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USA: elefantessa confinata allo zoo da 23 anni uccide il suo custode

Si chiama Patience e ha 41 anni l’elefantessa che alcuni giorni fa ha ucciso il suo custode allo zoo di Springfield, nel Missouri.

Patience era stata catturata in natura nel 1990 e strappata a suo figlio che all’epoca aveva soltanto diciotto mesi di età. Entrambi, separatamente, erano stati trasferiti di zoo in zoo e il cucciolo era morto per lo stress nell’arco di sei mesi.

Patience era infine approdata al Dickerson Park Zoo di Springfield e lì viveva da ventitré anni.

A provocare la morte di John Bradford, esperto “trainer” di 62 anni, è stata una commistione di fattori che hanno trasformato un animale solitamente pacifico in una macchina da guerra: Patience era da tempo vittima di stress, incuria e abusi che in uno degli zoo peggio tenuti degli Stati Uniti rappresentano la normalità (tanto che le vittime umane sono state diverse, nel corso degli anni).

Dei dieci elefanti nati in questo zoo, solo due sono ancora vivi. Molti sono morti dopo aver contratto il virus EEHV, una letale forma di herpes che non esiste in natura ma che attecchisce solamente negli elefanti detenuti in cattività e che è direttamente legata allo stress. Almeno uno degli elefanti ora deceduti era rimasto vittima di abusi perpetrati con un bastone chiodato, tanto che il Dickerson Park era stato pesantemente sanzionato dal Dipartimento dell’Agricoltura americano.

Patience ha ucciso il suo trainer mentre questi cercava di spingerla lungo il corridoio che l’avrebbe portata all’esterno del suo recinto. L’elefantessa ha dapprima tentato una opposizione passiva, fermandosi e rifiutandosi di camminare, divenendo infine aggressiva quando Bradford ha cercato di forzarla. A quel punto, il pachiderma ha colpito l’uomo con la sua proboscide e lo ha schiacciato al suolo, uccidendolo all’istante prima di essere allontanato da altri dipendenti della struttura.

La morte di Bradford è il risultato di una infinita privazione della libertà ai danni di un animale che aveva il diritto di continuare a vivere nel suo habitat naturale.

Non solo Patience si era vista strappare la libertà, ma anche il proprio cucciolo. Come è noto, gli elefanti formano vincoli familiari molto forti e le elefantesse si prendono cura dei loro piccoli almeno per i primi cinque anni. I maschi restano con loro fino all’adolescenza, le femmine per tutta la vita.

Patience ha invece trascorso gli ultimi 23 anni in assoluto isolamento, in un recinto piccolo e inadeguato. Quanto accaduto alcuni giorni fa è l’inevitabile atto finale di un dramma lungo un ventennio.

Foto: archivio.

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4 Commenti

  1. no, crediamo che continuerà “solo” con il suo ergastolo 🙁

  2. Com’è che si dice? Chi la fa l’aspetti, no meglio…le colpe dei padri cadranno sui figli (di puttana aggiungo).
    E’ matematico.
    Un sadico in meno.

    Adesso che faranno? La sopprimeranno?

  3. Tutti i giorni tutti i giorni nn faccio altro che leggere il dolore tra le righe!!!! Animali torturati, segregrati in buchi, trattati come cavie , usati , sfruttati . I soldi, i soldi i soldi…. che brutto male. Non fare del male, non recare dolore al prossimo …. il prossimo non è solo umano ma è tutto cio’ che vive e respira. Io credo che questo mondo sia davvero orribile. A volte e spesso penso,quando sto passando una piacevole serata, o un periodo sereno, che , in quel preciso momento, in ogni momento,da qualche parte, il dolore , la sofferenza,la tristezza uccidono l’anima di qualcun essere vivente….vivente

  4. Ha fatto poco e doveva farlo prima, maledetto, che marcisca all’inferno! E nonn gli basta!!!! Ma ora cosa faranno di quella povera creatura!?

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