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Passo avanti Cina: 150 farmacie dicono stop alla bile di orso

Rappresenta un piccolo grande passo avanti, quello delle 150 farmacie cinesi che hanno deciso di boicottare i prodotti a base di bile di orso.

La vicenda è diventata di dominio pubblico alcuni giorni fa, quando l’importante associazione animalista Animals Asia (famosa soprattutto per i numerosissimi salvataggi di orsi della luna, imprigionati nelle famigerate “fattorie della bile” asiatiche) ha festeggiato i suoi primi quindici anni di attività: contestualmente, e proprio nel corso delle celebrazioni che si sono tenute nella città cinese di Chengdu, 150 farmacie hanno annunciato il loro stop alla vendita di prodotti a base di bile di orso.

Vale la pena ricordare che, attualmente, oltre 10,000 orsi sono ancora detenuti nelle fabbriche della bile cinesi. Altri 2400 orsi si trovano imprigionati nelle strutture del Vietnam. Gli orsi vengono regolarmente munti della loro bile, utilizzata nella medicina tradizionale asiatica: ne avevamo parlato in questo dossier.

Rinchiusi in gabbie strettissime, nelle quali non riescono neppure a muoversi, gli orsi vengono torturati con cateteri luridi che provocano infezioni dolorosissime.

L’intenzione di Animals Asia è, oggi come quindici anni fa, quella di continuare ad operare fino a che l’ultima fabbrica di bile non sarà chiusa, e tutti gli animali detenuti al suo interno liberati, e fino a che cani e gatti non saranno più considerati pietanze da consumare.

Nonostante le brutali notizie che troppo spesso arrivano dalla Cina, il movimento animalista si è intensificato in maniera notevole negli ultimi anni proprio grazie all’opera di sensibilizzazione portata avanti dalle associazioni antispeciste che lavorano sul posto.

La speranza di Animals Asia – e degli attivisti per i diritti animali di tutto il mondo – è che la consapevolezza e la sensibilità cinese nei confronti dei “fratelli minori” continui a crescere.

Le 150 farmacie che hanno detto basta alla vendita di prodotti a base di bile di orso rappresentano una vittoria notevole, soprattutto se si pensa che, nel 2010, le strutture a muovere questo passo erano state solo 33.

Ad oggi, undici catene di farmacie e 260 strutture indipendenti hanno bandito la vendita e la prescrizione di prodotti di questo tipo.

Nel corso delle celebrazioni dello scorso agosto, il professor Liu Zhen Cai, luminare della medicina tradizionale cinese, ha dichiarato: “La nostra medicina è sempre stata definita gentile. E allora dobbiamo essere gentili. Non è corretto, e non è umano, fare del male agli animali per guarire le persone”.

Foto: repertorio (fonte Wikimedia).

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3 Commenti

  1. Speriamo si allarghi questa tendenza verso soluzioni senza l’impiego né lo sfruttamento degli animali soprattutto in questi posti.

    Non conosco questo dott. Cai, ma credo che la sua affermazione possa essere un ottimo consiglio e un buono spunto di riflessione per agire meglio.

  2. Sono d’accordo con Sergio.

  3. E’ un piccolissimo passo avanti 150 farmacie in un Paese come la Cina sarà forse uno 0,0001% delle farmacie eostenti…. accontentiamoci per adesso, ma manteniamo alta la guardia

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