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Andrea Cisternino: “Romania come Ucraina, meno parole e più fatti”

È stata pubblicato stamattina il vibrante, giustamente duro punto di vista di Andrea Cisternino sui drammatici fatti della Romania.

Il governo Basescu, con un colpo di mano rapidissimo, ha approvato la legge stermina-randagi e nel Paese il destino dei cani senza padrone sembra aver già preso una piega disastrosa: le uccisioni non mancano, sia da parte degli addetti comunali, sia da parte di cittadini.

La situazione rumena somiglia inevitabilmente a quella ucraina, che Cisternino conosce molto  bene: il fotografo e attivista italiano vive a Kiev da anni e da tempo documenta meticolosamente i massacri ai danni dei randagi, iniziati prima di Euro2012 e continuati successivamente, in un doloroso e assordante silenzio mediatico e istituzionale.

È quindi più che comprensibile che sia proprio Andrea a mettere in luce le innegabili analogie tra Romania e Ucraina, sia nella gestione del problema randagismo, che nelle strumentalizzazioni mediatiche, che nella giustificazione ormai “ben digerita” della violenza verso gli animali. Al contempo, l’attivista coglie l’occasione per evidenziare, senza troppi giri di parole, la virulenza verbale (senza seguito concreto) di molti, troppi.

“Buongiorno ragazzi, vedo in pagina per il disastro romeno fiumi di commenti, tutti che vogliono aiutare, tutti che vogliono risolvere il problema, tantissimi che insultano un popolo e poi, come succede da due anni per la mia battaglia ucraina, quando chiedi realmente aiuto il 95% non fa niente e migliaia di randagi ucraini sono stati massacrati nell’indifferenza di troppa gente”, esordisce Cisternino.

“Scrivere su di una pagina Facebook è una cosa, aiutare concretamente è un’altra. La scusa per iniziare il massacro è stata quella di un bambino ucciso dai randagi: allora se il metro di giudizio è questo perché quando un pedofilo uccide un bambino non si uccidono tutti i pedofili?

Perché quando un uomo violenta e uccide una donna non si uccidono tutti gli stupratori?”, continua provocatoriamente. “Solo perché sono umani e agli umani (che sanno cosa fanno e che stanno facendo del male) si dà una seconda possibilità. Agli animali no, gli animali non hanno diritti perché… non parlano”.

“Io sono più di due anni e mezzo che documento le stesse cose che fanno ora in Romania, ma a parte le chiacchiere e commenti sterili non ho visto altro. Ognuno purtroppo deve portare avanti le sue battaglie da solo, e questo l’ho capito in questi anni ucraini: solo pochi ti aiutano, la maggior parte parla e poi nulla”, è l’affondo più che giustificato di Cisternino, che realmente si trova ad affrontare da solo, con pochissimi appoggi, la “guerra ai cani” in Ucraina.

“I politici sono i responsabili di queste cose. I politici eletti dai popoli decidono la vita e la morte di creature innocenti, i politici corrotti uccidono perché si fottono i soldi che vengono stanziati per risolvere questi problemi: succede in Ucraina come in Romania e i politici non si mettono uno contro l’altro”, continua l’attivista. “Come ho detto la Romania fa parte dell’Europa ma i politici europei tacciono. Le TV non trasmettono le urla di dolore dei volontari romeni come non lo fanno per quelli ucraini, i TG trasmettono solo notizie di randagi che “sbranano” umani ma non spiegano di chi è la colpa per quello che succede, non spiegano la corruzione che c’è dietro queste atrocità e così la gente dà la colpa agli animali e li uccide, rendendosi complice di questi massacri. I politici fanno fare il lavoro sporco ad altri e ne escono sempre puliti”.

E invita: “Protestate verso le TV che non trasmettono queste tragedie, protestate verso i politici consenzienti che non muovono un dito per evitare questi massacri gratuiti, protestate perché i media denuncino come stanno realmente le cose, protestate perché la vita va rispettata, che sia umana o animale. Non perdete tempo a insultare popoli ma datevi da fare, aiutate concretamente persone come Sara Turetta o altre che operano sul territorio, non siate sterili come avete fatto per i randagi ucraini: i randagi ucraini sono stati lasciati da soli a crepare, non fate che succeda anche con quelli romeni”.

Cisternino evidenzia successivamente, e con comprensibile durezza, il disinteresse delle autorità rumene in merito alle proteste popolari: “Per la Romania sono anni che si firmano petizioni ma non sono servite a niente. I signori potenti non ascoltano, non gliene frega un cazzo di voi, loro decidono e loro uccidono, come succede in Ucraina”.

E continua mettendo sul piatto le esperienze che ogni attivista sul campo è costretto, suo malgrado, a vivere direttamente: “La maggior parte di voi non sa cosa significhi vedere un randagio che muore soffocato dal veleno, non sa cosa vuole dire prendere in braccio un randagio sparato e correre verso un ospedale con il suo sangue che ti cola sulle mani e sui vestiti, non sa cosa vuole dire sentire le urla strazianti che ti trafiggono il cervello di un randagio che sta morendo mentre tu ti affanni a cercare di strapparlo alla sua morte. La maggior parte di voi non sa cosa vuole dire perdere una battaglia e vedere un randagio che avevi salvato colpito per la seconda volta e ucciso, non ha mai visto i volontari piangere disperati accanto alle creature che hanno sfamato e protetto per anni mentre queste sono immobili sul terreno, abbandonate dalla vita. Non sa cosa significhi raccogliere con i volontari i cadaveri di decine di animali uccisi solo perché colpevoli di essere randagi. I video sono una cosa, viverlo direttamente è un’altra. In Romania questa cosa succede da anni, ma sembra che stia succedendo solo ora: quante petizioni avete firmato per i randagi rumeni? Aiutate queste creature rumene e non fate gli gnorri come per quelle ucraine – e chiaramente mi rivolgo a quelli che oltre i commenti non sono mai andati”.

“Quante persone mi dissero “veniamo con i camion a prendere i cani e li portiamo via”, quante persone mi chiesero di potere adottare un randagio ucraino e poi sparirono, quante persone mi hanno scritto suggerimenti per dirmi come risolvere il problema ucraino o per dirmi che fare e poi loro stessi non hanno mai aiutato concretamente. Ho sentito troppe chiacchiere in questi anni, troppe, ma ho visto pochi fatti. Pazienza, però per i randagi rumeni fate fatti e non parole, fatevi sentire dai politici e protestate, protestate, protestate, anche se le tv non ne parlano il massacro continua e anche lì non usano maniere dolci o, come i politici dicono, “umane”. Vedere bambini che ridono vicino ai cadaveri di povere creature ammazzate vi fa capire cosa i politici rumeni raccontano alla gente, quindi offendete meno e aiutate di più. Qualcuno sarà d’accordo con me e qualcun altro no ma questo non vuole dire niente: scrivete meno e aiutate di più”.

Ricordiamo che in questo momento delicatissimo, in Romania, è importante supportare le associazioni che da anni lavorano sul territorio e che materialmente portano soccorso ai cani, come Lamento Rumeno e Save the Dogs. In particolare Lamento Rumeno segnala sulla sua pagina Facebook di stare coordinandosi “al fine di organizzare diverse iniziative con estrema urgenza” e chiede collaborazione: tutti i dettagli si trovano a questo link.

Sara Turetta di Save the Dogs, in una lunga nota pubblicata in data 11 settembre 2013 e intitolata “Una riflessione per chi vuole capire davvero”, afferma che la sua associazione sta in queste ore “lavorando ad un ricorso alla Corte Costituzionale, insieme alla Federazione rumena, per chiedere la revisione della legge”, gestendo “i rapporti a livello locale, dove abbiamo speso risorse ed energie immense e non vogliamo distruggere il lavoro fatto dal 2002”; sottolinea l’attivazione “di alcune persone a Bruxelles” ma anche che “non è bene rendere pubbliche tutte le mosse”, anche perché “manca fisicamente il tempo di informare tutti su tutto”.

“Aiutare noi significa aiutare i randagi rumeni”, conclude la Turetta, e invita a “far conoscere il più possibile quanto sta accadendo, sollecitare i media italiani a parlarne e donare anche piccole cifre a noi affinché la nostra azione sia sempre più forte e incisiva e ci siano i fondi per andare avanti”.

Nella foto: il parallelismo tra Ucraina e Romania, oggi (fonte Andrea Cisternino su Facebook).

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5 Commenti

  1. Dont kille Dogs! it dosent make sence! You country and Romanians are sucks! all people see what you guys do! so wrong!

  2. Patrizia, consulta queste pagine:
    Per aiutare Andrea Cisternino: http://www.iononpossoparlare.com/donazioni_it.htm
    Per aiutare Save the Dogs: http://www.savethedogs.eu/?cat=42
    Per aiutare Lamento Rumeno: http://lamentorumeno.org/come-aiutarci/

  3. Bravo Andrea, sempre con i tuoi commenti così appropriati: devi essere davvero una persona eccezionale per resistere a tutto quell’orrore. Spero che ti sia arrivato il mio contributo per il rifugio.

  4. Potreste darmi in indirizzo per aiutarvi concretamente grazie

  5. Nessuna parola, a parte GRAZIE a tutti i volontari, ad Andrea, agli “invisibili”.
    E GRAZIE a chi è morto, senza sapere perché.

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