Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti
Home / Addii / Termoli: randagia muore avvelenata, il suo compagno la veglia tutta la notte

Termoli: randagia muore avvelenata, il suo compagno la veglia tutta la notte

Si chiamava Titta, la cagnolina randagia avvelenata a Difesa Grande, Termoli. La cagnetta è stata trovata ormai senza vita in mezzo alle sterpaglie, in un quartiere periferico.

A permettere la scoperta dei resti è stato Ercolino, un altro cane randagio, inseparabile compagno di Titta. Ercolino ha vegliato il corpo della cagnetta per tutta la notte e poi, la mattina seguente, ha cercato una donna che era solita prendersi cura di loro.

Secondo quanto riportato da Primonumero che diffonde la notizia, il randagio sembrava impazzito, e ha fatto in modo di farsi seguire dalla volontaria fin dove giaceva il cadavere di Titta.

La volontaria non ha potuto fare altro che constatare la morte della cagnetta, e immediatamente dopo contattare la locale sede OIPA. La responsabile dell’associazione ha raggiunto il posto assieme ad un veterinario dell’ASREM, e i resti di Titta sono stati trasferiti all’Istituto Zooprofilattico per definire le esatte cause della morte. Pare non esserci alcun dubbio, tuttavia, che si sia trattato di un avvelenamento intenzionale.

Spiega OIPA: “Il sindaco deve provvedere entro 48 ore ad apporre una cartellonistica specifica che indica la presenza di polpette avvelenate nella zona e dunque la situazione di pericolo”.

Già di recente erano stati segnalati casi di avvelenamento di animali a Campomarino e a Campobasso.

Foto: repertorio (fonte Ben Stoney-Flickr).

© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

5 Commenti

  1. UTILI – ANCORA:

    http://www.federfida.org/index.php/leggi-tutela-animali/comuni

    ***

    *** Fac-simile di denuncia per maltrattamento/uccisione mediante VELENI ***
    (il reato è ancora più grave e sono coinvolte non solo le leggi moderne sul maltrattamento di animali, ma persino un Regio Decreto del 1934!)

    Ill. mo Sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di ……
    e p.c. Al Comando Stazione carabinieri di ……….
    – Oppure al Commissariato della Polizia di Stato di……….Oppure al Comando della Stazione Forestale di……………Oppure al Comando della Guardia di Finanza di…………..Oppure al Comando di Polizia Municipale di ……..Oppure al Comando di Polizia Provinciale di …………….(se si consegna direttamente all’ Organo di Polizia, va indicato solo quello prescelto).

    La/Il sottoscritta/o……(generalità complete:dati personali, domicilio e recapito telefonico) espone quanto segue:

    Il giorno………… alle ore………. in località……….. del Comune di………… ha assistito / è venuta/o a conoscenza (esposizione dettagliata dei fatti cui si è assistito integrata il più possibile da elementi come numeri di targa di automobili, testimoni, fotografie, riprese video, numero e descrizione degli animali colpiti).

    Trattasi di illecito ai sensi:

    del Regio Decreto 27 luglio 1934, n. 1265 “Approvazione del Testo Unico delle Leggi Sanitarie”, art. 146, che punisce la distribuzione di sostanze velenose;
    dell’articolo 544-ter del Codice penale (Maltrattamento di animali) “Nuove norme contro maltrattamento degli animali” che ha provocato grave strazio (o sta continuando a provocare grave strazio) all’animale;
    (se l’animale di proprietà citare anche la violazione dell’articolo 638 del C. penale, che punisce l’uccisione o il danneggiamento di animali altrui);
    degli articoli 21, comma 1, lettera U) con la sanzione prevista dal seguente articolo 30, comma 1, lettera H della legge 11 febbraio 1992 n.157.
    Si chiede di accertare e perseguire penalmente i responsabili anche al fine di non permettere che il reato possa essere portato a ulteriori conseguenze, di disporre l’urgente tabellazione della zona interessata perindicare il pericolo esistente per uomini ed animali e la conseguente bonifica ambientale.

    Si allega (se ne avete disposizione) referto autoptico e/o referto sulle sostanze rinvenute nella zona,redatto da ………………………… e/o certificato veterinario redatto dal Dr………………………………… con sede in ……………………………

    Si chiede di poter essere portata/o a conoscenza di un’eventuale archiviazione ai sensi dell’articolo 408 del Codice di Procedura Penale.

    Si ringrazia.

    LUOGO, DATA, FIRMA (da apporre nel luogo e nel momento di deposito dell’atto)

  2. Si sa qualcosa del piccolo Ercolino?
    Poi, credo che molti Sindaci debbano studiare le Leggi!

    ***

    MALTRATTAMENTI / VELENI

    Cosa stabilisce quali siano i casi di “maltrattamento di animali”?
    Se credete che basti veder picchiare un animale per poter parlare di maltrattamento, vi sbagliate. Essere denutrito, essere costretto a vivere in uno spazio angusto e che limita i bisogni fondamentali quai movimento minimo, luce, aria e così via, rende un animale maltrattato. Alcuni esempi? Un cane alla catena e con la catena troppo corta per muoversi liberamente e/o in assenza di un riparo per proteggersi dal caldo o dal gelo; un cane visibilmente malato o denutrito; persone che chiedono elemosina “sfoggiando” al loro fianco un cane scheletrico.
    Chi maltratta un animale commette un reato e in base alla Legge 189/2004 può essere punito con l’arresto fino a 1 anno, o con un’ammenda sino a 10.000 euro: le leggi 281/1991 e 189/2004 stabiliscono che è vietato abbandonare, picchiare, uccidere un animale, così come costringerlo a vivere in condizioni incompatibili con le peculiarità e i bisogni propri della specie a cui l’animale appartiene. Nei casi di maltrattamento più particolari, occorre considerare anche le leggi regionali e i regolamenti comunali.
    Che fare se si trovano cibi sospetti in strada (veleno? esche/bocconi avvelenati?)
    Segnala il tutto a un veterinario e agli organi di Polizia Giudiziaria, subito! Leggi i dettagli nella scheda utile di riferimento. Se i veleni/bocconi avvelenati si trovano nella tua zona o condominio, segnala pubblicamente il tutto (si veda il relativo fac-simile)
    Cosa fare quando si trova un animale selvatico o di affezione morto con sospetto di avvelenamento?
    Porta l’animale da un veterinario e poi segnala il tutto alle autorità (polizia, carabinieri, etc.), meglio se avendo con te il referto del veterinario. Qualora tu incorra in un’esca o boccone avvelenati, NON manipolarli a mani nude e inoltre ponili in sacchetto di plastica, da far poi recapitare alla Polizia Provinciale. Si veda anche la scheda utile di riferimento.
    Come si riconoscono le esche avvelenate?
    Le esche spesso si presentano in varie forme, leggi tutto nella scheda utile di riferimento.

    SOURCE: http://www.federfida.org/

  3. E lui il randagio che fine ha fatto? Ancora in strada solo e disperato in attesa di morire come la sua compagna. Questo il destino di migliaia di randagi nel nostro Sud tanto decantato per le bellezze, il cibo, il mare, ma tremendamente crudele con i più deboli come gli animali.

  4. Purtroppo non crepano mai: speriamo solo che prima o poi capiti a loro di mangiare un po’ di quel veleno che sparpagliano qui e là! Però, dico io, non si poteva intervenire prima mettendo al sicuro i due cagnolini senza lasciarli in strada in balia ai soliti delinquenti?

  5. Che vigliacchi schifosi, ma stì aborti sociali non crepano mai?

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Più info | Ok, Accetto!
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com