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Pordenone: rinviato a giudizio perché sfama i gatti randagi in una proprietà privata

Un uomo di Sacile, in provincia di Pordenone, è stato rinviato a giudizio per aver oltrepassato una proprietà privata con l’intento di sfamare i gatti di una colonia.

Marco Del Vecchio, curatore ufficiale della colonia felina in viale dei Cipressi, dovrà rispondere del reato di “occupazione irregolare di suolo privato” dopo aver nutrito i felini che si erano sistemati all’interno di un edificio rurale dismesso.

De Vecchio era stato querelato un anno fa, e nell’arco di un anno la denuncia è arrivata al Tribunale di Pordenone, firmata dal proprietario dell’area in cui i gatti si riparano.

L’attivista commenta: “Sono stupefatto. I vigili mi hanno notificato la querela del proprietario del terreno per occupazione del suolo privato. Ma non ho scelto io questo luogo: è stato censito dal Comune, e a me hanno chiesto di occuparmi dell’alimentazione dei gatti”.

In effetti la colonia felina incriminata risulta regolarmente censita a partire dal 2011.

Marco, però, si occupa di cura e sterilizzazione dei randagi da sette anni.

Gli attivisti per i diritti animali, sbigottiti, commentano: “La legge 102 del 2012 indica responsabile degli animali randagi il sindaco di ogni Comune. Il primo cittadino deve prendersi cura dei quattrozampe, gatti e cani, per trovare soluzioni. Tanto da sfamarli in luoghi individuati ufficialmente. È assurdo denunciare chi cura i gatti: a Sacile i randagi sono mantenuti coi soldi dei volontari”.

Ora, tra l’altro, gli stessi gatti della colonia potrebbero dover essere trasferiti: il problema è che, almeno per il momento, non sarebbe ancora stato individuato un luogo adatto.

Foto: archivio.

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7 Commenti

  1. Mariuccia Fornasari

    Si rimane sconcertati di fronte a questi fatti, dimostra la poca serietà di affrontare le situazioni. Dove sono le leggi che proteggono i nostri animali? Ci sarà, mi auguro, in loco, associazioni animaliste che si impegneranno a sbrigare questo fatto, io non so se ridere o piangere, non può essere lasciato solo questo signore dal cuore buono che ha curato creature bisognose, anzi, le istituzioni dovrebbero ringraziarlo di quello che fa, dato che è un impegno che si dovevano accollare loro. UMANITA’, UMANITA’, DOVE STAI ANDANDO, DOVE STA ANDANDO IL BUON SENSO E L’EQUILIBRIO, PER PIACERE, PER PIACERE, QUESTE COSE NON DEVONO ESISTERE E NON LE VOGLIAMO NEPPURE SENTIRE!!!!!!!

  2. Questa è la giustizia in italia! Come lo stato, come le istituzioni forte coi deboli e debole coi forti. Povero paese! E poveri noi che ci viviamo.

  3. non ho parole

  4. Roba da non credere, a stò punto scusate, ma che gielo fate a fare il processo?
    Risparmiamo tempo e soldi e dategli l’ergastolo no?

    Voi siete marci dentro, avete l’anima corrotta, profondamente.

    Io mi auguro che ci sia un avvocato coscienzioso di qualche associazione animalista che si ponga a piena disposizione del Sig. Marco Del Vecchio che è stato oltraggiato e umiliato in maniera incredibile da tutti!

    Vergogna infinita, ma preoccupatevi dei criminali che ci stanno ammazzando!

  5. VERGOGNA, PESTE E CORNA AI GIUDICI CHE HANNO FATTO UNA COSA DEL GENERE NON C’E’ PROPRIO RISPETTO PER GLI ANIMALISTI
    sFIGA SEMPITERNA AL PROPRIETARIO DEL TERRENO

  6. È proprio uno schifo processare uno che cerca di aiutare animali. Per là caccia invece si può invadere le proprieta’ privata altrui è………………. È proprio vergognoso. Processare piuttosto i crimini su loro

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