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Romania: i cittadini protestano, la Corte Costituzionale sospende la strage, i media italiani tacciono

Non tutta la cittadinanza rumena è a favore del colpo di mano del governo Basescu, che solo qualche giorno fa ha approvato un provvedimento d’urgenza per sterminare i randagi presenti sul territorio (della questione abbiamo già parlato ampiamente in vari articoli che trovate qui).

Lo scorso 14 settembre, a Bucarest si è tenuta una importante manifestazione di protesta che ha visto la partecipazione di un migliaio di persone, in marcia per le strade cittadine assieme ai loro cani.

Contestualmente, anche a Stoccolma i partner svedesi di Save the Dogs, Hundhjalpen e DogRescue, si mobilitavano di fronte all’Ambasciata rumena.

E anche in Austria, Animal Care organizzava una protesta con tanto di corteo e cartelli coloratissimi.

Altra gente era nelle stesse ore riunita di fronte al Consolato rumeno ad Instanbul mentre a Costanza, in Romania, si protestava con un flashmob contro la legge ammazzacani.

Lo staff di Save the Dogs & Other Animals aggiorna febbrilmente la sua pagina Facebook con tutte le novità a disposizione, pubblica le foto della sterilizzazione gratuita di cinquanta cani a Mangalia ma, purtroppo, anche l’immagine straziante di cumuli di cani morti e ammassati a Sighet.

Già qualche ora prima aveva parlato di episodi di isteria collettiva che si concludevano con l’uccisione di randagi da parte di alcuni cittadini, precisando tuttavia che l’opposizione popolare alla barbarie di questi giorni, da parte degli stessi rumeni, c’è e in qualche modo si fa sentire. E sottolineando che la maggior parte della gente, purtroppo, è sostanzialmente indifferente a quanto sta accadendo.

Le città in cui la popolazione dei randagi è gestita da Save The Dogs (Cernavoda e Medgidia), tuttavia, paiono sotto controllo anche se “riceviamo molte telefonate aggressive da parte di cittadini che chiedono la rimozione dei randagi, anche quelli tranquilli e sani”, spiega l’associazione. “Stiamo affrontando la peggiore crisi da quando, nel 2010, l’ex sindaca uccise oltre 500 cani a Cernavoda, tutti sterilizzati”.

E si scopre intanto che molti rumeni che sostavano in fila di fronte al canile pubblico di Bucarest, negli scorsi giorni, fornendo la propria disponibilità ad adottare i cani reclusi (che hanno 14 giorni di vita prima di essere uccisi), avrebbero lamentato il mancato accesso ai cani e la possibilità di portarli via.

L’altra importante associazione italiana sul territorio, Lamento Rumeno, condivide a sua volta un contributo agghiacciante reso pubblico negli ultimi giorni, in cui si vede un piccolo cane dato alle fiamme.

Laura Pontini di Lamento Rumeno commenta: “Ho sempre portato nel cuore la speranza, il coraggio di lottare per loro, per le creature indifese, senza voce. Oggi mi sento devastata. Tanta violenza verso un essere vivente mi fa disperare. Chiedo aiuto. Vi prego, diffondete”.

Ma l’associazione a sua volta si dice vicina “a tutti gli animalisti rumeni che si stanno mobilitando per dire no all’eutanasia”, pubblicando foto delle manifestazioni di questi giorni.

In una nota datata 14 settembre, la ONLUS scrive: “Siamo quotidianamente, costantemente a contatto con i nostri collaboratori locali che si stanno coordinando con le altre associazioni operative sul territorio rumeno. In dodici anni di attività sul posto abbiamo avuto prova tangibile di quanto scarsi, pressoché nulli, siano l’interesse e la volontà da parte di chi è al potere di risolvere il problema del randagismo, di adeguarsi agli standard europei, di manifestare maggiore sensibilità verso le tematiche animaliste al fine di intervenire con protocolli eticamente accettabili evitando gli stermini di massa tristemente ricorrenti”.

“Abbiamo altrettanto ricevuto ampia documentazione in merito ai dati statistici su falsi in bilancio che portano all’utilizzo di fondi pubblici destinati alle sterilizzazioni (quasi o mai effettuate) per finanziamenti delle campagne elettorali”.

“Alla luce di ciò, pur ritenendo fondamentale l’impegno a sollecitare le autorità rumene verso una maggiore sensibilizzazione per la tematica in questione, ci rendiamo consapevolmente conto di come una realtà quale la nostra possa difficilmente andare a sradicare gli interessi economici e la grave corruzione profondamente radicati tra chi è al potere”.

Lamento Rumeno spiega che preferisce quindi, in maniera molto pratica, continuare le sue attività “dando luogo a iniziative che possano permetterci di provvedere alla cura, salvaguardia e mantenimento degli animali stessi”.

Andrea Cisternino, sulla sua pagina Facebook, pubblica un aggiornamento in cui spiega che anche a Kiev si protesterà – nella giornata di oggi – sia per i randagi ucraini che per quelli rumeni e provocatoriamente chiede, riferendosi ai grandi nomi del movimento animalista del nostro Paese: “E in Italia? Associazioni italiane, movimenti animalisti, avete mollato i randagi ucraini ma muovetevi almeno per quelli rumeni. Le uniche cose che vedo finora sono petizioni. Grazie!”.

E se il punto di vista del fotografo è condivisibile, va precisato che anche le grandi testate giornalistiche e le reti televisive italiane hanno dato alla questione rumena uno spazio oscillante tra lo scarso e il nullo.

Tanto Cisternino quanto Sara Turetta di Save the Dogs si trovano d’accordo su questo punto. “Alla TV italiane interessa solo parlare di randagi che sbranano e cani che morsicano”, è il commento amaro del primo.

“A Bucarest si è manifestato fino a sera inoltrata. La TV tedesca è andata a Bucarest per un reportage, in questi giorni: perché la TV italiana ignora i nostri comunicati stampa?”, gli fa eco la seconda.

Sfortunatamente, che blog come All4Animals (pur seguito da un pubblico numeroso) parlino della questione fa poca differenza. È importante che di quanto sta accadendo in Romania si abbia notizia su testate di tiratura nazionale.

Per ora, in Italia, continua un sostanziale silenzio – spezzato solo dalle proteste degli attivisti.

Intanto, in Romania succede l’impensabile: con un colpo di scena che forse in pochi avrebbero potuto immaginare, la Corte Costituzionale sospende almeno momentaneamente la legge ammazza-randagi resa effettiva dal governo Basescu. Ne ha dato notizia Geapress nella serata di ieri rifacendosi a quanto riferito da Save the Dogs. La sospensione sarebbe seguita al ricorso presentato ieri mattina, che sarà comunque riesaminato il prossimo 25 settembre. Non è certamente la vittoria della guerra, specie in considerazione del riesame previsto da qui a pochi giorni, ma si tratta comunque di un importante passo avanti ottenuto grazie ad un delicatissimo lavoro diplomatico con le autorità rumene. A votare a favore dello stop provvisorio sono stati ventinove senatori di tutti i partiti.

Ed ora si attende, col fiato sospeso.

Foto: la manifestazione a Bucarest (fonte Codruta Deea su Facebook), i cani uccisi ed impilati (fonte DCNews.ro) e il cucciolo dato alle fiamme (fonte DCNews.ro).

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5 Commenti

  1. Cara Marilena,

    me lo chiedo anch’io!

    Intanto sono fuggita da questi grossi/grassi nomi:

    “Pamela Anderson, P!nk, Eve Angeli, Chris Martin, Gwyneth Paltrow, Bea Arthur, Ed Asner, Alec Baldwin, James Cromwell, Dick Gregory, il Dalai Lama, Lydia Guevara, Emmylou Harris, Tippi Hedren, Benji Madden, Bill Maher, Jonah Matranga, Paul McCartney, Rue McClanahan, Grant Morrison, Morrissey, Martina Navrátilová, Conor Oberst, Mark “Barney” Greenway, Richard Pryor, Dennis Rodman, Alicia Silverstone, Dominique Swain, Alyssa Milano, Charlize Theron, Betty White, Roger Moore, Natalie Portman, Fiona Apple, Steve-O, Oliver Sykes, Natalie Imbruglia, Zara Whites, Rise Against, Tears Of Magdalena, Jorja-An Fox, Olivia Wilde, Jennie Garth, Kristen Bell, Bill Kaulitz, Tom Kaulitz, Jensen Ackles, Kesha, Kat Von D, Lea Michele, Frank Iero, Jessica Biel.”
    (= PETA).

    ***

    Poi, l’altro giorno mi arriva una mail dalla brambilletta. Stavo per risponderle male. Molto, molto, molto male.

    Dove sono? Sono nelle mani dei chirurghi estetici, a siliconarsi le tette e le orecchie a sventola! Sono a far finta di amare gli animali, ingozzati di soldi a palate e chiedendo soldi a noi… Sono a fare la loro miserabile scena; peccato per loro che LA REALTA’ non è sulle tessere elettorali, o sui DVD!
    Vadano a farsi EFFE!

    Un abbraccio,
    E.

  2. menomale qualcosa si è mosso però ha ragione andrea cisternino che le nostre grandi associazioni animaliste mettono in evidenza la cosa e così si spera che anche i nostri tg parlino di questa tragedia perchè il governo rumeno come quello ucraino si deve vergognare e tutti devono sapere di questa brutalità anche a chi dei cani non importa gran che ma sfido chiunque davanti a queste immagini a rimanere impassibile

  3. Si ringraziano tutte le persone che hanno contribuito con il loro impegno nel cercare in tutti modi di fermare questa sadica quanto inutile ecatombe di animali perpetrata dal governo criminale e sanguinario della Romania.

    Vorrei chiedere alle varie presunte associazioni (Pseudo)Animaliste milionarie, ma voi dove siete?
    Raccogliete i soldi solo per fare business ed ingrossare i vostri conti in banca?

    Non vi sembra di ingannare le persone con i vostri comportamenti ambigui?

    Date prova della vostra buona fede, intervenite in Romania altrimenti sparite!

  4. Seguo da anni con qualche modesto aiuto Lamento Rumeno, ho visto il video del piccolo cane dato alle fiamme e da allora non ho pace anche se sapevo benissimo di tutte le atrocità che si commettono in quei luoghi. Condivido ogni parola della Presidente di Lamento Rumeno e di Save the Dogs e mi chiedo anch’io come Andrea Cisternino dove sono le nostre grandi associazioni animaliste perchè davvero il loro silenzio è assordante. Quanto alla nostra stampa è troppo impegnata a inseguire le ridicole vicende berlusconiane. E allora, modestamente, lancio una proposta: perchè non scriviamo qualche lettera ai nostri giornali preferiti protestando per questo indegno silenzio?

  5. Condivido su Google+

    Mi chiedo se oltre l’ASSURDO vi sia altro.
    Grazie ai cittadini romeni che finalmente fanno sentire forte e chiaro il loro NU!

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