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Acquario di Rimini, quattro delfini sequestrati. ENPA: soddisfatti

“Accogliamo con soddisfazione la decisione della Procura della Repubblica di Rimini di effettuare il sequestro preventivo dei quattro delfini del Delfinario di Rimini. Il nostro plauso va al Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato, le cui indagini hanno portato a questo importante risultato. Per noi è solo l’inizio”.

Questo il commento di Enpa, Lav e Marevivo alla notizia, resa pubblica nella tarda serata di ieri, della decisione della Magistratura, dopo il sanzionamento nel mese scorso della prigione per animali, a seguito del riscontro di diverse irregolarità.

Da anni le Associazioni si battono per la chiusura dei delfinari e da luglio è attiva la campagna SOS Delfini promossa in Europa dalla Born Free Foundation che, dopo settimane di investigazioni, ha portato alla luce la realtà delle sistematiche violazioni delle norme europee e nazionali. (13 settembre)

DELFINARIO DI RIMINI. LAV, ENPA E MAREVIVO: SINDACO: GARANTISCA LEGALITA’ E APPLICAZIONE DELLE NORME. NO AD UN NUOVO DELFINARIO!

Le associazioni LAV, Enpa e Marevivo si appellano al Sindaco di Rimini affinché non conceda alcuna eventuale autorizzazione alla creazione – e chissà con quali tempi – alla realizzazione di un nuovo delfinario a Rimini. La struttura è infatti chiusa al pubblico dal mese di agosto, in seguito ad un’indagine svolta dalle associazioni scriventi e ad un’ispezione del Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato i cui esiti sono stati depositati presso la competente Procura della Repubblica. Le irregolarità contestate al delfinario dal Servizio Cites del Corpo Forestale hanno comportato sanzioni amministrative per un ammontare fino a 18.000 euro.

“Siamo certi che il Primo cittadino saprà farsi garante della legalità, anche in questa delicata fase – affermano LAV, Enpa e Marevivo – Del resto da lungo tempo abbiamo segnalato inaccettabili irregolarità in questa struttura, tanto da chiederne l’immediato sequestro e la sua chiusura definitiva, anche per esercizio abusivo delle attività al pubblico poiché la struttura non possiede i requisti previsti dalle normative vigenti in materia”.

“Le attività condotte all’interno della struttura non rispettano i dettami della normativa vigente in materia di detenzione di delfini e continuare a proporre spettacoli con gli animali oltre ad essere eticamente inaccettabile è vietato dalla legge – affermano LAV, Enpa e Marevivo – Chiediamo a questa città dalla forte attrazione turistica di fare un salto di qualità, risparmiando ai delfini la segregazione della cattività, e di non spendere un solo euro di denaro pubblico, di tutti i cittadini, per far sopravvivere questa inaccettabile prigione per mammiferi marini. La città e i suoi tanti turisti non hanno bisogno del delfinario”.

“E’ patetico che la struttura tenti di difendersi dicendo che attende dal Comune l’autorizzazione a costruire una vasca aggiuntiva, visto che lo poteva fare fin dalla sua apertura quasi 45 anni fa – affermano le associazioni – i delfinari inoltre non hanno alcun valore educativo né tanto meno scientifico come è ampiamente dimostrato dalle ricerche condotte in numerosi Paesi. Le associazioni richiedono inoltre che si proceda nei confronti degli altri delfinari di Riccione, Fasano e Torvaianica”.

Secondo le indagini svolte dalle associazioni nei delfinari, le prescrizioni previste dal Decreto Legislativo 73 del 2005 e del Decreto Ministeriale 469 del 2001 sono continuamente disattese, vi è manipolazione degli animali e contatto diretto con il pubblico, i delfini sono sottoposti a comportamenti innaturali e addestrati attraverso la deprivazione alimentare, non sono presenti le vasche di quarantena, gli animali sono sottoposti a rumori costanti gravemente invasivi quali quelli provocati dai motori delle pompe di filtraggio ed inoltre sono sottoposti ad un livello ed a frequenze di suoni altamente invasivi causati da concerti e manifestazioni ludico-circensi. Si effettuano inoltre pseudo programmi di pet therapy che sono del tutto vietati dalla norma, ignorando così le motivazioni sanitarie e di prevenzione dei potenziali rischi alla base della norma poiché i delfini, nonostante in cattività, sono e restano animali selvatici e molto pericolosi – non sono di certo pet -, sebbene costretti ad essere addestrati per compiacere il pubblico. Non vi e’, inoltre, alcuna evidenza scientifica relativa alla efficacia di simili progetti.”

Comunicato stampa di ENPA relativo al sequestro dei quattro mammiferi a seguito del decreto penale firmato dal gip del Tribunale di Rimini notificato nella giornata del 12 settembre scorso. Vale tuttavia la pena precisare che i mammiferi marini NON verranno rilasciati in natura, ma rinchiusi presso l’acquario di Genova.

Foto: archivio.

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Un commento

  1. Quel che è giusto, è giusto.

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