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Alghero: gattino massacrato a calci. Lega del Cane: “Chi sa parli”

A quanto pare, ancora nulla si è smosso in merito alla vicenda della brutale uccisione a calci di un gattino semirandagio ad Alghero. Del caso avevamo parlato con maggiore dovizia di dettagli in questo articolo.

A rompere il silenzio è ora Eva Bianchi, presidente della locale sede della Lega del Cane, che invita i testimoni a farsi avanti e a rompere il muro di omertà che, quasi costantemente, permette che questo genere di crimini restino impuniti.

“Ci domandiamo come si possa vivere con un peso simile sulla coscienza”, esordisce la Bianchi. “Pensate se la vittima fosse stata un vostro caro o un vostro animale, avreste permesso che i responsabili restassero impuniti? Crediamo di no”.

“La nostra rabbia è legata soprattutto al ricordo di quegli attimi, alla sofferenza di quel povero gatto di soli cinque mesi, che aveva conosciuto solo il lato buono dell’uomo e che dalle carezze ricevute, all’improvviso, ha subito la violenza più estrema e vile da parte di soggetti pericolosi per la nostra comunità, che hanno usato un essere vivente e senziente inerme per sfogare il loro lato più malvagio e oscuro”.

Nel tentativo, probabilmente vano, di fermare l’omertà che circonda il caso, la presidente della LNDC ribadisce che chiunque sia stato testimone dell’atto di violenza non ha nulla da temere, e che anzi gli unici a doversi preoccupare della legge sono gli autori del gesto. Non solo: si appella anche ai cittadini per trovare per il gattino superstite, compagno di giochi di quello ucciso, una casa al più presto: il timore è, infatti, è che anche su di lui si possa riversare la depravazione degli aguzzini.

Nella foto: il gattino ucciso pochi giorni prima dell’abuso (archivio).

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Un commento

  1. La gente ha paura di tutto ormai.
    Gli fai una domanda pare che gli punti un pistola addosso.

    Tanto non parleranno mai, che non sia mai, per una volta si possa fare giustizia.
    Siete dei disonesti, semplicemente.

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