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Il governo israeliano stanzia i fondi per sterilizzare 45,000 gatti randagi

Il problema del randagismo felino in Israele è purtroppo massiccio, e molto grave. I gatti randagi sono luridi e magrissimi e spesso, a detta degli attivisti che lavorano sul territorio, visibilmente afflitti da problemi dermatologici e oculari. La vita media di un gatto di strada è di uno o due anni, contro i 13-17 dei felini che vivono in casa o quantomeno all’interno di colonie gestite correttamente.

Secondo la SPCA (Protezione Animali) israeliana, il randagismo endemico nel Paese è causato dall’ineducazione dei proprietari che ancora oggi si ostinano a non voler fare sterilizzare i loro gatti.

In particolare, questa resistenza sembra colpire i gatti maschi ma anche le femmine non ne sono esenti. La sterilizzazione, vale la pena ripetere, preserva meglio la salute degli animali e riduce la loro aggressività, diminuendo sensibilmente le lotte con relativa possibilità di infezioni gravissime da virus come FIV e FELV.

Ora, il governo israeliano ha deciso di stanziare l’equivalente di 1,27 milioni di dollari per effettuare una massiccia operazione di trap, neuter & release (cattura, sterilizzazione e reimmissione sul territorio) di 45,000 gatti ferali. L’operazione terminerà entro giugno 2014.

Solamente l’area di Tel Aviv ospita all’incirca 39,000 gatti randagi e il locale rifugio della SPCA è in grado di raccogliere fino a 200 gattini al giorno durante la stagione dei parti. Ovviamente, la soluzione governativa non risolverà il problema del randagismo ma la speranza è che mandi un messaggio forte alla popolazione in termini di protezione degli animali e controllo della sovrappopolazione.

È ormai confermato da più fonti e casi di successo che il trap, neuter & release (TNR) è il solo metodo efficace per contenere il fenomeno del randagismo – contrariamente al pensiero di Bosnia, Romania, Ucraina e Russia (solo per citare alcuni Paesi) che invece da decenni continuano a compiere stragi indiscriminate senza che il numero degli animali vaganti diminuisca in maniera permanente.

L’adozione dei 45,000 gatti ferali in Israele è quantomeno improbabile, perché gli animali hanno purtroppo imparato a non avere fiducia negli esseri umani e quindi si fanno avvicinare con estrema difficoltà.  

In ogni caso, l’intervento del governo potrebbe apportare benessere alle vite dei felini, soprattutto se questi verrano successivamente seguiti da alcuni volontari all’interno delle loro colonie. Una colonia felina amministrata correttamente permette infatti di contenere le escursioni dei gatti sterilizzati, di controllarne lo stato di salute e di garantire loro cibo e un rifugio per dormire.

Foto: archivio.

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2 Commenti

  1. Nella mia ignoranza, pensavo che in Israele fossero un po’ più avanti come mentalità verso gli animali……Vabbè, meglio tardi che mai, speriamo che davvero quei soldi vengano spesi per le sterilizzazioni di quei poveri gatti. E sarebbe una bella cosa se pensassero un po’ di più anche ad un minimo di benessere per gli animali!

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