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Milano: storia di Hope, nutria investita, soccorsa e liberata. Con tutto l’amore del mondo

“Lavoro come guardia e faccio i turni. La scorsa settimana finivo a mezzanotte e stavo rientrando a casa. Abito a San Giuliano Milanese, in zona Milano sud e dietro casa mia c’è una strada stretta a senso unico, con ai lati campi e corsi d’acqua. Purtroppo mi capita quasi ogni giorno di trovare animali morti investiti in mezzo alla strada. La maggior parte delle volte, se non sono visibilmente ed inconfutabilmente morti, mi fermo sempre a controllare se siano vivi e feriti.

Mercoledì scorso sul ciglio della strada ho visto questa nutria adulta… la posizione mi suggeriva fosse viva, anche se la testa era china sull’asfalto e c’era sangue sia sul suo muso che per terra. Mi sono fermato e ho visto che era viva, ed era molto impaurita. Non avevo con me guanti per prenderla né nulla dove metterla, perciò l’ho fatta spostare leggermente togliendola del tutto dalla strada, sono risalito in auto e son corso a casa. Ho fatto scendere mia moglie con uno scatolone e ho preso un paio di guanti nel box. Nel frattempo ho chiamato un’amica che un anno fa ha adottato una nutria e le ho chiesto consigli riguardo a come prenderla e cosa darle da mangiare. Tornato di corsa dov’era l’animale l’ho trovata ancora lì… immobile, ferita e terrorizzata. Non è stato facile farla entrare nello scatolone, era piuttosto grande, poi ringhiava e cercavi di mordermi. Probabilmente a causa delle ferite non era del tutto reattiva, perciò sono riuscito a sollevarla da dietro, tenendola sotto le zampe anteriori: le nutrie non hanno il collo abbastanza lungo da potersi girare e mordere.

Sono riuscito a metterla dentro allo scatolone e l’ho portata a piedi fino a casa… è stata dura: pesava e si agitava, quindi ci ho messo un po’ nonostante io sia grosso ed abituato ai pesi.

Arrivati a casa l’ho messa in una gabbia x cavie ed ho provato pian piano ad avvicinarla per gradi. Le ho medicato le ferite con acqua e disinfettante, poi ho sciacquato l’occhio ferito con acqua fisiologica. Poco alla volta, capendo che non volevo farle del male, si è lasciata curare.

Io e mia moglie siamo rimasti a curarla fin quasi alle 3. Le abbiamo lasciato da mangiare un po’ di fette biscottate e una carota. La mattina seguente aveva mangiato ben poco, ma per fortuna era ancora viva.

L’ho portata alla clinica veterinaria, il dottore le ha fatto una lastra: non aveva ossa rotte o lesioni alla colonnna vertebrale. Sospettava potesse aver subito un trauma celebrale, con danni neurologici a causa della botta presa. In tal caso sarebbe stato necessario seguirla a vita… come è accaduto ad un riccio che abbiamo in casa da quest’estate, che non può essere reimmesso in natura in quanto non sarebbe autonomo e non sopravviverebbe.

Il veterinario le han fatto 2 punture: un antinfiammatorio e un antidolorifico. E’ rimasta per qualche giorno in ambulatorio per ulteriori accertamenti. Sabato mattina ci hanno detto che stava bene e non vi erano traumi celebrali evidenti. Avremmo dovuto tenerla ancora per un po’ di tempo in osservazione, dopodiché avremmo dovuto provare a reimmetterla in natura.

E’ stata tutto il giorno con noi, le abbiamo dato da mangiare e l’abbiamo accudita. Le ho pure fatto fare il bagno nella vasca (anche se mia moglie non era molto d’accordo).

Hope stava bene, si muoveva bene, si lavava. Ha mangiato parecchio: le abbiamo dato l’uva e le carote.

Domenica mattina l’abbiamo portata tra i campi, nelle vicinanze di un corso d’acqua con tanti altri suoi simili.

Abbiamo aperto la gabbia e lei timidamente è uscita. Ha vagato un po’ nell’erba per poi dirigersi verso il corso d’acqua, in cui piano piano si è immersa ed è andata via nuotando… senza voltarsi indietro né salutarci.

Ma è giusto così, è un animale nato e cresciuto in natura, selvaggio… ma buono. Sapeva che non volevamo farle del male, anche se a volte ringhiava e dovevamo fare attenzione ad accarezzarla.

E’ stata con noi poco, però è stata un’esperienza bellissima. Ho visto da vicino un animale che da tempo mi affascinava e sapevo non essere pericoloso nè cattivo, contrariamente alle dicerie e alle paure della gente.

Lo stesso animale che quand’ero ragazzino avevo più volte purtroppo investito senza volerlo, pure io in macchina e senza fermarmi… perché pensavo che “tanto era solo uno schifoso topo”.

Poi per fortuna si cresce… si guarda la realtà con occhi diversi e ci si rende conto che questi animali, così particolari, sono esseri viventi come tanti!

E’ bene però precisare che si tratta di animali selvatici, non abituati al contatto con l’uomo e quindi molto timorosi. In situazioni analoghe a quella di Hope, occorre estrema prudenza nell’avvicinarli.”

Testimonianza resa da Nicolò, responsabile della sezione Criceti dell’associazione AAE ONLUS. La versione originale si trova a questo link.

Nella foto: Hope (fonte The Invasion – a Coypumentary).

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5 Commenti

  1. Cara Silvia, non sapendo se Nicolò risponderà, cominciamo a farlo noi.
    Non siamo dei megaesperti sulle nutrie, ma certo è che è possibile che questo animale, come tutti, diventi aggressivo se ferito o dolorante. ovviamente tutto sta all’individualità del singolo, come per gli esseri umani. Per avere maggiori informazioni sulla nutria il sito migliore in assoluto è questo, dove speriamo potrai trovare risposte ad alcuni dei tuoi dubbi: http://nutria.progeconatura.com/

  2. Caro Nicolò,

    Ti ringrazio molto per questa condivisione e, soprattutto, per le informazioni riguardanti il comportamento delle nutrie, specie se in stato di sofferenza.

    Io lavoro a Milano e abito a Pavia. Percorro tutti i gi la Statale dei Giovi (accanto corrono i due Navigli) e tutti i giorni mi si stringe il cuore per le decine di nutrie che vedo spiaccicate ai bordi della strada.

    Mi capita di raccogliere i cadaveri di questi animali e depositarli tra l’erba lungo la strada.

    E’ tremendo non poter impedire a questi animali (gatti, cani, nutri, lepri…), tramite reti di contenimento, di attraversare una strada così densamente trafficata (è vero che le nutrie mordono anche le reti metalliche pur di giungere al corso d’acqua?) ed è altrettanto straziante constatare di quale morte atroce queste bestiole sono destinate a perire, magari dopo ore di agonia.

    Io non so come fermarmi sul ciglio della strada senza procurare un pericolo maggiore a me e/o agli altri e non so come trattare una nutria morente (è vero che diventano animali aggressivi quando in difficoltà?).

    A chi ci si può rivolgere in questi casi d’emergenza?

    Grazie, di cuore. E non solo per il tuo bel gesto di profonda umanità.
    Silvia

  3. Caro Nicolò, non sei l’unico che fa certe cose……..(sssst)..Ciao!

  4. Leggere questa testimonianza mi porta a pensare che esistono tante persone come me mi si riempie il cuore di gioia e di speranza.grazie amico hai fatto una cosa splendida. Ti auguro ogni bene e tanta tsnta felicità.

  5. Mi voglio complimentare con queste persone per quello che hanno fatto,aiutare un animale è bellissimo,è la cosa più concreta che possiamo fare su questo mondo!

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