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Situazione Ucraina sempre più nera: rubata la recinzione del Rifugio Italia di Cisternino

Del fatto che l’incolumità di Andrea Cisternino, il nostro attivista in Ucraina, sia attualmente a rischio avevamo già parlato in questo articolo. Il fotografo, però, sembra ormai diventato oggetto di una serie di aggressioni non solo verbali: dagli insulti dei dog hunter sul loro sito colmo di violenza, omofobia e razzismo (ma, paradosso dei paradossi, aperto presso un provider del Togo) si passa ai cumuli di cani uccisi e ammonticchiati di fronte allo studio di Andrea. E ora anche ai furti e al vandalismo.

Lo scorso 5 ottobre, Cisternino scrive sulla sua pagina che qualcuno ha provveduto a rimuovere e rubare i pali e la recinzione finora costruita per Rifugio Italia, il canile modello che dovrebbe servire per proteggere i randagi superstiti dalla furia degli ammazzacani, ma i cui lavori vanno purtroppo a rilento anche a causa della scarsità delle donazioni dei pur numerosi fan dell’attivista.

“Non bastavano i dog hunter, la polizia che non considera le nostre denunce, alcuni veterinari che ci buttano fuori di notte con i randagi che stanno morendo, il brutto tempo”, scrive Andrea. “Oggi sono andato con il tecnico per vedere lo stato del terreno dopo quasi 50 giorni d’acqua a Kiev, per capire come potevano entrare le betoniere senza sprofondare. Ci hanno rubato tutti i pali della recinzione, e la recinzione che avevamo già messo. Non capiamo come abbiamo potuto portare via tutto. È un disastro. Non sappiamo se si sia trattato di un furto o di un atto vandalico, quindi abbiamo sporto denuncia contro ignoti”.

Andrea è consapevole che è a questo punto indispensabile concludere quanto prima almeno i lavori di costruzione fondamentali.

“Ora ho raccolto ancora circa 6mila euro che ho in banca, in una cassetta di sicurezza. Non posso più andare avanti a pezzi, quindi devo raccogliere almeno altri 15,000 euro e fare ricostruire la recinzione senza interruzioni, e pagare un custode che stia lì notte e giorno a vigilare. Non ho un attimo di pace”.

“Basterebbe che almeno la metà dei 64mila iscritti alla mia pagina donasse un euro a testa, e in tre settimane potremmo mettere dentro anche il primo branco per fare la guardia”, ribadisce per l’ennesima volta Cisternino. “Lo chiedo da due anni”.

Consapevole tuttavia della tendenza ormai diffusa di molti, troppi utenti Facebook a commentare con insulti le foto più crude senza però rimboccarsi le maniche per fare qualcosa, l’attivista aggiunge: “Ormai non mi arrabbio nemmeno più. Mi rimbocco le maniche e ricomincio. In questo Paese non viene rispettata neanche la proprietà privata, oltre che la vita dei randagi e l’incolumità degli animalisti. Devo trovare qualche sponsor importante per forza, se continuano ad arrivare poche donazioni. Mando giù l’ennesimo boccone amaro e ricomincio. Devo farlo. Questo rifugio lo devo fare”.

Sul web, intanto, è nata una petizione intitolata “Proteggiamo Andrea Cisternino” e basata su questo nostro articolo. Potete firmarla anche voi a questo indirizzo.

In particolare teniamo a comunicarvi che abbiamo organizzato una raccolta fondi per Andrea attraverso la rinomata piattaforma di donazioni GoFundMe. Il nostro obiettivo è quello di racimolare, con l’aiuto di tutti, almeno 2000 euro da donare interamente per la costruzione del canile di Kiev. È possibile donare in pochi semplici step attraverso PayPal, la modalità di pagamento più sicura e famosa sulla rete.

Consideratelo un regalo di Natale per Andrea, che ha sempre fatto molto per chi, di voce, non ne ha. Senza di lui la questione ucraina sarebbe ancora sepolta nel sangue e nel silenzio. Il minimo che Cisternino merita, ora, è essere aiutato dai suoi connazionali.

La donazione parte da un minimo di 5 euro per una regola di sistema che non possiamo modificare, ma siamo certi che concorderete con noi nel dire che sia davvero una cifra spendibile per il lavoro sostenuto da Andrea.

Ringraziamo chi vorrà aiutare: potete farlo cliccando qui o sull’apposito riquadro, in alto sul lato destro di questa pagina.

Nella foto: lo scempio al cantiere di Rifugio Italia dopo il furto (fonte Andrea Cisternino su Facebook).

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3 Commenti

  1. Pur avendo mandato il mio contributo per il rifugio sembra di combattere contro i mulini a vento. Magari si riuscisse a risolvere questa terribile situazione solo con il volontariato, ma la vedo troppo complicata, purtroppo…..Comunque proviamoci tutti insieme!!!!!!

  2. Leggo solo ora.
    Vorrei chiamare in causa le grandi associazioni plurimilionarie animaliste, per favore aiutate questa persona che con immensa forza e volontà insieme a pochi altri eroi stanno tenendo testa ad una situazione insormontabile!
    Non voltatevi dall’altra parte, non siate indifferenti, non siate lì solamente a cercare profitto!
    Dove siete quando si ha bisogno di voi?
    Fatelo solamente per la pubblicità, ma fatelo è una cosa agghiacciante quella che stanno facendo e siete anche voi che potete intervenire ma rimanete sordi, muti e ciechi a permettere tutto questo!
    Chi vi crederà quando direte che avete bisogno di denaro per aiutare gli animali?
    Faate qualcosa adesso!

    64.000 persone, se ognuno mettesse anche solamente 50 centesimi sarebbe veramente tantissimo!

    Il mio contributo non mancherà! Grazie A4A!

    Forza Andrea!

  3. francescamanimali

    non deve fare rifugi in Romania, ammazzeranno tutti i cani e anche lui. L’unico mezzo è portarli in Italia e fare il rifugio qui.

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