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Vittoria! L’Abruzzo non approva la legge ammazza-randagi, e anzi apporta numerosi miglioramenti

La legge ammazza-randagi che rischiava di essere approvata in Abruzzo non esiste più, sostituita da una legge sul randagismo che si rivela modello, quantomeno nelle intenzioni.

A modificare il testo approvato a maggioranza nella giornata del 3 dicembre scorso sono stati gli emendamenti proposti da LAV, Lega Nazionale per la Difesa del Cane ed ENPA, preoccupati (come tutti) dalla possibilità di approvazione di una legge non solo disumana, ma anche inefficace da un punto di vista della gestione di quella piaga sociale italiana che è il randagismo,

Sono stati quindi fortunatamente eliminati gli articoli che prevedevano l’uccisione di cani o gatti su semplice richiesta dei proprietari e la soppressione di quelli inselvatichiti.

Al contrario, sono state inserite nella legge alcune importantissime migliorie: obbligo di annotare nel registro di carico e scarico dei canili anche il decesso degli animali, l’istituzione di uno sportello per i diritti animali in ogni comune, la presenza obbligatoria di associazioni animaliste nei canili, il divieto di offrire animali in premio e in omaggio, la possibilità di consentire l’ingresso degli animali nelle strutture ospedaliere, il divieto di detenzione dei cani a catena.

Tutte norme, secondo le tre importanti associazioni nazionali, finalizzate ad evitare il lucro “sul fenomeno del randagismo: a parità di condizioni, la gestione delle strutture pubbliche dovrà essere data alle associazioni e il numero degli animali presenti nei rifugi non potrà superare i 250 soggetti”.

Secondo LNDC, LAV ed ENPA, tuttavia, la legge può essere ancora migliorata poiché manca di “tre emendamenti di fondamentale importanza che avevamo richiesto: il pronto soccorso esteso anche ai gatti, la sterilizzazione obbligatoria per tutti i randagi e l’obbligo di emanare il Regolamento applicativo della nuova legge”.

La nuova legge sul randagismo della regione Abruzzo ha tutte le carte in regola per essere presa a modello da molte altre regioni. Resta ora da vedere se, come troppo spesso accade in Italia, tutte le buone intenzioni resteranno scritte soltanto su un pezzo di carta, oppure no.

Foto: archivio.

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3 Commenti

  1. marisa di bartolo

    speriamo in bene.

  2. Complimenti agli Enti tutti che hanno partecipato e condotto questa battaglia. Ora però tocca ai cittadini pretendere il rispetto delle leggi. SPERIAMO

  3. E’ di certo una buona notizia.
    I governanti vari devono sempre tenere a mente che comandiamo noi cittadini.
    Il popolo è sovrano e le chiacchiere stanno a zero.

    Il problema è chiaramente il fatto che di quanto scritto, come evidenziato nel finale dell’articolo, quanto poi in realtà sarà applicato?
    (Conoscendo bene questi luoghi, molto poco, è un fatto culturale).

    Il lato positivo è che adesso è scritto e che ci sono mezzi LECITI davvero potenti (se ben utilizzati) per obbligare le istituzioni al rispetto delle leggi, perchè purtroppo sono i primi a quanto pare a sputare in faccia a tutto e a tutti, soprattutto su loro stessi e sulla legge medesima.

    Vedremo, vedremo.

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