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Situazione Ucraina, Andrea Cisternino: “Denunce ignorate, i massacri continueranno”

Dopo la breve ma intensa trasferta rumena, Andrea Cisternino è tornato a Kiev, dai suoi randagi ucraini. E ha trovato una situazione terribile, peggiore di quella che aveva lasciato.

Scrive Andrea sulla sua pagina Facebook: “La situazione qui è solo una presa per il culo. Tutti gli incontri fatti con ministri, vicesindaco, vertici della polizia ucraina, tutte le riunioni sono solo una presa in giro. Le promesse fatte in questi anni sono mai state mantenute e i dog hunter pagati per uccidere continueranno la loro opera”.

Le recenti denunce presentate da Andrea e dagli attivisti ucraini per i diritti animali hanno finito con lo sbattere contro un muro di gomma, dopo un iniziale tentativo delle autorità di rabbonire i volontari e lo stesso Cisternino: “Le nostre denunce non vengono tenute neanche in considerazione perché c’è un disegno statale per uccidere tutti i randagi in questo Paese. Qui i diritti degli animali non interessano e i randagi sono spazzatura da buttare. Questo disegno schifoso è iniziato con Euro2012 grazie a quella brutta persona del presidente della UEFA Michel Platini che ha sulla coscienza un massacro di creature innocenti che ancora continua. La UEFA ha dato il via a tutto con la complicità dei calciatori delle nazionali e le loro federazioni, che se ne sono fottuti per il loro maledetto business”.

È un fiume in piena Andrea Cisternino, consapevole del fatto che la morbidezza dei toni non allevierà la sofferenza dei cani ucraini: “C’è un disegno per uccidere e nessun dog hunter verrà preso e messo in galera”, spiega, “E addirittura la polizia dice che il loro sito non è violento”.

L’attivista conferma quindi che anche Alexey Sviatagor, leader riconosciuto degli ammazzacani ucraini e avvocato di grido, non verrà mai fermato: amicizie troppo influenti, potere troppo grande, che si concretizzerà quindi con un sostanziale nulla di fatto in termini di provvedimenti. E questo nonostante Cisternino sia da tempo minacciato persino di morte.

“Il Ministero degli Interni ha smentito ciò che mi ha detto durante la tavola rotonda di due mesi fa”, commenta con amarezza il fotografo, “Insomma, Alexey Sviatagor è un angioletto. Anche l’amministrazione del presidente Yanukovic, che ha risposto alla mia lettera, fa lo scaricabarile. Praticamente il senso è di non rompere più le palle”.

Andrea non ha tuttavia nessuna intenzione di lasciare cadere la questione – che finora ha mietuto qualcosa come 250mila vittime tra i cani ucraini.

“Mi dovranno abbattere o buttare fuori, se mi vogliono fermare”, conclude.

Mai come ora è quindi importante il vostro contributo per la costruzione di Rifugio Italia, il canile modello progettato da Andrea per mettere al sicuro i randagi dalla violenza dei dog hunter.

Potete scegliere di donare direttamente sul sito di Cisternino, a questo link, oppure di partecipare alla raccolta fondi promossa da All4Animals che mira a raccogliere almeno 2000 euro entro la fine dell’anno (ma se le donazioni saranno di più, ancora meglio) da donare in toto ad Andrea.

Se volete partecipare alla nostra raccolta fondi, cliccate qui.

Foto: l’Ucraina dei randagi e di Andrea (archivio).

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Un commento

  1. mondo e legge di merdaaaaaaaaaaaa, lottiamo x i nostri amici a 4 zampe .. dobbiamo lottare x loro , dobbiamo lottare fino in fondo, anke loro anno un cuore e un’ anima come noi!!!!!!!!!!!!

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