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Ucraina, Andrea Cisternino: “Oggi vi racconto una storia a lieto fine”

“Oggi vi voglio raccontare una storia. Non una delle mie storie ucraine che parlano di morte, dog hunter, governanti o polizia ucraina che non interviene in questo massacro, ma una storia bella, una storia vera.

Ottobre 2013 – Daniele è un italiano che si trova a Kiev con la moglie ucraina per lavoro e vive in albergo nei giorni della sua permanenza in città.

Un giorno si affaccia alla finestra e nota una cagnolina randagia che ha problemi con una zampa: la vede che fatica a muoversi e allora, preso dalla compassione, insieme alla moglie scende per sincerarsi delle condizioni di questo esserino. Vede che si lamenta e capisce che la cosa è più seria di quanto pensasse e chiede informazioni a persone lì vicino. Gli dicono che sono alcuni giorni che la cagna è in quelle condizioni: probabilmente è stata investita.

Daniele non sa che fare: portarla in camera non può, perché è in albergo e non sa a chi rivolgersi.

Con la moglie risalgono in hotel e su internet trovano i numeri di telefono di un’associazione ucraina per la protezione animali. Chiamano per sapere se loro hanno un veterinario dove portarla e per chiedere aiuto e invece dall’altra parte del telefono gli rispondono in malo modo: “E noi cosa ci possiamo fare? La porti da un veterinario qualsiasi”.

Daniele e la moglie ci rimangono male, non sanno che fare. Allora telefonano a un amico e chiedono a lui e così decidono di portarla a casa di quest’uomo per un paio di giorni, in modo che lui possa farla visitare da un veterinario.

Nel frattempo a Daniele viene in mente di scrivere a un’associazione italiana del Lazio – Associazione Canili Lazio, di Roma – per chiedere un consiglio e loro rispondono che c’è in Ucraina un animalista italiano che si occupa dei randagi che si chiama Andrea Cisternino.

Daniele allora mi cerca su Facebook e mi scrive, raccontando la sua storia e lasciando un suo recapito telefonico.

Il caso vuole che io in quel momento sia su Facebook: leggo il suo messaggio e decido di telefonargli subito. Risponde lui e mi dice: “Ciao, scusami ma sono in auto con la cagnolina in braccio e non posso rispondere, ti chiamo dopo”.

Dopo circa quattro ore Daniele mi richiama e mi racconta la storia di Nina (così nel frattempo l’hanno chiamata lui e la moglie), poi aggiunge che ha molti dubbi che sia stata investita: secondo lui è stata picchiata, ha la zampina messa male e si lamenta per il dolore. Mi spiega che comunque il suo amico chiamerà un veterinario per farla visitare.

Dico a Daniele che la portiamo in ospedale appena verrà visitata dal veterinario dell’amico perché sicuramente va operata, e che mi occuperò io di tutto: pagherò l’operazione se sarà da fare.

Ci accordiamo per due giorni dopo.

Ci incontriamo in una bar di Kiev per conoscerci e per parlare e lui mi dice: “Sai Andrea, in auto avevo in braccio Nina che si lamentava ed era appoggiata al mio cuore. Mi fissava con quegli occhietti che trasudavano dolore e devo dirti che mi ha preso il cuore quella randagina. Domani vado a trovarla e a vedere se il veterinario l’ha visitata. Non riesco a non vederla. Non riesco, è più forte di me”.

Gli rispondo di informarmi subito appena sa qualcosa di certo.

Quando Daniele va dal suo amico trova la randagina in una casetta in giardino come l’aveva lasciata: del veterinario neppure l’ombra. Mi telefona e io gli dò l’indirizzo dell’ospedale per portarla con me, per portarla lì subito. Daniele, sua moglie e Nina prendono subito un taxi.

Ora Nina è stata operata: aveva la zampa fratturata.

Ogni giorno daniele va in ospedale a trovarla e mi telefona dalla clinica: “Sai Andrea, la prima volta che sono andato a trovarla in ospedale lei ha iniziato a scodinzolare e si è trascinata verso di me. Mi ha preso il cuore questa creatura. Nina non tornerà più in strada: io e mia moglie abbiamo deciso di portarla in Italia con noi . Quando la tenevo in braccio in auto sentivo il suo cuore e i suoi lamenti e vedevo i suoi occhi mi ha letteralmente conquistato. Non so spiegarti, ma già mi manca quando non la vedo”.

Il 25 ottobre andremo in ospedale a prendere Mina con la moglie di Daniele: lui è in Italia per preparare l’arrivo della randagina ucraina e per altre cose. Porteremo Nina in stallo da un amico per qualche giorno, perché loro sono in albergo. Poi, prestissimo, torneranno in Italia non due come sono arrivati, ma in tre. Noi gli daremo tutto l’aiuto possibile per documenti, passaporto, dogana e imbarco.

Anche Nina lascerà l’Ucraina. Questa randagia sporca ha saputo conquistare due persone che l’hanno solo guardata negli occhi e che ora non possono più staccarsi da lei.

Storie come questa ti aprono il cuore e, quando conosci questi randagi e ne hai visti moltissimi morire, ti aiutano a non mollare e a credere che non potrà sempre vincere il male, che ogni vita salvata è una grande vittoria contro chi della violenza fa una suo credo di vita.

Prima di andare da Nina in ospedale andremo a cercare di catturare un giovane randagio che ho visto ieri e che non è messo bene: ha un coscia completamente aperta.

La gente del posto mi ha detto che lo conoscono e che gli danno da mangiare: infatti quando mi ha visto è venuto trascinandosi verso di me e si è appoggiato con il muso alla mia gamba. L’ho accarezzato e ho deciso che lo portiamo in ospedale per capire cos’ha, poi lo metterò in adozione per l’Italia. Spero che anche lui sia fortunato come Nina o come gli altri randagi ucraini che sono riuscito a fare adottare.

Scusate se non metto foto dei randagi della storia ma come sapete, tempo fa i dog hunter entrarono in quell’ospedale e uccisero sei randagi che portai per essere curati. Uccisero solo loro, non gli altri.

Ora l’ospedale si è munito di telecamere.”

Vi ricordiamo che All4Animals ha deciso di aiutare l’amico Andrea Cisternino con una raccolta fondi che mira, entro Natale, di raggiungere almeno la quota di 2000 euro da donare interamente per la costruzione di Rifugio Italia, l’unica struttura che a Kiev potrà concretamente mettere al sicuro i pochi randagi sopravvissuti alla furia dei dog hunter.

Nonostante le nostre richieste, nessuno dona più da giorni. Sarebbe per noi molto deludente non riuscire a raggiungere il risultato sperato: Andrea merita da tutti noi il supporto di cui ha bisogno.

Vi ricordiamo che potete donare cliccando QUI

La donazione minima è di sole cinque euro.

Vi chiediamo, per favore, di aiutarci ad aiutare Andrea.

Grazie.

Foto: Andrea con un randagio (fonte Andrea Cisternino su Facebook).

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