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Ucraina, parla Cisternino: siamo in mano ai dog hunter, tra menefreghismo e minacce di morte

Mentre gli occhi dell’Europa animalista si fissano sulla tragedia rumena, in Ucraina continua la strage silenziosa di randagi iniziata prima di Euro2012.

È ancora – come sempre – la voce di Andrea Cisternino a farsi sentire per raccontare lo scempio e il silenzio di un Paese che, come troppi, nulla fa per proteggere animali già vittima di abbandono, negligenza e incuria.

Il fotografo italiano residente a Kiev è duro e diretto: “In Ucraina siamo in mano ai dog hunter, nel totale menefreghismo di polizia e governo”. E spiega che gli ammazzacani, ormai consapevoli di essere in qualche modo protetti e spalleggiati, sono arrivati al punto di “minacciare di morte gli stranieri che si occupano di questo problema sul campo”.

I dog hunter utilizzano il loro sito web perfettamente attivo e funzionante, nonostante anni di proteste, per pubblicare le foto degli animali uccisi e per dare sfogo a tutta la loro folle filosofia: “Ognuno deve prendersi la responsabilità e pulire il territorio da predatori randagi pericolosi”, scrivono gli ammazzacani a corredo della foto di un randagio amichevole, che fissa negli occhi il suo carnefice prima di essere ucciso. “Quando ogni persona pulirà il proprio territorio non sarà più necessario spendere soldi statali per programmi deliranti tipo sterilizzazione e rilascio dei randagi, o per canili dove i randagi si mantengono a vita, o per il mantenimento di servizi inutili per catturare i cani randagi. La formula è semplice: [segue formula per produrre bocconi avvelenati letali] = una pericolosa peste è neutralizzata”.

“Gli altri se ne vanno”, dice Andrea riferendosi alle associazioni che, terrorizzate dalle minacce dei dog hunter, hanno abbandonato il campo per non tornare, “Io resto”.

“La situazione è grave. Nonostante abbiano massacrato migliaia di animali, ora arrivano minacce non solo a me ma anche ad altri che operano qui. Il 17 settembre faremo una manifestazione contro il disinteressamento della polizia e contro i dog hunter, e ci saranno sicuramente anche loro, visto che hanno postato l’evento sul loro sito”.

Cisternino non ha peli sulla lingua: “La milizia, anche se si denunciano le gravi minacce subite, fa spallucce. Siamo in balia di delinquenti protetti qui in Ucraina. Spero non arrivino anche in Romania, anche se mi dissero che c’erano già stati i dog hunter russi, tempo fa. Un bambino l’anno scorso rischiò di morire per il veleno lasciato da questi criminali o dagli amministratori dei palazzi. Lo salvarono in extremis, ma di questo nessuno ha parlato qui in Ucraina ed è quello che ho sempre denunciato”.

L’attivista, comunque, non demorde e continua la sua opera di aiuto concreto in uno dei territori più difficili al mondo. Di recente ha inviato soldi a Gorlovka in modo da permettere l’acquisto di 1500 chili di cibo per i 250 in difficoltà della zona. Sono state acquistate anche alcune casette per un piccolo branco di randagi recuperato da una situazione di rischio altissimo, per umani e animali: qualcuno, infatti, ha sparato sia a loro che alla volontaria che se ne prende cura. L’obiettivo finale è, naturalmente, quello di trasferire tutti dentro le mura sicure (a prova di dog hunter) di Rifugio Italia, il canile modello che Andrea costruisce, passo passo, grazie alle donazioni delle persone a cui importa.

Altri tre randagi ucraini salvati dalle stragi verranno invece trasferiti in Italia alla fine di settembre.

Al momento, tuttavia, l’attenzione di Andrea è concentrata su un cane in particolare cui qualcuno ha fatto esplodere il muso con i petardi. Di questa vicenda, l’attivista promette di dare notizia più approfondita quanto prima, soprattutto perché nella serata di ieri è arrivata notizia dell’ennesima strage.

Come sempre vi invitiamo ad aiutare Cisternino nella costruzione di Rifugio Italia, l’unica soluzione reale e concreta per i randagi ucraini, che sono a rischio di uccisione un po’ ovunque nel Paese. Per donare, anche poco, a seconda delle possibilità, potete fare riferimento a questo link oppure cliccare direttamente sul banner dedicato ad Andrea, a destra di questo articolo.

Nella foto: uno degli ultimi randagi uccisi guarda negli occhi il dog hunter, che lo fotografa prima di nutrirlo con una polpetta avvelenata (fonte Andrea Cisternino su Facebook).

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