Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti
Home / Cronaca / [VIDEO] UK: donna si tuffa per salvare un piccione ferito, nello scherno generale

[VIDEO] UK: donna si tuffa per salvare un piccione ferito, nello scherno generale

Si chiama Donna Boden la ragazza che, in Inghilterra, si è tuffata in un canale fangoso per soccorrere un piccione ferito. Il tutto nelle risa e nell’indifferenza di alcuni uomini sulla riva.

Il colombo, di giovane età, non riusciva a ritrovare la terraferma da solo e aveva assolutamente bisogno di aiuto: Donna non ha esitato un istante ad immergersi, vestita, nell’acqua fangosa e a raggiungerlo per prenderlo tra le braccia.

La sua azione di coraggio è stata filmata da una persona presente sul posto. Nelle riprese si sentono anche le costanti prese in giro di un uomo poco distante, che deride e offende Donna durante il recupero.

Il bullo scoppia a ridere quando la ragazza cerca di nuotare, invece di camminare, accorgendosi della presenza di vetri rotti sul fondo del canale. E quando Donna finalmente raggiunge di nuovo la riva, passa qualche momento prima che qualcuno l’aiuti prendendole il colombo dalle mani in modo che possa issarsi sulla terraferma. Cosa che fa da sola, nonostante sia stanca e infreddolita.

Commenta la soccorritrice: “Non potevo assolutamente stare a guardare quel povero animale affogare mentre tutti gli altri sembravano contenti di non fare nulla”.

Donna ha successivamente proceduto ad asciugare e rifocillare il piccione salvato, mentre i bulli sorseggiavano i loro drink, ignorandola.

“Il colombo si è asciugato, e gli abbiamo dato da mangiare briciole di biscotti secchi. Ha bevuto un po’ d’acqua da una ciotola”, spiega la Boden, sollevata.

Il video che mostra questo salvataggio mette in luce non solo una storia a lieto fine, ma anche la codardia dei bulli, bravi a ridere e a sfottere ma incapaci di intervenire con azioni concrete.

Ringraziamo Donna e tutti gli eroi silenziosi come lei per quello che fanno ogni giorno.

Foto: archivio.

© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

8 Commenti

  1. Perdonami, Marilena, ma non credo competa a TE giudicare lo spirito attraverso cui condividiamo con i nostri amici le nostre esperienze.

    Scrivi che “l’amore non ha bisogno di essere giustificato nè spiegato. […]”
    Nei miei aneddoti hai notato forse una qualche forma di auto-beatificazione? Non mi pare di essermi “lodata e sbrodata”, come si dice dalle mie parti.
    Quindi, il tuo insegnamento… non è un insegnamento, ma una contestazione, un voler pre-giudicare il sano spirito di voler condividere piacevolmente con gli altri il mio vissuto.
    E nulla più.

    Ancora: “[…] Quindi amici che amano gli animali non ci affanniamo a spiegare e giustificare ciò che proviamo nei loro confronti, gli animali capiscono e ciò ci dovrebbe bastare.”.

    E chi si “affanna”? Chi si “giustifica”, Marilena?
    Potrei raccontare (senza affanni, ne’ giustificazioni), di tante esperienze, (della mia fanciullezza, della mia maturità, di mia madre… esperienze concernenti animali ed anche umani), e, credimi, lo farei con lo stesso entusiasmo sincero che si prova quando si racconta agli amici qualcosa di sé, rendendo gli altri partecipi delle proprie vicende, senza assurgermi a “Maestra d’amore”, ma con schiettezza e senza nemmeno pormi il dubbio che a qualcuno dia fastidio… tantomeno agli animali, i quali, sì, non hanno bisogno di PAROLE, ma di riconoscere nell’umano almeno un briciolo di onestà.

    Saluti.

  2. Bravissima Elisabetta!
    Ti capisco bene Paola.

    Purtroppo sono proprio questi individui ad aver portato questo mondo alla distruzione.

    Fa piacere nel leggere di persone come questa Donna, grazie!

  3. L’amore non ha bisogno di essere giustificato nè spiegato. L’amore è amore sia per un essere umano, un animale, un luogo. Quindi amici che amano gli animali non ci affanniamo a spiegare e giustificare ciò che proviamo nei loro confronti, gli animali capiscono e ciò ci dovrebbe bastare.

  4. Cara Paola,

    so che mi comprendi (e ringrazio gli amici di A4A, che ci chiama “eroi silenziosi”… anche se personalmente non mi sento un eroe).

    Purtroppo è vero, quanti NON amanti degli animali non sanno che non siamo sempre qui, a commentare, ma che ci adoperiamo per salvare vite, non solo vite animali, ma anche umane… ed è proprio questa, l’accusa che spesso ci viene mossa: “pensate a quanti bambini muoiono di fame!”. Che tristezza! Anni fa dovetti tenere la lingua a freno, di fronte ad una pulzella la quale mi rinfacciava i bambini che muoiono di fame, poiché ero disperata per aver perduto il mio amato cane Halki. Non solo, mi urlò (sì, urlò indignata…!):
    “Vai a confessarti SUBITO!!! Quello che fai è un peccato GRAVEEE!”.
    Avrei voluto chiedere anche a lei COSA facesse per quei bambini, sebbene sapessi già che una donna tanto piena di stizza e spocchia facesse ben poco, o nulla (è l’atteggiamento tipico di individui intrisi di bigottismo, incapaci di vedere il mondo in modo creativo/divergente ed ampio, incapaci di recepire il vero messaggio cristiano, ma chiusi nelle formule/favolette come schiavi piccoli, beati del loro status).
    Io sono credente ed oggigiorno pare ci si debba “vergognare” nell’ammettere di credere in Dio, ma non me ne preoccupo; il mio credere non si sofferma alle formule, alla simbologia, alle icone e soprattutto va oltre i Dogmi.
    Il mio essere credente mi ha portato fuori dalla Chiesa, mi ha portato sulla strada, ove faccio il mio possibile per mettere in atto semplicemente questo: il senso francescano di fratellanza ed non discriminazione fra l’uomo e tutto il creato (non il distacco dal mondo e dai suoi abitanti!).
    Non sono mai soddisfatta di me; mi sembra di fare troppo poco per i miei fratelli che soffrono (animali e non). E, come te, vorrei avere braccia lunghissime, vorrei che lo Spazio fosse davvero un concetto e fosse malleabile, a seconda delle contingenti necessità, E vorrei avere un mucchio di soldi, perché alla fine, per FARE, si necessita anche di AVERE… e penso a quanti anziani, ad esempio, debbano essere privati della consolazione di avere con sé un animale per non sentirsi inutili e soli!
    Gli amici? Le amiche? Ne ho trovati più QUI che non nella mia vita “reale” 🙂
    E, naturalmente, i miei migliori amici sono loro, gli animali.

    Un abbraccio e grazie anche a te, “eroe silenzioso” (che non ti senti affatto tale, vero? 😉

  5. Elisabetta hai scritto un commento bellissimo e non hai idea di quanto ti capisca. Come te ho pochi amici ma quei pochi sono VERI. L’anno scorso ho perso il mio amato gatto, di soli 8 anni. Ero all’estero e sono rientrata apposta per vederlo prima che se ne andasse. Alcuni hanno capito e approvato. Altri hanno preferito fare battute imbecilli e fuori luogo mettendo in luce la loro limitatezza. Anche a me andrebbe bene così, ma mi preoccupano le conseguenze sugli animali di cui sembrano non avere alcuna considerazione.
    Un abbraccio a te, a Donna e alle persone come voi.

  6. Un motivo in più, Roberto, per non volgere lo sguardo da nessuno dei nostri fratelli.

  7. Se penso che ci stiamo ammazzando tra esseri umani….

  8. Ero una bambina, quando (eravamo in macchina), il padre di una nostra amica ci fece recitare il Santo Rosario, dicendoci: “Dedicate questo Rosario a qualcuno che amate.”.
    Il giorno precedente avevo perduto la mia splendida amica Chiarina, un’oca che era mia compagna di giochi, di risate e di corse.
    Quando l’uomo mi chiese per chi avessi recitato il Rosario, io risposi: “Per Chiarina, che è morta ieri.”, fra il dileggio generale dei presenti.
    Abbassai lo sguardo mi girai verso il finestrino dell’auto e piansi, senza proferire una sola parola. Per la prima volta nella mia vita, capii che ero “diversa” da loro.
    No, non “speciale”; semplicemente ero diversa.
    Oggi, da adulta, non esiterei a gettarmi anche nel fuoco, per salvare una vita.
    Ne’ mi ferirebbero gli scherni degli astanti. Quelli, anzi, mi renderebbero più determinata e forte.
    Pochi giorni fa ho salvato un gattino, arrampicandomi su un albero. Era terrorizzato, non si muoveva dal ramo, ove era aggrappato. Ma non ho ceduto; sono rimasta lì finché non sono riuscita a portarlo giù con me, al sicuro.
    Non ho avuto molte amiche, nella mia vita, ma le poche che ho avuto e che ho mi vogliono bene per come sono, senza ridere di me, quando salvo i ragni, o i gatti finiti sugli alberi.
    Va bene così… mi va bene così.

    Un abbraccio a voi, amici cari.
    E.

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Più info | Ok, Accetto!
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com