come si è visto, non è una mission impossible) a 800 euro l’uno. Che poi altri 4 o 5 muoiano entro pochi giorni a casa dell’acquirente poco importa. Il business è andato in porto. Fate voi i conti.

Ora, io mi chiedo questo. Visto che a Bruxelles, passano giornate a decidere quale deve essere la lunghezza dello zucchino venduto in tutta l’UE, non potrebbero anche prendere provvedimenti verso queste nazioni che trattano gli animali come bulloni davanti a una polizia sicuramente corrotta e corriva?”.

Editoriale pubblicato dal medico veterinario Oscar Grazioli, che già aveva fornito un’interessante (e dolorosa) testimonianza sulla sperimentazione animale a questo link.

Foto: archivio.

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