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Sei ragioni per tenere i vostri gatti all’interno di un ambiente protetto

Da sempre si assiste a grandi discussioni in merito alla collocazione ideale dei gatti domestici: in appartamento o fuori dall’appartamento, in un recinto protetto o libero di vagare, le correnti di pensiero sono molteplici e spesso in grande contrasto tra loro.

Oggi vi proponiamo sei ragioni per tenere il vostro gatto in un ambiente protetto, ossia totalmente interno, oppure esterno ma tutelato e recintato in maniera globale.

  1. Rischi di incidenti o malattie: i gatti che vivono all’esterno corrono spesso il rischio di essere investiti dalle automobili o di essere aggrediti da altri animali. Vi sono poi i danni che possono causare strutture umane posizionate sul territorio, come trappole da cacciatori, filo spinato e veleni. Inoltre, il gatto lasciato libero di vagare è più esposto a batteri e infezioni virali che non sempre sono tamponabili con le vaccinazioni (un esempio è la FIV). Mediamente, la durata della vita di un gatto lasciato vagare liberamente all’esterno è considerevolmente più bassa rispetto a quella di un micio d’appartamento.
  2. Combattimenti con altri gatti: i felini, si sa, sono animali piuttosto territoriali e vagare all’esterno li espone a baruffe con i loro simili. Spesso e volentieri, i gatti che si trovano a dover combattere per un territorio tornano a casa parecchio malridotti, con ferite estese ed infette e talvolta contagiati da virus gravi come la FELV (leucemia felina). Se la lotta per il territorio avviene con un cane, poi, le cose possono andare anche peggio. E spendere centinaia di euro in cure veterinarie per un incidente che poteva essere evitato non fa piacere a nessuno.
  3. Conservazione dei volatili: certamente i gatti non sono i crudeli e inarrestabili predatori che vengono spesso dipinti dai loro detrattori, ma è anche ovvio che la loro presenza all’esterno può mettere in difficoltà la locale popolazione di volatili. Soprattutto se si vive in un’area migratoria, o nei pressi di zone naturali, sarà inevitabile che il vostro micio si senta più stimolato alla caccia dei piccoli pennuti. E vale la pena ricordare che gli uccelli sono una parte importante dell’ecosistema, e dunque vanno protetti.
  4. Relazioni con il vicinato: spesso siamo costretti a pubblicare squallide notizie di cronaca che vedono come protagonisti involontari proprio gatti lasciati liberi di vagare e picchiati, o morti avvelenati, o colpiti da un proiettile, per essersi avventurati nelle proprietà del vicino. Purtroppo, non tutti amano i gatti – e una piccola discussione con il vicinato può facilmente evolvere in una guerra aperta al vostro micio.
  5. Fughe e smarrimenti: a volte i gatti si allontanano, soprattutto se sono interi (per questa ragione, e per non alimentare il randagismo, consigliamo di sterilizzare sia i maschi che le femmine), e in alcuni casi non riescono a tornare a casa. Vedere sparire nel nulla il proprio micio è un’esperienza dolorosa che può facilmente essere evitata tutelandolo di più.
  6. Persone crudeli: gli episodi di violenza e maltrattamento nei confronti degli animali sono troppo numerosi per essere ignorati, e i gatti tendono ad essere tra le vittime preferite di molti sadici. Sapete quanto noi che per strada circola liberamente gente che considera un divertimento infierire su un animale indifeso e che non si farebbe il minimo problema ad ucciderlo. I gatti neri, statisticamente, sembrano essere soggetti a questo genere di maltrattamenti perché considerati forieri di malasorte e vittime di superstizioni varie. Gli aguzzini di animali godono del fatto di poter torturare creature innocenti, e sanno che, nel nostro Paese, non potrà succedere loro nulla di grave nonostante le leggi siano, sulla carta, piuttosto pesanti.

A nostro avviso, queste motivazioni (ma ce ne sarebbero molte altre) sono più che sufficienti per creare un ambiente confortevole per il nostro micio all’interno di un’abitazione: è vero, sono predatori. Ma fuori dalla porta di casa non ci sono le distese del Serengeti. Solo un mondo a misura d’uomo, molto crudele con le creature di altre specie.

Foto: archivio.

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17 Commenti

  1. A S. Marinella (Roma) avevano abbandonato una micina di 1 mese circa che volevamo prendere per evitarle i pericoli. Si è intromesso un idiota che l’ha presa in casa sua per proteggerla(sic!), La notte l’ha fatta uscire e l’hanno trovata trucidata crudelmente, non investita, ma si sospetta, a quanto dicono i gli indigeni, di un maniaco ubriaco e pazzo che va in giro uccidendo i felini. La strada è ormai nemica di poveri indifesi.

  2. Purtroppo il mondo che c’è oggi è esclusivamente a misura d’uomo.
    I gatti, soprattutto in città e in zone dove si sa, come si comportano determinati individui, dovrebbero vivere tutelati in casa e al massimo mettendo in pratica accorgimenti per porli in tutela in zone all’aperto.

  3. a noi basta vedere come si riducono molti animali (anche gatti, che nonostante la somiglianza non sono leoni) all’aperto per capire (senza possibilità di errore) che non vedono l’ora di finire in una casa. probabilmente perchè l’aperto è loro ostile, il più delle volte. a misura d’uomo, non di animale, nel 99% dei casi.

  4. Certo che va visto caso per caso, un gatto randagio vive sicuramente peggio di uno abituato in casa. I padroni devono essere responsabili, e sono del parere che confinare un gatto SOLO in casa senza possibilità di esplorare l’esterno sia una violenza nei suoi confronti.
    Poi è normale che un gatto che vive in casa abbia un’aspettativa di vita superiore a uno che fa scorribande fuori. Così come una tigre/leone in cattività abbia una aspettativa di vita più lunga rispetto a uno libero. Ma se doveste scegliere preferireste essere un leone che vive nella savana o un leone che vive allo zoo servito e riverito? Io non ho dubbi su quale risposta scegliere….

  5. veronica amaranta buendìa, ti senti offesa da un “abbandonati a sé stessi” che non era diretto a te ma espresso in termini generali. e ti offendi del fatto che abbiamo risposto al tuo messaggio sarcastico, con vago tono di sfottò presentandoti una situazione seria e reale appena accaduta (dovresti trovare brutto che sia accaduto, non che te lo abbiamo detto 🙂 ).
    siamo certi che i tuoi gatti siano seguiti. come già detto, ogni situazione è a sé e va valutata singolarmente. e ognuno conosce (o dovrebbe conoscere) il proprio gatto e sapere di cosa ha bisogno – non abbiamo MAI detto a te come tenere i tuoi gatti. abbiamo solo esposto un nostro punto di vista generale su come riteniamo sia opportuno tutelarli, ossia in un ambiente PROTETTO, INTERNO o ESTERNO.
    saluti.

  6. silvia, la gatta ha campato 14 anni di avanzi fino a che qualcuno non ha ovviato alle carenze della sua proprietaria. ha campato di freddo, ha campato anchilosata, ha campato piangendo costantemente fuori dalla porta di quella che considerava casa sua senza che nessuno le aprisse, e ha campato sola. facciamo che non giudichiamo le situazioni che non conosciamo, ché nessuno di voi era lì a vedere prima, durante e dopo la morte.
    abbiamo detto da subito due cose: 1) che non ripudiamo l’ambiente esterno purchè tutelato (ma questa parte tutti fanno finta di non leggerla, e con pressapochismo continuano a ripetere “e allora chiudiamoli in casa”) e 2) che ogni situazione è a sé. e speriamo di aver chiarito una volta per tutte.

  7. Vivo in Brianza in un paese circondato dai campi, è ovvio che se abitassi in città o a ridosso di una strada tanto trafficata non la farei uscire.
    Abbandonati a se stessi…beh, mi sento un po’ offesa da questa frase, soprattutto perchè do tutta me stessa per i miei animali.
    Ho i pappagallini liberi per casa, non in gabbia, faccio uscire giornalmente anche la criceta, per non tenerla in gabbia.
    La mia Randa, perchè voleva uscire a tutti i costi, si è incastrata da sola nella finestra, e ho passato 15 gg a farle le iniezioni di antitrombotico perchè non muoveva più le gambe, se non fossi tornata in casa perche avevo dimenticato una cosa, sarebbe morta.
    Quindi, lo sbattermi in faccia un incidente grave successo a voi, l’ho trovato davvero brutto.
    Credo solo che per una “presunta” sicurezza in casa, molti non danno in affidamento i gatti a persone con magari un giardino immenso, precludendo così una famiglia adottiva che ha spazio e amore da donare.
    Detto questo,
    son cresciuta circondata da animali, con le loro cucce in casa, cassettine, giochini, mensole messe apposta per farli arrampicare, soccorro sempre gli animali, ho persino denunciato una vicina di casa per maltrattamenti perchè ha ucciso un topo davanti ai miei occhi con una scopa…ma non riuscirei a limitare così la mia bestiola, curiosa ed esploratrice.
    Ora fa freddo, è in casa da 3 gg ed è sul divano acciambellata.
    Forse, bisogna educare un po’ di più gli esseri umani, concordo con Emilia e Silvia,

  8. Condivido in ogni sua parte quanto scritto da all4animals.
    In nome della libertà, sì che è un’esagerazione ragionare come se il gatto felice è solo quello che sta fuori casa. L’aspettativa di vita di chi vive in giro è mediamente molto più bassa dell’animale protetto: i casi limite sono appunto limite e non rispecchiano la normalità.

  9. Caro all4animals, se la gatta ha campato 14 anni libera e poi è morta per un incidente la gatta ha vissuto felicemente libera di sfogare i suoi istinti, se fosse stata chiusa in casa 14 anni che vita sarebbe stata? Avrebbe sopravvissuto, che è diverso.
    Io la penso come Veronica.
    Allora che facciamo chiudiamo i figli in casa perchè se escono possono cadere nelle grinfie di un pedofilo? O finire sotto un auto all’uscita di scuola? O morire per droga?
    No, la libertà è il bene più prezioso che abbiamo, non dobbiamo limitarlo così drasticamente neanche ai gatti. Proprio per il bene che nutriamo verso il nostro gatto dobbiamo dargli la possibilità di uscire. Se si vive in un posto trafficato evitiamo di prendere un gatto sapendo che finirà sotto le auto… Ma per favore non chiudetelo in casa!

  10. Sono del parere che i gatti stanno meglio in casa: Oltre ai numerosi pericoli da voi esposti c’é anche quello di cadere da terrazze e balconi come, purtroppo, é successo ad amici miei con orribili conseguenze. Non é vero che i gatti hanno 7 vite… Vivo in un sesto e per precauzione ho messo reti molto rade alle finestre per evitare che la mia gattina perda l’equilibrio al vedere passare un passerotto o altro volatore.Chiaro che anch’io la vorrei vedere piú libera, pero constato che sta bene anche cosí! Grazie per avvertire tutti dei pericoli che possono correre in libertá.

  11. Cara Veronica Amaranta Buendìa, evidentemente i tuoi gatti vivono in una zona poco pericolosa e hanno avuto anche tanta fortuna. Noi, solo questo weekend, abbiamo visto una gatta di 14 anni finire con la testa spappolata dalla ruota dell’auto della sua padrona, che la pensava come te, mentre le andava incontro per salutarla. Se fosse stata più tutelata non sarebbe arrivata a quell’età solo per frantumarsi il cranio e agonizzare in braccio ai nostri volontari per dieci infiniti minuti, patendo in un modo inimmaginabile.
    Inoltre, se leggi l’articolo vedrai che siamo assolutamente favorevoli anche alle zone esterne purchè in un contesto protetto.
    Ci sono infiniti fatti di cronaca per mostrano le violenze, gli incidenti e i pericoli cui sono sottoposti gatti (e anche cani) che vengono di fatto abbandonati a sè stessi in nome di una presunta “libertà”. Bisognerebbe riflettere anche su questo invece di parlare di esagerazione. Ogni caso è a sè stante.

  12. I miei gatti sono sempre usciti all’ aria aperta liberi e non gli è mai successo nulla (e praticamente ho sempre avuto gatti neri)
    L’Age ha 18 anni, il Pippi 21, son sempre usciti e sono arzilli e felici.
    Dal primo giorno in cui ho avuto Randa poi (2 anni) se l’ avessi chiusa in casa me l’ avrebbe distrutta, non ha mai sopportato l’esser chiusa in casa (la chiudo solo a capodanno, halloween e carnevale), soffre, miagola alla finestra e l’ ha sempre fatto, fin da piccola.

    Allora chiudiamo anche i figli in casa, con la differenza che loro poi potranno uscire e vedere altri luoghi, mentre i nostri animali staranno chiusi a vedere le stesse 4 cose per il resto della loro vita.
    Facciamo uscire di casa anche i cani, che sono spiriti meno liberi ed esploratori dei nostri mici…
    non vi sembra di esagerare un po’???

  13. Il mio gatto é nato e cresciuto in casa, figlio di gatti domestici a loro volta. In casa ci vive bene, ha un terrazzino a disposizione e un giardinetto (opportunamente recintato) nella casa estiva. Non é abituato a vivere fuori, probabilmente si spaventerebbe, si perderebbe e si caccerebbe in qualche guaio. Ama molto la compagnia dei padroni, e vi posso assicurare che sembra tutto meno che un gatto depresso, anzi! Io penso sia questione di abitudine… Certo, se é nato e cresciuto libero chiuderlo in casa improvvisamente non gioverebbe alla sua psiche…

  14. Il gatto in casa sta benissimo, e chi lo tiene in casa lo protegge da un mondo esterno che non è a sua misura soprattutto nelle città.
    Ho soccorso troppi gatti feriti, investiti, in mezzo a pericoli vari, malati e maltrattati, per dire che fuori casa stanno meglio.
    A volte quella che si ritiene “natura” deve essere per cause di forza maggiore “forzata”: ma il danno per il gatto è inesistente, anzi, ha solo vantaggi.

  15. Ineccepibile!
    Una piccola aggiunta al punto 6 riguardo la sorte di moltissimi gatti neri che sono anche impiegati in folli rituali di magia nera e satanismo che ne prevedono una morte straziante a mezzo di stupidi e crudeli sacrifici…purtroppo.

    Il mondo è pieno di psicopatici ed esseri inutili, ci vuole molta cautela nei riguardi dei nostri piccoli amici.

  16. Per me tenere un gatto confinato in casa é farlo soffrire. I miei gatti vivono liberamente fuori, abito in campagna, e anche se cacciano uccellini o topolini non mi sembra giusto limitare la loro natura.
    Certo i pericoli fuori ci sono, ma ci sono anche per noi umani (io ho avuto 2 incidenti d’auto gravi).. provate a pensare che vita sarebbe la nostra se ci chiudessimo in casa 24h su 24h.
    Io impazzirei per la noia e la depressione. Il gatto per me é un animale che deve vivere libero, tenerlo solo in casa é egoistico.
    Meglio un giorno da leone che cento da pecora!

  17. Una parte di me, quella più misantropa, che considera il Pianeta proprietà degli animali, continua a pensare che nonostante tutte queste (più che valide!) ragioni, gli animali dovrebbero essere più liberi, e penso che io non riuscirei a limitare così tanto il mio gatto (tant’è che a 15 anni, dopo 2 gravidanze e un trasloco dalla campagna alla città, dopo 7/9 anni in cui il veterinario non l’ha visto neanche da lontano, posso dire con certezza che la mia gatta morirà di vecchiaia…). Però queste, come dicevo, considerazioni più che valide mi spingono a tollerare ancora meno gli umani che non rispettano gli animali – non pretendo che tutti li amino, capisco che alcuni sono carenti in ambito di empatia, ma almeno rispettare un altro essere vivente dovrebbe essere d’obbligo!

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