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Reggio Emilia: il lupetto con la rogna è guarito ed è stato liberato

“Il 9 settembre 2013 il personale del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano afferente al Wolf Apennine Center era stato chiamato ad intervenire da un cacciatore per il recupero di un cucciolo di lupo di circa 4 mesi, affetto da rogna e in uno stato di forte denutrizione, prossimo a morire.

Sebbene sia ecologicamente scorretto intervenire su ogni animale defedato, poiché si interferisce con la selezione naturale e i meccanismi che a più livelli ne fanno parte, il caso di questo giovanissimo lupo ha richiesto l’intervento del Parco nazionale.

Il cucciolo si trovava infatti nei pressi di una strada provinciale a ridosso di alcune case ed era stato avvistato da diverse persone. Non potendo escludere che le sue condizioni di salute fossero legate ad un incidente stradale e temendo che qualcuno potesse tentare di appropriarsene, visto il recente caso del sequestro del lupo Fortorino, il personale del Parco ha provveduto alla cattura dell’animale e al suo trasferimento presso il CRAS Casa Rossa dei Boschi di Carrega (PR).

Presso le strutture del CRAS il cucciolo è stato seguito dal veterinario dott. Mario Andreani e dai suoi collaboratori, consentendo di procedere alla liberazione in data 9 ottobre 2013, ad un mese esatto di distanza dal recupero. Durante il mese trascorso in cattività il cucciolo ha recuperato peso e ha iniziato a mostrare rapidamente una forte insofferenza alla cattività e al contatto con l’uomo, segnali positivi per un suo ritorno alla libertà.

Si è dunque deciso di procedere alla sua reimmissione in natura, scegliendo un luogo vicino a quello del ritrovamento e dotandolo di un collare VHF che è stato approntato appositamente, in modo da garantirne il distacco nell’arco di alcuni giorni.

Il collare è risultato indispensabile per monitorare la sopravvivenza post-rilascio a breve termine del cucciolo, i suoi spostamenti e la sua riassociazione al resto del branco. Precedentemente sono stati effettuati diversi sopralluoghi per accertare la permanenza del resto del branco nell’area di rilascio, sopralluoghi che hanno confermato una frequentazione assidua grazie all’abbondanza dei segni di presenza attribuibili a lupo.

Nei due giorni successivi al rilascio il lupacchiotto ha raggiunto nuovamente l’area in cui era avvenuto il recupero e vi si è stabilito. I sopralluoghi effettuati grazie al monitoraggio VHF hanno rivelato nuovamente la frequentazione del luogo da parte di lupi adulti. Dopo una settimana dal rilascio il collare si è staccato ed è stato recuperato”.

Comunicato diramato via Facebook da Wolf Appennine Center in merito alla liberazione del lupacchiotto salvato a metà settembre, di cui avevamo parlato in questo articolo.

Nella foto: il lupo poco prima della liberazione (fonte WAC su Facebook).

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2 Commenti

  1. Sono d’accordo con te Barbara, infatti vista la situazione è stato più che giusto intervenire in soccorso dell’animaletto in difficoltà.
    Sempre vituperata questa specie, ovviamente a torto, chiaro!

    Mi auguro che si rimetta, che viva a lungo e possa fare tanti cuccioli questo magnifico lupetto! 🙂

  2. mo piccino che tenerezza…..capisco il fatto di non voler interferire con la selezione naturale ma per un cacciatore onesto che chiama per il lupetto tanti stronzi ce ne stanno e leggiamo troppo spesso di lupi uccisi o avvelenati o investiti senza essere soccorsi …quindi magari se ogni tanto ne salviamo qualcuno la natura non se la prenderà…..e mai come ora mi sento di dire “in bocca al lupo piccino”…..

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