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[VIDEO] Taranto, il canile di Ginosa sepolto dal fango. Gli animali uccisi, la richiesta di aiuto

“C’era un posto al sud Italia, dove la vita degli esseri minori aveva un significato per le persone, dove si credeva che un cane possedesse dei sentimenti e la sua esistenza non fosse in funzione dell’uomo. Una donna straordinaria, la mia insegnante di lettere, volle fortemente e ottenne, nel lontano 1988, quando ancora era previsto che i cani randagi fossero ammazzati, che questi vivessero, che nessuno facesse più loro del male. Fu così che nacque il Canile di Ginosa. Da allora fino a ieri quel posto è stato portato a condizione di oasi, giorno dopo giorno, con dedizione e sacrificio, affinché i cani vivessero serenamente e avvertissero il meno possibile la loro condizione di reclusi. Eravamo orgogliosi di quanto creato, la professoressa e noi, che negli anni abbiamo avuto l’onore di salire accanto a lei su questa barca mai andata a fondo, in mezzo al mare di ignoranza, insensibilità e maldicenza che ci circondava.

Nella notte tra il 7 e l’8 ottobre, una terribile alluvione si è abbattuta sul paese e, in alcuni punti, una violenta ondata di acqua e fango ha spazzato via tutto, comprese delle povere persone, i cui corpi sono stati trovati dopo interminabili ricerche. Quell’ondata maledetta è arrivata anche da noi. La sera prima, avendo avuto sentore che qualcosa sarebbe successo, ci siamo trattenuti in canile fino a tardi, per spostare in siti più riparati i cuccioli e i cagnetti molto anziani. Non immaginavamo che questa volta sarebbe stata diversa da tutte le altre.

Il mattino dopo l’amara scoperta. All’alba, i primi tre operatori, costretti a forzare un blocco della protezione civile per passare, si sono ritrovati dinanzi uno spettacolo spaventoso: la strada di accesso alla struttura distrutta, i box divelti, i muretti di contenzione crollati, le reti e le porte dei box piegati, tutti i cani fuori. Facendosi coraggio sono andati oltre, ad ogni passo, la devastazione. Ad ogni passo si auguravano di non trovare cani morti e invece il primo ad essere trovato è stato Cuoricino.

Cuoricino era un piccolo tesoro, da anni malato di cuore e da sempre curato con ogni mezzo. Non doveva morire così, da solo, in preda al terrore e alla disperazione. Poi gli altri, morti annegati, schiacciati dai muretti crollati, precipitati nel dirupo alle spalle degli ultimi box il cui pavimento aveva ceduto. Morta anche Primula, una volpinetta vecchissima, ma talmente affettuosa e adorabile che ero certa avrebbe trovato adozione prima o poi. Tutti gli altri cani sani e salvi, ma con i box e le cucce invasi dal fango. Nei loro occhi il terrore e lo smarrimento.

Non potevamo fermarci e piangerci addosso, dovevamo reagire. Accantonato lo choc iniziale, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo iniziato.

La notizia del disastro al canile di Ginosa ha viaggiato veloce e presto sono arrivati gli aiuti dei nostri amici di Ginosa e dei volontari dei paesi limitrofi. Tutti insieme abbiamo ripristinato molti box invasi dal fango, lavorando incessantemente con pale e cariole. L’infermeria, dove il fango aveva raggiunto un’altezza di 40 cm è stata ripulita e i cuccioli e gli anziani, messi al caldo. La sera dell’8, verso le 19, al termine del lavoro in collaborazione con i volontari di Taranto, ha ripreso a piovere violentemente. Dopo tre minuti un torrente in piena scorreva in mezzo al canile e i box cominciavano a riempirsi d’acqua.

Sono stati per tutti momenti di paura e panico, in cui abbiamo rivissuto quanto accaduto la notte prima ai cani. Questa volta, però, i piccoli non erano da soli. Avevamo l’acqua alla vita, ma non ci siamo fermati un solo attimo, traendoli tutti in salvo. Poco dopo le acque si sono ritirate e al mattino i cani erano all’asciutto. Gli aiuti sono arrivati anche ieri, sia mattina che pomeriggio, da Ginosa, Ginosa Marina e Taranto. Non ho parole per ringraziare tutti.

Adesso la parola d’ordine è una sola: ricostruire! Non voglio sentire altro che questo! Un canile così non può chiudere! Sono troppo tenaci e determinate le persone che vi lavorano, per gettare la spugna adesso! Certo, da soli non potremmo farcela, ma sappiamo di poter contare su decine di volontari, quelli che finora si sono spezzati la schiena al nostro fianco ed altri che ne arriveranno.

Rivolgo solo una preghiera a tutti: di non armarsi e partire senza prima coordinarsi con noi, per non rischiare sprechi di risorse.

Per questo vi lascio il numero della nostra Angela Bitetti: 333/6854103. Non il mio, perché ho bisogno che la linea sia libera per eventuali richieste di adozione. Ho tanti piccini sui siti che aspettano e che, se fossero adottati, lascerebbero più spazio agli altri, visto che abbiamo perso molti box.

Riguardo agli stalli, se proprio non dovessimo farcela a distribuire i cani dei box distrutti in quelli integri o ripristinati, so di poter contare sull’ospitalità offertami dalle splendide Maria Voltino, Ilaria Rocchetto e Anna Mezzapesa. Anche carissime amiche del nord come Liliana Faldi sono pronte a ricevere i miei cani, quindi direi di non far girare la richiesta di stallo, ma solo le foto dei cani adottabili che posterò in questo evento.

Di cosa abbiamo dunque bisogno: coperte, cartoni in quantità (servono per ospitare cuccioli e vecchietti sul pavimento dell’infermeria), cibo per cuccioli (noi davamo Puppy Hill’s, pensate quanto ci tenevamo), sverminanti, Vetkelfizina, antiparassitari (qui fa caldo anche d’inverno), compresse di Allopurinolo, Glucantime, bende, garze, Betadine.

L’indirizzo a cui spedire è: CANILE COMUNALE DI GINOSA – STRADA GINOSA-LATERZA – C.DA CAVA DELLE PIETRE – alle spalle di Delfino porte e finestre – 74013 – GINOSA (TA).

Il corriere dovrebbe arrivare necessariamente di mattina, o non troverebbe nessuno, e chiamare prima il 333/6854103 oppure il 347/8844795.

Amici, il Comune non ci aiuterà. Ci sono le persone da aiutare per prime e, per colpa di alcuni nostri compaesani cafoni e chiassosi, che hanno criticato aspramente i volontari accorsi a salvare i cani e non le persone, gli amministratori preferiscono ignorarci. Non ci daranno mai e poi mai i soldi per l’acquisto del materiale necessario a ricostruire i box distrutti. Pertanto, siamo costretti a chiedere aiuti economici alle persone sensibili di tutta Italia.

L’iban della mia associazione che gestisce il canile è IT03F0101078880000027001996 intestato ad A.n.p.a. sezione Alma Tamborrino di Ginosa. Come causale prego specificare “Per i cani alluvionati del Canile di Ginosa”.

Grazie a tutti per quanto farete, anche solo con la condivisione. Vi aggiorneremo costantemente se ci seguirete.

Giusy Troiano”

Appello pubblicato sulla pagina dell’evento Facebook “C’era una volta il canile di Ginosa, ma noi vogliamo che ci sia ancora”.

Nella foto: i risultati dell’inondazione: fango ovunque e un cane ucciso (fonte evento Facebook).

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6 Commenti

  1. Va bene grazie 1000 Redazione! Forza ragazzi! Il video fa capire minimamente l’entità dei danni…che sono purtroppo enormi, ma un aiuto non mancherà!

  2. caro Johnny, se troveremo questi dati li inseriremo nell’articolo e ti avviseremo. 🙂

  3. Potreste indicare dei dati postepay o degli indirizzi paypal cortesemente se ci sono per gli aiuti?
    (Più che altro coi bonifici è un casino oltre al fatto che tolgono soldi alle offerte per darli a chi ne ha già troppi!)

    Mi dispiace davvero molto per quello che è successo, ma davvero tanto!

    Grazie a tutti!

  4. Annalicia Vantaggiato

    Grazie ragazzi…per quello che fate…vi mando un piccolo contributo!!! Quello che posso…naturalmente!!

  5. Annalicia Vantaggiato

    Ragazzi…siete grandi…vi mando un piccolo contributo!!! Quello che posso naturalmente!!!

  6. antonella alicervi

    Nooooooooooooooooooooo!!! Mi dispiace tantissimo!!! Sigh!

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