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Tortura e morte di Kiya: salgono a 12 i capi di imputazione per l’aguzzino, ma diminuisce la pena massima possibile

Radoslaw Czerkawski, che fin troppi media italiani hanno erroneamente e superficialmente annunciato essere stato condannato a 55 anni di carcere, è comparso negli scorsi giorni di fronte al Gran Giurì per la formalizzazione delle accuse per le quali verrà processato a partire dal prossimo 21 dicembre, quando è fissata la sua udienza in corte.

Czerkawski, cittadino polacco illegalmente residente in USA con un visto turistico scaduto, non dovrà più rispondere di un totale di undici capi di imputazione per il reato di maltrattamento di animali ma dodici, più dell’ulteriore accusa di aver cercato di depistare le indagini degli investigatori.

Ricordiamo nuovamente a chi non fosse ancora informato sulla vicenda che il 32enne è accusato di aver torturato per settimane, forse mesi, una pitbull di nome Kiya (di circa un anno di vita) fino a procurarle lesioni così gravi da aver costretto i veterinari all’eutanasia.

Kiya, che era stata ceduta in internet dai suoi ex proprietari perché la proprietaria dell’appartamento nel quale risiedevano aveva proibito loro di detenere animali, era finita nelle mani di Czerkawski che, per un tempo prolungato e ripetutamente, l’aveva sottoposta a sevizie che lo staff veterinario ha definito “medioevali”: a Kiya erano state spezzate più volte le giunture delle zampe, forse con l’ausilio di divaricatori o corde, erano stati trafitti gli occhi con oggetti acuminati, era stata tagliata la lingua per farla somigliare a quella di un rettile, erano state spezzate le ossa. La cagnolina era stata anche sottoposta a un digiuno forzato che l’aveva ridotta ad uno stato di totale denutrizione e disidratazione.

Tutti i nostri contributi su questo caso, che vi consigliamo di leggere per farvi un quadro completo della situazione, si trovano a questo link.

Gli ultimi sviluppi seguiti all’arresto di Czerkawski potrebbero diminuire la possibilità di detenzione in carcere per un totale di 55 anni di carcere (teorici: 5 anni era infatti la pena detentiva massima applicabile per ciascuno degli undici capi di imputazione di cui l’uomo era stato inizialmente accusato).

In effetti, ha spiegato il procuratore distrettuale di Norfolk Michael W. Morrissey che la comparizione di Czerkawski di fronte al Gran Giurì “muove il caso dalla Corte di Giustizia di Quincy alla Corte Superiore di Norfolk”, per la quale ciascuno dei dodici capi di imputazione potrebbe portare ad una detenzione massima di due anni e mezzo (per un totale di 30 anni totali, casomai la pena più severa venisse applicata).

“Soltanto una corte superiore può emettere condanne ancora maggiori da essere scontate nelle prigioni dello Stato” ha aggiunto Morrissey.

Czerkawski, come nell’udienza preliminare avvenuta poco dopo il suo arresto, si è dichiarato non colpevole dei reati ascrittigli nonostante gli investigatori considerino le prove a suo carico schiaccianti: nella casa dell’uomo sono stati infatti trovati ciuffi di pelo appartenenti a Kiya così come la presenza del suo sangue, confermata dall’esame del DNA.

L’imputato continua a rimanere rinchiuso in carcere su cauzione altissima, equivalente a 500,000 dollari in contanti: una scelta voluta per evitare il suo rilascio.

Nelle foto: Czerkawski e Kiya poco prima della morte (archivio).

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5 Commenti

  1. deve morire …lentamente , atrocemente, dopo lunghe e crudeli torture :le stesse inflitte a quella povera creatura!!

  2. Fossero anche 2 anni per imputazione, potrebbe andare bene.
    Poi però, quando esce? Che succederà?
    Potrebbe essere un ottimo partito per la sperimentazione umana invece.

  3. io ho già commentato questo articolo voglio solo dire che spero soffra le pene dell inferno e che comunque abbia la pena detentiva in carcere più alta possibile ne sarei molto contenta e magari se qualche buon anima in carcere lo riempie di botte sarebbe una buona azione perchè cose orrende così non devono più capitare

  4. Non deve morire ma soffrire le pene dell’INFERNO fino alla fine dei suoi maledetti giorni !!!

  5. L’aguzzino di Kiya non può restare vivo: DEVE MORIRE!!!

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