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[VIDEO] Spagna: emessa la prima condanna per l’impiccagione dei galgos

Un piccolo passo avanti è stato mosso in Spagna, dove la Corte Penale 1 di Toledo ha rilasciato la prima dichiarazione di condanna nei confronti di un cacciatore che aveva impiccato i suoi galgos. Il dramma dei levrieri spagnoli è di lunga data: questi “cani fantasma” sono infatti oggetto di violentissimi abusi e spesso e volentieri soffrono pene atroci soltanto perché non sono abbastanza bravi nella caccia.

La prima condanna è stata emessa nei confronti di un residente della cittadina di Fuensalida: per lui, sette mesi e mezzo di carcere, più due anni e un giorno di squalifica per qualunque impiego o professione in relazione con gli animali. Significa che il condannato non potrà esercitare la caccia con i galgos, né venderli, né acquistarli, né possederli, e naturalmente non potrà assurgere a nessun ruolo all’interno di alcuna associazione di caccia coi galgos.

I fatti per cui l’uomo è stato condannato risalgono a due anni fa, quando a Fuensalida vennero ritrovati i corpi senza vita di due galgos, uno di 22 mesi e l’altro di cinque anni. Entrambi erano stati impiccati e successivamente sepolti malamente.

Gli animali erano muniti tuttavia di microchip e per questa ragione il proprietario venne immediatamente individuato. Si giustificò dicendo di non sapere che impiccare gli animali fosse un crimine, che suo nonno lo aveva fatto per tutta la vita, e che lui lo aveva fatto perché nessuno de due cani era capace di cacciare.

Il giudice Mariano Alonso, che ha emesso la sentenza, ha esclamato: “Non mi spiego come qualcuno ritenga di dover ammazzare un galgo”.

La Consigliera della Comunicazione Maria Plaza ha aggiunto che è necessario muovere tutti i passi necessari per arginare l’annosa piaga dell’uccisione dei levrieri spagnoli: “Siamo sulla buona strada per cambiare questa tendenza”, ha commentato.

Contro il cacciatore di Fuensalida si è schierato anche il presidente della Federazione di Caccia di Castiglia-La Mancha: “Non riesco davvero a capire. Il cane è il compagno del cacciatore e come lui impiega sforzo e impegno”.

Soddisfatte della sentenza sono, ovviamente, le associazioni spagnole per i diritti animali.

Nella foto: un galgo impiccato in Spagna (fonte Schnauzi).

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5 Commenti

  1. Un vanto personale??? Gabriella… un vanto personale sarebbe stato lasciare andare quelle povere piccine, non ucciderle a fuoco alto piuttosto che basso.
    Rimango basita davanti a certi commenti.

  2. Gabriella Privitera

    queste immagini mi hanno molto shoccato. ma è possibile che un UOMO che si definisca tale e cioè pieno di umanità, possa arrivare a una crudeltà ? Io ho una figlia che ho sempre identificato come una specie di Santa.Pensate che per arrostire le castagne elimina ad una ad una tutte quelle che possano contenere un vermetto: inorridisce se per caso le sfugge una piccola bestiola. Io quando per la prima volta dovevo preparare le lumache al sughetto per nn farle soffrire troppo ho messo a tutto gas la fiamma(col risultato che naturalmente tutte quelle povere anime sono rimaste dentro il loro guscio. No, nn è un vanto personale e per fortuna siamo in tanti, ma dobbiamo avere gli strumenti giusti per intervenire sia a livello politico-legislativo che educazionale, fin dai primi giorni di scuola dei nostri figli.

  3. Poveri galgos, animali bellissimi e dolcissimi in mano ad assassini orrendi! Speriamo che la condanna, anche se troppo mite, venga almeno inflitta al mostro!!!!!!!

  4. Se la legge spagnola è come quella italiana costui può stare tranquillo non subirà conseguenze per il suo gesto. Purtroppo Spagna o Italia, Romania o Cina da nessuna parte del mondo c’è pietà per gli animali. Un’unica cosa accumuna l’umanità (o gran parte di essa) : la crudeltà verso i deboli e gli animali sono i più deboli fra i deboli.

  5. “Carcere”?? ho dei dubbi!
    “Squalifiche”? forse!
    “Sanzioni”? può darsi!

    Ma per sconfiggere tali usanze così radicate e/o qualsiasi altra forma di violenza-sadismo a danno degli animali tutti è necessaria la persecuzione di massa rivolta a tali carnefici qualunque sia la loro nazionalità.

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