Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti
Home / Appelli / Andria: cani del canile deportati a Trani. Le associazioni chiedono aiuto

Andria: cani del canile deportati a Trani. Le associazioni chiedono aiuto

“Cari Amici,

non ce l’abbiamo fatta.

Le nostre e vostre proteste non sono servite a nulla.

I nostri 55 cani sono stati deportati.

Per loro ora è iniziata una vita ‘non vita’ chiusi in celle dove nessuno li cura, li guarda o gli fa una carezza, ma soprattutto dove nessuno si curerà di trovar loro una casa.

Con lo sguardo staranno cercando l’uomo speranzosi di ricevere attenzioni ma gli unici sguardi che troveranno saranno quelli di uomini a cui non importa niente di loro, se non mantenerli vivi per avere in cambio pochi euro dal Comune. Non possiamo aggiungere altro.

Non dimenticheremo mai e poi mai quegli sguardi pieni di paura quando è arrivato il momento del trasferimento.

Non sono servite le nostre carezze per tranquillizzarli. Sapevano che stava accadendo qualcosa di brutto. Ci vedevano piangere. I loro cuori battevano forte.

Pensate ai loro occhi, pensate a quello che provavano in quei momenti, pensate alla fiducia che riponevano in noi dopo tutto quello che già avevano passato in strada.

Guardate una dopo l’altra le foto dei piccoli, guardate i loro occhi, si legge tutta la paura e la tristezza che hanno, ma noi con un piccolo contributo possiamo ancora aiutarli e farli tornare a vivere.

Con l’adozione a distanza abbiamo la possibilità di far uscire i cani da quel luogo e portarli in un posto sicuro.

Si possono creare piccoli gruppi di 2/3 persone per dividere la spesa mensile per ogni cane.

Per te sarà un caffè in meno al giorno ma per lui sarà la vita.

ADOTTA A DISTANZA UN CANE DI ANDRIA

Il costo mensile per la pensione è di 75 euro: 3 mamme/papà potranno adottare uno dei nostri cagnetti andriesi sostenendo una spesa mensile di soli 25 euro a testa e avranno aggiornamenti costanti sul cane adottato a distanza.

Grazie ancora per le mail che avete mandato, speriamo continuiate ad aiutarci, anzi, ad aiutarli.

Per informazioni contattare:

Veronica 3356820245 (dopo le 18)

veronica-costa@libero.it

COMUNICATO STAMPA

Andria (BAT) – Il comune sceglie la deportazione di 55 cani presso la struttura Dog’s Hotel di Trani

Lega Nazionale per la Difesa del Cane: la triste situazione di Andria è il risultato di anni di cattiva gestione del fenomeno del randagismo da parte delle autorità competenti che a quanto pare persevera.

Sabato 27 luglio inizierà la deportazione di 55 cani alloggiati attualmente presso il canile “Favullo” convenzionato con il Comune di Andria. Gli animali saranno trasferiti presso l’altro canile convenzionato con il Comune andriese sito a Trani, il “Dog’s Hotel”. Nella srl nota alle cronache per la mancata ottemperanza della L.R. 12/95, gli animali sono detenuti in condizioni non idonee alle loro esigenze fisiologiche ed etologiche e ancor più grave, considerando la piaga del randagismo che dilaga in Puglia, ci sono cani non sterilizzati e femmine gravide.

Mentre il modello delle piccole e medie strutture diffuse sul territorio si afferma come uno dei pilastri per la prevenzione del randagismo insieme alla sterilizzazione, all’anagrafe canina, alle campagne di adozione, di sensibilizzazione e di informazione, il Comune di Andria preferisce sovvenzionare un canile con una “autorizzazione” sanitaria per 600 cani, anziché continuare a tutelare il lavoro che da anni la sezione della Lega del Cane locale svolge sul territorio in collaborazione con il canile “Favullo” che di cani ne ospita circa 300, mantenendo una media annuale di adozioni pari a 100.

Non possiamo credere che solo un criterio di economicità sia alla base della scelta del Comune di Andria: un risparmio di 5 centesimi al giorno a cane costituirà la differenza tra il purgatorio e l’inferno e decreterà una lista con 55 nomi che inevitabilmente cambierà il destino di 55 animali.

Le mega strutture, se inizialmente possono garantire un “prezzo” al ribasso, nel medio e lungo termine sono molto più costose di quelle a misura di cane. Infatti, come le recenti esperienze insegnano, i gestori di queste inumane prigioni non hanno alcun interesse alla risoluzione del problema “randagismo”, che rappresenta per loro una lauta e inesauribile fonte di guadagno. L’intera vicenda è significativa in quanto delinea il preoccupante fatto che per il Comune di Andria gli animali sono considerati alla stessa stregua di oggetti da recapitare al “migliore offerente”, non considerando il trauma che i cani subiranno con il trasferimento.

Al Sindaco Nicola Giorgino ricordiamo che non sempre quelle apparentemente più economiche sono le soluzioni migliori e il benessere dei cittadini, e degli animali, per l’organo monocratico a capo del governo di un Comune, deve essere la norma di tutti i provvedimenti. Pertanto, i cani non sono rifiuti da conferire in mega discariche a un tanto al kg ma cittadini del proprio territorio e come tali soggetti di diritto.

Il problema del randagismo va risolto localmente come è stato fatto in buona parte della nazione dove la legge viene applicata. Mentre la situazione di Andria è il risultato di anni di cattiva gestione del fenomeno da parte delle autorità competenti che hanno operato in assenza di una seria politica di controllo delle nascite, di identificazione e iscrizione di tutti i cani nell’anagrafe regionale nonché di vigilanza da parte degli Enti preposti.

Nondimeno, anche in caso di “trasferimento”, il Sindaco rimane il responsabile dei cani prelevati sul proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni e deve obbligatoriamente effettuare verifiche periodiche sullo stato di salute e benessere dei propri animali, non meno di una volta l’anno; dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di salute e benessere degli animali al Consiglio Comunale anche nel rendiconto della gestione. Crediamo che la decisione dei vertici del Comune, oltre che provocare un grave danno alla salvaguardia del benessere degli animali, sia lesiva dell’immagine della città agli occhi dell’opinione pubblica nazionale.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane continuerà la sua battaglia di civiltà, legalità e trasparenza nelle sedi più disparate, anche attraverso pubbliche denunce di informazione in merito a quanto accadrà.”

Nota pubblicata da ENPA su Facebook.

Foto: uno dei cani deportati (fonte ENPA su Facebook).

© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Più info | Ok, Accetto!
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com