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Tragedia Romania, Lamento Rumeno rompe il silenzio: continueremo a lavorare

“Vorrei condividere queste brevi considerazioni con Voi, non come la presidente di Lamento Rumeno Onlus, bensì come Laura Pontini, onde evitare di coinvolgere volontari e collaboratori in quella che è e resta, una semplice opinione personale.

L’attuale situazione delineatasi in Romania, indubbiamente è alquanto preoccupante; la rabbia iniziale ha lasciato spazio ad un senso di impotenza e disperazione dopo la decisione del 25 settembre, che ha segnato l’inizio dell’olocausto, unitamente a tanta paura per ciò a cui si andrà ad assistere.

Degna di nota questa ulteriore mossa , più che subdola, del governo rumeno di lasciarci a nutrire una falsa speranza per quindici giorni durante i quali fiumi di email, petizioni, manifestazioni e proteste avranno divertito non poco i signori parlamentari che, fin dall’inizio, probabilmente avevano già deciso.

A chi mi chiede cosa si può fare purtroppo dico che non ho risposta.

Chi ha il potere e l’autorità per poter intervenire, forse non ha la volontà di farlo.

Chi attualmente pensa di poter mediare un accordo con le autorità rumene probabilmente vive nell’utopia dell’efficacia di una trattativa diplomatica; purtroppo a volte la necessità di apparire prende il sopravvento e allora si scredita il lavoro altrui, tra un comunicato stampa e l’altro, tramite il mitico Facebook c’è chi trova cibo per nutrire il proprio ego.

O qui interviene la Comunità Europea con un monito nei confronti della Romania o la mattanza sarà perpetua fino a che non ci saranno più randagi da sterminare.

Non mi si venga a raccontare l’intenzione da parte delle autorità di costruire strutture o la necessità di reperire fondi per il mantenimento dei randagi già reclusi in quelle esistenti; chi conosce la realtà di questi posti necessita di un solo neurone per desiderare fermamente l’eutanasia immediata dei cani ancor prima di entrare: la permanenza di 14 giorni sarebbe solo un’ulteriore agonia.

Il randagismo esiste perché c’è chi ha tutto l’interesse di mantenerlo vivo (Italia inclusa).

Ripeterò all’infinito che l’unica soluzione è rappresentata dalle sterilizzazioni e se solo questi criminali corrotti avessero il buon senso di accettare un protocollo comune tra le associazioni animaliste operative su territorio, la cosa potrebbe risolversi in breve e agevolmente.

Basta continuare a giustificarsi cercando pietà perché la Romania è stata vittima del regime, perché vive in povertà, perché le condizioni di vita sono di precaria miseria.

Fatevi un giro per Bucarest ed assisterete al miracolo: soggetti con 300 euro di stipendio al mese che sfrecciano a bordo di BMW e AUDI.

Ciò non toglie che di miseria ce ne sia davvero ma questo non giustifica la violenza gratuita ed inaudita di massacrare esseri viventi.

Questo è sinonimo di mostruosità eticamente inaccettabili che nel 2013 non devono essere tollerate.

Repressione totale: il falso perbenismo, il moralismo sterile di piccole menti che parlano di razzismo, rappresentano terreno fertile per questi carnefici.

Chi mi conosce sa che essendo caratterialmente molto riservata, non amo apparire né coronarmi di meriti e riconoscimenti che sarebbero del tutto inutili alla mia missione. Chi altrettanto conosce Lamento Rumeno Onlus sa che, pur essendo una piccola realtà, dal 2001 ad oggi di risultati ne sono stati raggiunti tanti e che, compatibilmente alle nostre risorse economiche,  difficilmente ci tiriamo indietro davanti alle richieste di aiuto che ci giungono per emergenze qui in Italia. Non riceviamo contributi, né fondi pubblici; tutto quanto da noi fatto è stato solo ed esclusivamente dovuto alle donazioni dei nostri sostenitori.

Nel 2012 abbiamo speso 45.000 euro per pensioni, cibo, cure veterinarie, interventi chirurgici a sostegno di cani in difficoltà nel nostro paese. Il randagismo al sud come la situazione di certi canili  (lager) non e’ grave; è devastante.

Ho deciso di non attuare il trasferimento compulsivo di cani dalla Romania in Italia perché, in coscienza, non posso aggravare quella che è la realtà attuale, già precaria e vergognosa, del nostro Paese.

Le adozioni vanno condotte in collaborazione con Paesi ricettivi dove le condizioni di vita dei randagi esportati dalla Romania possono essere meritevoli, a totale beneficio dei cani stessi. I collaboratori di Bucarest lo stanno già facendo con l’Olanda.

Qui in Italia assisto quotidianamente a casi allarmanti come la perdita di cani smarriti durante interminabili staffette; a viaggi di creature per centinaia di km senza vaccinazioni, non sterilizzati, senza microchip  che dopo breve tempo tornano al mittente; preaffidi telefonici fatti da volontari senza alcuna esperienza che autorizzano adozioni senza alcun controllo, ignorando completamente i nominativi indicati in black list.

La vittima che diventa carnefice priva di ogni consapevolezza è responsabile della sofferenza di queste creature. A tutto questo dico: no, grazie.

Detto ciò, lascio agli altri il prestigioso ruolo di dedicarsi alle mediazioni diplomatiche, cosa che caratterialmente non mi appartiene.

Continuo invece il mio lavoro di manovalanza, cercando di raccogliere cibo, farmaci e coperte, fondi per le sterilizzazioni. Chi vorrà affiancarmi in questo avrà tutta la mia gratitudine nel condividere insieme il medesimo obiettivo.

Grazie.

Laura Pontini”.

Lettera aperta pubblicata dalla presidentessa di Lamento Rumeno ONLUS, Laura Pontini, dopo l’approvazione, da parte della Corte Costituzionale, della legge ammazza-randagi. 

Vi ricordiamo che potete supportare l’ottimo operato di Lamento Rumeno ONLUS anche cliccando sul banner presente sul lato destro del nostro blog.

Foto: archivio.

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3 Commenti

  1. Grazie Laura Pontini.
    La verità può a volte essere letale nel rivoltarsi contro chi la usa per fare del male.

    Mi auguro che si scateni un inferno sulla questione, me lo auguro di cuore!

    Grazie ancora!

  2. Complimenti alla presidente per questo illuminante articolo. Chiaro che non abbiamo armi adatte a combattere con questi malvagi e incapaci governanti, speriamo che continuando a fare pressioni con l’opinione pubblica si ottenga qualche miglioramento

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