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A Taiji l’acquario dove rinchiudere i delfini catturati durante la mattanza nella baia

Non soltanto la città giapponese di Taiji non mostra alcuna inclinazione a mettere fine al brutale massacro dei cetacei per cui è famigerata in tutto il mondo (noi ne abbiamo parlato in varie occasioni). Di recente, ha espresso anche la volontà di rinchiudere gli esemplari rubati al mare in un acquario a poca distanza dalla baia rosso sangue.

Secondo Care2, soltanto qualche giorno fa la municipalità cittadina avrebbe annunciato di avere intenzione di aprire un parco acquatico nel quale i turisti potranno nuotare con i cetacei prelevati nel corso dell’eccidio. Non solo: i visitatori potranno anche cenare pasteggiando a carne di delfino e di altri “prodotti marini” mentre osservano gli esemplari vivi nelle vasche.

Secondo la municipalità, l’apertura di un parco marino con degustazione di carne di delfino rappresenta il primo passo nel “piano a lungo termine di Taiji di trasformarsi in una città-parco”.

Probabilmente, almeno una parte della struttura verrà aperta nei prossimi cinque anni: dovrebbe trattarsi di una sezione di 69 acri della baia, separata da un cordone con rete di sicurezza dall’area in cui viene compiuta la caccia ai delfini. Infine, la municipalità di Taiji ha confermato che l’apertura del parco acquatico è finalizzata a sostenere la caccia ai cetacei.

Secondo il rapporto della Prefettura di Wakayama, nel 2012 sono stati sterminati o catturati nella baia 1277 cetacei, e la quota permessa arriva fino a 2026.

La maggior parte degli animali imprigionati nella baia vengono ferocemente massacrati per la loro carne (che è carica di mercurio). Una piccola percentuale viene venduta ad acquari e parchi fuori dai confini del Giappone. La creazione del nuovo, aberrante parco marino a Taiji significherà, per questi cetacei, il confinamento a vita in una struttura a pochi passi dal mare dove avevano sempre nuotato liberamente.

I conservazionisti, ovviamente, non sono d’accordo con i programmi della municipalità cittadina. L’associazione IKAN commenta: “L’intero piano è basato sulla convinzione di poter sfruttare liberamente balene e delfini, come se fossero loro risorse, ma questi mammiferi non appartengono alla città di Taiji. I mammiferi marini migrano lungo gli oceani, e l’opinione pubblica internazionale è che gli animali selvatici dovrebbero avere la possibilità di vivere liberamente. Il programma della municipalità non farà che infervorare le proteste”.

E la comunità internazionale, così come la maggior parte di quella giapponese, continua a combattere cercando di mettere fine a questa pratica infernale.

A questo link potete firmare la petizione per dire NO alla costruzione di un parco acquatico a Taiji.

Foto: le acque rosse di sangue nella baia di Taiji (archivio).

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4 Commenti

  1. appena firmato….concordo con sandra

  2. Perchè non si trovano un lavoro? Anzi no, perchè non se ne vanno tutti a vivere a Fukushima Dahici?
    Ma lasciateli perdere, lasciateli vivere stì delfini e smettetela di massacrarli.

  3. Bisogna fermarli. Sono da proteggere delfini balene ecc.

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