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Spagna, vergogna Toro de la Vega: Volcano è stato sacrificato

Era prevista per oggi, l’uccisione del toro Volcano per mano dei lancieros (a piedi o a cavallo, ma comunque muniti di lance lunghe oltre due metri) durante l’evento del Toro de la Vega a Tordesillas. Ed è avvenuta.

La morte del toro è stata confermata pochi minuti fa dalla pagina Facebook “A que consigo 1.000.0000 de personas en contra del Toro de la Vega” con un messaggio laconico: “Confermato. Volcano è morto. A breve il nome del lanciero. Non perdoneremo, non dimenticheremo”.

Il nome dell’assassino del toro è stato comunicato nell’arco di qualche istante: si tratterebbe di un certo David Rodriguez di Tordesillas, ma si parla anche di un Alvaro Martin. In fondo non è così importante.

Si sa poco di come è andata la mattanza, ma l’agonia di Volcano è durata diverse decine di minuti. Si sa che ha cercato come poteva di fuggire, di nascondersi ai lancieros – ma il Toro de la Vega non è fatto perché il toro vinca, e infatti Volcano è stato trafitto a morte. Gli attivisti sarebbero stati in gran parte trattenuti dal cordone di sicurezza, ma avrebbero cercato, anche loro come potevano, di raggiungere il luogo del massacro. Qui sarebbero stati aggrediti dai lancieros, che li avrebbero presi a sassate. Una ragazza, secondo quanto riportato da uno degli attivisti, sarebbe stata colpita in testa e portata via in ambulanza.

La comunità animalista internazionale ha nuovamente assistito attonita, e addolorata, al consueto scempio annuale che si è consumato nonostante le proteste, le petizioni (qui quella ufficiale, che comunque vi invitiamo a firmare e diffondere), gli appelli accorati, le manifestazioni di protesta.

Gli uomini coinvolti nel Toro de la Vega hanno atteso con ansia il momento in cui poter uccidere, in una delle maniere più sanguinose immaginabili, la vittima prescelta. Quest’anno era Volcano. L’anno scorso è stato Volante (circa venti minuti di agonia), quello prima Afligidio (oltre mezz’ora di sofferenza, prima di morire dissanguato).

Per settimane, i lancieros si sono allenati per affinare la loro abilità di tiro trafiggendo, in sella ad un cavallo, animali inermi. Un momento di questi allenamenti è immortalato nell’immagine che alleghiamo, pubblicata dall’associazione animalista spagnola Schnauzi.

Lo scorso sabato 14 settembre il movimento animalista spagnolo PACMA ha simbolicamente manifestato a Tordesillas, a partire dalle undici del mattino. È probabile che molti attivisti non abbandoneranno la città ancora per qualche ora, per rimanere vicini – con il cuore – all’unica vittima di questa “tradizione culturale”, ossia Volcano.

La manifestazione simbolica del PACMA ha previsto l’esposizione di centocinquanta figure di cartone, a simboleggiare la repulsione collettiva per un maltrattamento estremo spalleggiato dalla legge. Figure di un metro e sessanta di altezza che rappresentano le persone che dicono no, che dicono basta. Anche Madrid è pronta ad ospitare un corteo per piangere Volcano.

E anche Cristophe, il camionista francese divenuto celebre per aver adottato il toro da corrida Fadjen (di cui abbiamo ripetutamente parlato a questo link) ha mostrato la sua repulsione verso il Toro de la Vega con un’immagine emblematica, che riportiamo.

Infine, il collettivo AVAAZ ha presentato negli scorsi giorni 216.934 firme per chiedere l’abolizione della manifestazione. Luis Morago, direttore Avaaz, ha commentato: “Consentire, nel ventunesimo secolo, la persecuzione e la molestia in campo aperto di un toro e la sua brutale uccisione è una aberrazione di tale calibro di cui tutti noi spagnoli, e in particolare le autorità che la consentono, dovremmo vergognarci. Ma questa petizione con oltre 215,000 firme dimostra che la coscienza sta cambiando e che presto il potere dell’opinione pubblica prevarrà sulla brutale tradizione del Toro de la Vega”.

La Spagna, però, ha fatto come sempre orecchie da mercante e non ha mai dato segnali che l’amministrazione di Tordesillas volesse dare uno stop alla mattanza.

Se tutto è andato come nelle scorse edizioni, Volcano era probabilmente ancora in agonia mentre gli tagliavano i testicoli e la coda, che sono stati poi infilzati sulla cima della lancia del vincitore come simbolo di virilità.

Per noi, come simbolo di una vergogna senza confini.

Addio, fratello.

Foto: le prove dei lancieros contro un torello, la manifestazione di PACMA a Tordesillas, Fadjen e Cristophe contro il Toro de la Vega (fonte Schnauzi).

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6 Commenti

  1. ile popolo barbaro! la spagna è cancellata x me!

  2. Ma che cazzo fate? Cosa fanno questi?
    Ma che cos’è questo schifo?
    Senza senso, fuori da ogni grazia.

    Miserabili vigliacchi, vi si deve ritorcere contro ogni crudeltà!

  3. perché non cadono da cavallo e restano paralizzati quei due maledetti schifosi !

  4. E soprattutto non vogliamo stare in un Europa dove si fanno queste cose,solo la parte migliore degli italiani può cambiare le cose!

  5. io taglierei i testicoli di tutta quella gente che ancora approva queste barbarie sarebbero tanti bei trofei vergognatevi evitentemente sono persone che non hanno palle apposta usano quelle dei tori

  6. qui in Italia dobbiamo far sapere a tutti di questa barbarie, gli spagnoli hanno bisogno di noi, tutti sono contrari a questa cosa

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