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[MAIL BOMBING] Olbia: l’asinello costretto a fare da manichino vivente per i turisti

“Un tappeto verde a simulare il prato, un poster che raffigura un nuraghe e un piccolo recinto di legno. Dentro, l’asinella Belen.

La potete trovare tutte le sere nel trafficatissimo e rumoroso corso Umberto I ad Olbia, tra bancarelle e musica assordante. Centinaia di mani che toccano, bocche che ridono e se vuoi, per 5 euro puoi farti una foto con lei e portarti a casa il ricordo più finto ma anche più triste della tua vacanza in Sardegna.

Ecco a cosa serve Belen, asina “salvata” dal macello. A tirar su qualche soldo nelle afose serate estive.

Messa in mostra in quel patetico teatrino, usata come un oggetto qualsiasi, costretta a subire il rumore assordante della musica e del vociare della folla, Belen deve evidentemente ripagare in qualche modo il fatto di essere ancora viva.

Come LAV, attraverso il nostro ufficio legale, abbiamo mandato agli enti competenti una richiesta di accertamenti e, motivando il maltrattamento dell’animale, anche l’immediata sospensione di questa “attività commerciale” (pare che tale sia definita).

Giorni di telefonate ed ecco, finalmente, un responso telefonico da parte di una scocciatissima Polizia municipale: “Signora, è tutto in regola. L’asino è tenuto bene”. La mia temperatura si alza di parecchi gradi, sciorino il codice penale, mi infiammo, argomento…. “Mi ridia il suo numero che la faccio chiamare dal Comandante”. Sto ancora aspettando la sua telefonata.

Intanto grazie ad Annalisa si continua a controllare la povera Belen, ieri sera è anche quasi scattata una rissa perché GUAI se fai qualche fotografia, come recita il cartello (consiglio corso accelerato di inglese).

Insomma, hanno i permessi, è tutto regolare, l’asino sta benissimo.

Naturalmente non ci fermiamo qua e andremo avanti legalmente…… ma anche voi, se volete fare qualcosa per Belen, scrivete al sindaco di Olbia, chiedendo la revoca del permesso……..

BASTA CON QUESTE SCEMPIAGGINI!

COMUNE DI OLBIA

Via Dante 1, 07026, Olbia (OT)

Staff del sindaco:

gmgiua@comune.olbia.ot.it

rdenisco@comune.olbia.ot.it

gmrussu@comune.olbia.ot.it

Posta Elettronica Certificata (P.E.C.)- comune.olbia@actaliscertymail.it

ATTENZIONE! USARE SOLO SE AVETE UNA PEC

Numeri di telefono:

Centralino: 0789.52000”

Originariamente scritto da Nadia V Zurlo su Facebook, a questo link.

***

Di seguito, l’opinione di LAV sulla questione.

“Premesso che a nostro parere la questione Belen è soprattutto di natura etica e apre il dibattito sul nostro modo di percepire gli altri animali e di rapportarci a loro – scrive la dottoressa Nadia Zurlo, responsabile nazionale LAV settore equidi –  continuiamo a sostenere con forza che il contesto urbano sia inconciliabile con il benessere di un equide, per quanto domestico. Mai nessun processo di abituazione potrà cancellare i bisogni primari di un essere vivente, così come le sue caratteristiche di specie”.

“Abbiamo chiesto un parere a due etologi, per ribattere scientificamente e con cognizione di causa alle dichiarazioni del dottor Mura – aggiunge la responsabile LAV settore equidi – Non solo l’etologia ha superato da tempo tesi fortemente orientate all’antropocentrismo e alla valutazione “umana” dell’animale, ma anche la giurisprudenza prende sempre in maggiore considerazione questi aspetti per l’accertamento del maltrattamento, nonostante il parere negativo da parte del servizio veterinario”. Infine, Nadia Zurlo si rivolge al sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli. “Desideriamo anche rivolgerci al sindaco di Olbia perché è attraverso le scelte della pubblica amministrazione che i cittadini possono essere guidati verso un corretto rapporto con gli animali – sottolinea Nadia Zurlo – E l’esposizione dell’asinella Belen non è una buon biglietto da visita per una città che potrebbe offrire molto di più ai suoi turisti”.

A rispondere dal punto di vista scientifico alla Asl sono il dottor  Francesco De Giorgio e la dottoressa José Schoorl dell’Istituto Internazionale di Zooantropologia (Olanda).  “Gli asini sono animali sociali, con esigenze collegate al loro percorso evolutivo di specie. Un asino mantenuto in regime di isolamento sociale non ha la possibilità di esprimere i suoi pattern specie-specifici, oltre a quelli individuali, questa condizione impatta gravemente sul suo benessere cognitivo, emozionale e sociale – scrivono gli etologi De Giorgio e Schoorl – I segnali di questo malessere sono spesso difficilmente osservabili, ma esistono e non tenerne conto, a causa di una scarsa predisposizione all’etica, rischia di mandare messaggi deviati e antropocentrici all’opinione pubblica.” Dopo questa introduzione generale, i due etologi si addentrano nella questione “Belen”. “Relativamente al caso dell’asina di Olbia, detenuta in isolamento sociale sia nel contesto quotidiano che nei momenti di fiera – affermano gli etologi – si possono ravvisare diversi elementi di maltrattamento: mancanza di un contesto sociale asinino adeguato, impatto sulla sfera emotiva dell’asina a causa dell’esposizione ad un contesto antropocentrico improprio, eccessivo contatto fisico con le persone e conseguente violazione delle aree di rispetto dell’animale“.

“La dichiarazione prodotta dall’ASL di Olbia – continuano Francesco De Giorgio e José Schoorl – evidenzia la scarsa conoscenza delle principali esigenze di specie di questo animale. Sarebbe interessante sapere a quali parametri, a quale check-list, a quale metodologia, bibliografia ed esperti fa riferimento la ASL di Olbia e soprattutto quali sono i parametri di riferimento in merito alla presunta felicità dell’animale nel contatto con i bambini. Oltre a questo, da un punto di vista educativo e pedagogico, la vista di un asino tenuto come un oggetto all’interno di un contesto inappropriato, può avere diversi effetti negativi diseducativi sui più giovani, che poi avranno immagini distorte della nostra coesistenza con gli animali. Siamo nel 2013, queste immagini vanno evitate e sostituite con altre immagini, grazie alle quali si possa sviluppare maggiormente il valore di cura dell’Altro e non l’uso dell’Altro. Il mondo sta subendo un forte cambiamento nella considerazione degli animali, si spera che anche Olbia se ne renda conto“.

AGGIORNAMENTI:

L’asinella è stata trasferita da Olbia alla cittadina di San Teodoro.

Nella foto: l’asinello di Olbia (fonte Nadia V Zurlo su Facebook).

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4 Commenti

  1. Che stupidaggine.
    Ma perchè fanno stè cose mah!

    Fatto adesso, 2 mail su 3 tornate indietro.

  2. francescamanimali

    adorata LAV, che sostengo da sempre!! ma…l’asinello ha un po di ombra? e acqua?

  3. ma che schifo queste persone! lasciate libera quella creatura metteteci voi in quel bok x i turristi.vergognatevi povera belen.

  4. Complimenti sinceri alla LAV, sempre attiva in questi contesti. Dubito che un Sindaco di una città turistica come Olbia si ravveda e faccia marcia indietro, ma pensando al futuro di Belen è bene non mollare la presa. Auguri Belen che tu possa ritrovare il tuo ambiente naturale

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