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Ettore il maialino fatto a pezzi dai pompieri: scattano le proteste, mentre i dubbi continuano

La storia del maialino Ettore, cucciolo domestico scappato dalla sua abitazione a Gardolo, in provincia di Trento, e finito smembrato dalla squadra di soccorso dei Vigili del Fuoco volontari, ha raggiunto ormai anche la stampa nazionale.

Noi ne avevamo parlato in questo articolo di qualche giorno fa.

Ad oggi, i dubbi e le testimonianze che si susseguono in rete sono numerosi: se da una parte i Vigili del Fuoco volontari (che, vale la pena ricordarlo, per etica e dovere dovrebbero soccorrere e aiutare), dopo varie versioni contrastanti sostengono che Ettorino è stato trovato morto o è morto poco dopo il ritrovamento (questo punto non è ancora chiaro), alcuni testimoni spiegano invece che l’animale era in ottime condizioni quanto è stato individuato all’interno del cortile dell’oratorio. Qui, i quattro pompieri volontari lo avrebbero rincorso fino allo sfinimento, terrorizzandolo, fino a catturarlo e infilarlo in gabbia. Ettorino, tra l’altro, avrebbe avuto indosso anche un piccolo guinzaglio a dimostrazione del suo status di animale domestico.

Viene inoltre difficile pensare che, in un piccolo Comune come Gardolo, non fosse di dominio pubblico il fatto che la famiglia Perini convivesse con un animale domestico tanto particolare: è al contrario normale pensare che tutti sapessero chi era Ettore e da dove veniva. Tanto più che la stessa Roberta Perini, la proprietaria del maialino, era sulle tracce del piccolo da due giorni e aveva sparso la voce sul fatto che fosse fuggito di casa, facendosi anche aiutare nelle ricerche da diverse persone.

Ettorino, infine, è stato senza troppa sensibilità restituito alla sua proprietaria in alcuni sacchetti di plastica, smembrato e mutilato della testa e delle zampe.

“L’ultima versione che mi hanno fornito è che lo hanno raccolto in fin di vita, ma pare non sia affatto la verità, perché gente di Gardolo mi ha riferito di averli visti rincorrerlo. Credo che lo abbiano sfinito e forse il suo cuore non ha retto. Continuo a pensare alla paura che avrà avuto nei suoi ultimi attimi di vita”, scrive Roberta, come riproposto dalla pagina Facebook “Animalisti Trentini”.

Nel momento in cui scriviamo questo articolo, non è ancora chiaro se la Perini vorrà sporgere denuncia per quanto accaduto: “Non c’è bisogno di decidere subito. Aspetto, anche perché penso che ci dovrà essere un intervento esemplare dei vertici dei Vigili del Fuoco volontari, che non possono non intervenire di fronte ad un comportamento che non ha giustificazioni”.

Per ora, i vigili del fuoco volontari di Gardolo si limitano, in maniera meticolosa e sistematica, a cancellare dalla loro pagina Facebook tutti i commenti e le richieste di spiegazioni in merito alla vicenda di Ettore, anche quelli dei lettori più educati. Non certo un comportamento esemplare (di nuovo).

A Gardolo, intanto, molta gente è indignata per quanto accaduto e alcuni attivisti hanno solidarizzato con Roberta Perini sistemando, in alcune rotatorie del paese, delle sagome di legno che riproducono il volto di un maialino piangente sopra una piccola bara bianca: per non dimenticare quanto accaduto, dicono.

Difficilmente esprimiamo posizioni personali nei nostri articoli ma, in questo caso, ci sentiamo di consigliare alla signora Perini di prendere tutte le dovute misure per non lasciare che la faccenda cada nel vuoto. In pratica, le consigliamo di denunciare.

Siamo certi che, al momento, abbia solo voglia di lasciarsi l’intera vicenda alle spalle ma al contempo pensiamo che un atteggiamento del genere non farebbe che legittimare questioni di questo tipo, facendole finire nel dimenticatoio e, di fatto, non portando affatto alla giusta punizione dei responsabili. Risolvendosi, insomma, nel classico “tarallucci e vino” all’italiana.

Purtroppo, altri casi di cronaca avvenuti in passato – in cui corpi istituzionali deputati alla salvaguardia di persone e animali si sono macchiati di comportamenti vergognosi e imperdonabili – si sono conclusi con sostanziali nulla di fatto e senza alcuna punizione per nessuno.

È quindi evidente che decidere di non denunciare quanto accaduto ad Ettorino sarebbe, in qualche modo, una sconfitta sociale: nessuno può arrogarsi il diritto di sottrarre un animale alla sua famiglia (abigeato, trattandosi in questo caso di “bestiame”?), sottoporlo a maltrattamento e forse provocarne la morte (reato di maltrattamento di animali?), smembrarlo e dare un numero imprecisato di versioni diverse su quanto accaduto, compresa quella che voleva Ettorino ritrovato e liberato nei boschi (reato di dichiarazioni mendaci?).

Al contrario, prendere una posizione decisa e forte in merito alla morte dell’animale potrebbe (perché in quest’Italia tanto facile all’indignazione quanto alla dimenticanza non si può mai dire) portare ad un precedente giuridico, ai giusti provvedimenti nei confronti di chi ha sbagliato, e magari anche a dieci, cento, mille ripensamenti per coloro che pensano di comportarsi come i vigili del fuoco volontari di Gardolo e di farla franca.

Se Ettorino fosse stato un cane, invece che un maiale, quanto accaduto sarebbe stato fin da subito considerato imperdonabile anche dalla legge. Le cose non possono e non devono essere diverse, all’alba del 2014, solo perché questo animale era nato “della specie sbagliata”.

Nelle ultime voci, tra l’altro, si rincorrono anche le voci di un possibile coinvolgimento nella questione da parte dell’eurodeputato Andrea Zanoni, cosa che ci auguriamo per dare al fatto una rilevanza davvero nazionale.

Foto: Ettorino (fonte LiberoQuotidiano).

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3 Commenti

  1. Un solo interrogativo:
    Chi raccoglie dalla strada la carcassa di un animale e poi lo smembra e lo prepara per il consumo alimentare?

    Poi ci sono i testimoni.

    Si ricorda che l’abigeato è un reato (tornato di moda) e punito dalla legge a dispetto del “presunto” reato di maltrattamento animale in questo paese.

    Ma la domanda vera è

    Chi è la vera bestia?

    Denunciate!

  2. Cara paola, non c’è nessuno potrebbero-avrebbero-sarebbero. ti basterebbe seguire i link nell’articolo per scoprire che i VVFF hanno SERENAMENTE ammesso quanto sostenuto. non c’è bisogno di diffamare (cosa peraltro sbagliata): questi signori hanno fatto tutto da soli. saluti.

  3. Potrebbero avrebbero sarebbero…mi sembra un pour parler. Insomma chi sa denunci, altrimenti non è corretto diffamare con chiacchiere di paese.

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