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USA: gli scimpanzé salvati dalla ricerca vivono ancora… in laboratorio

Non c’è pace per sessanta scimpanzé recentemente “pensionati” dalla loro attività di cavie sperimentali nei laboratori americani.

Della questione avevamo già parlato più dettagliatamente in questo articolo, ma a mesi di distanza la situazione per gli animali non sembra essere cambiata.

I sessanta scimpanzé si trovano ancora “in attesa” di essere liberati presso il New Iberia Research Center mentre il Congresso americano delibera su dove collocarli. Dopo questi sessanta, per inciso, andrà decisa la sorte di altri 200 primati sottratti per sempre ai laboratori di vivisezione.

Nel 2000, il Congresso ha approvato il CHIMP Act, che stabilisce un sistema di cura pubblico, all’interno di specifici santuari, per i primati che appartengono al governo federale e che non sono più necessari alla ricerca scientifica. Sfortunatamente, i fondi a disposizione di questa disposizione stanno per finire e questo significa che il National Institutes of Health non avranno la possibilità di ricollocare gli animali: dopo decenni trascorsi chiusi in gabbia, i primati potrebbero quindi non avere a disposizione neppure un po’ d’erba, un albero, un rifugio o la compagnia dei loro simili all’interno di un santuario.

Oltre cento scimpanzé già ritirati dai laboratori sono stati affidati al santuario che l’associazione Chimp Haven amministra in Lousiana, dove il governo americano paga per il 75% delle loro spese.

Chimp Haven, dal canto suo, sta facendo la sola cosa possibile: ha iniziato i lavori di ampliamento del santuario in modo da poter al più presto ospitare i sessanta scimpanzé ancora detenuti nei laboratori New Iberia. La costruzione sta procedendo con l’aiuto delle donazioni di privati cittadini.

Foto: archivio.

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Un commento

  1. Che crudeltà, io mi domando perchè infierire così?
    Fino a che sono stati utili per i loro nefandi scopi bene, adesso rimpallano e se ne fregano.
    Ma perchè?
    Tanto ci vuole?

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