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Bergamo: botte da orbi al proprio cane, trovato immobile e avvolto in uno straccio

È un uomo anziano il proprietario di Iolanda, la cagnolina picchiata selvaggiamente a Rota Imagna, in provincia di Bergamo.

I cittadini del posto, che avevano assistito a più riprese ai maltrattamenti del proprietario nei confronti dell’animale, avevano ripetutamente segnalato il problema alle autorità – che però tardavano ad intervenire.

Lo scorso martedì, ad ENPA è arrivata notizia che la cagnetta era stata picchiata con tale violenza da non camminare più e rimanere immobile, avvolta in uno straccio.

“Di fronte all’ennesimo maltrattamento abbiamo temuto per la vita del cane e abbiamo chiamato i Carabinieri: ora Iolanda è salva e lentamente si sta riprendendo”, dichiara l’associazione.

A intervenire sul posto e recuperare il cane sono stati i Carabinieri su richiesta di ENPA. Il proprietario dovrà rispondere del reato di maltrattamento di animali, e l’associazione ha annunciato un esposto sostenuto dalle testimonianze dei residenti della zona.

La cagnetta Iolanda è ora seguita da una volontaria.

Foto: Iolanda (fonte EcoDiBergamo).

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8 Commenti

  1. Leggo: “I cittadini del posto, che avevano assistito a più riprese ai maltrattamenti del proprietario nei confronti dell’animale, avevano ripetutamente segnalato il problema alle autorità – che però tardavano ad intervenire.”

    Ecco, il solito lassismo, la solita maniera di “non volere rogne”, il solito odo di fare tipicamente italiano, di aspettare costantemente che arrivi “il peggio”, per poi interbenire…
    Che vergogna!!!
    Ed ecco che torno su un sito utilissimo, che i signori delle Forze dell’Ordine dovrebbero IMPARARE A MEMORIA, tutto, virgole incluse, zzzzzzzzzo!

    Vogliate copiare/incollare anche voi, amici cari, portatele IN TASCA, queste “parole”! Grazie.

    ART. 328 DEL CP: OMISSIONE O RIFIUTO DI ATTI D’UFFICIO

    Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
    Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a euro 1.032. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa. (Cassazione penale, sezione VI, sentenza del 3 luglio 2008, n. 27044)
    Il termine “rifiuto” indica, insomma, una manifestazione di volontà di non compiere l’atto legalmente richiesto e implica, pertanto, una previa richiesta di adempimento. Il reato sussite, cioè, quando il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, di fronte alla richiesta di compiere un atto del suo ufficio (insomma, il suo lavoro!), non risponde nel termine di legge per esporre le ragioni del consapevole rifiuto.

    L’autorità giudiziaria competente è il Tribunale in composizione collegiale (art. 33-bis c.p.p.) e si tratta di un reato perseguibile d’ufficio (art. 50 c.p.p.). Arresto e fermo non sono consentiti, ma previo interrogatorio può essere disposta come misura cautelativa la sospensione dal servizio (ex art. 289, comma secondo, c.p.p.).
    La sentenza di condanna per il reato in oggetto, comporta del resto anch’essa un’interdizione temporanea dai pubblici uffici.
    (*) La Corte di Cassazione ha ribadito che tutti gli organi di Polizia Giudiziaria sono competenti per i reati in materia ambientale e di tutela animali (Sentenza n. 1872 del 27 settembre 1991, 3° Sez. Penale).

    COSA FARE?

    In caso di comunicazioni che avvengono per via telefonica, è consigliabile registrare la comunicazione tra te e gli impiegati/ufficiali pubblici in questione. Segna in tutti i casi giorno e ora del rifiuto a intervenire e con tali dati recati personalmente presso qualsiasi ufficio di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia, Segreteria di Procura etc.) per sporgere regolare denuncia per mancato servizio pubblico o pubblica necessità.

    ATTENZIONE
    Non rivolgerti al personale della sezione di polizia giudiziaria a cui appartiene il pubblico ufficiale da denunciare, ma piuttosto a qualcuno di una sezione appartenente ad altra Forza dell’ordine: per es., se devi denunciare un carabiniere, recati presso una sede della Polizia di Stato o della Guardia di Finanza. E non dimenticare che, per questo tipo di reato, puoi anche rivolgerti direttamente alla Procura della tua città o provincia.

    Esempio illustrativo di richiesta d’accesso/diffida penale

    AL RESPONSABILE DEL SERVIZIO… DEL COMUNE DI…

    Il sottoscritto…,
    nato il … , a… e residente in… via… n°…

    Premesso che

    1. In data… racc.n… (o protocollo n… del… ) ha presentato a questo ente domanda avente ad oggetto…;
    2. a distanza di… mesi non ha avuto nessuna risposta scritta in relazione alla suddetta richiesta;
    tanto premesso e riportato, ai sensi e per gli effetti dell’art. 328 del codice penale, così come modificato dall’art. 16 della legge 16 aprile 1990, n. 86

    diffida

    il responsabile del procedimento del competente servizio a compiere l’atto del suo ufficio, o ad esporre le ragioni del ritardo entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della presente richiesta, con l’espresso avvertimento che, in difetto, sarà presentato un esposto alla competente autorità giudiziaria

    (Luogo e data)
    FIRMA

    SPURCE: http://federfida.org/index.php/domanderisposte/schede-utili/89-omissionerifiuto-atti-dufficio

  2. Il comportamento delle cosiddette autorità è davvero inqualificabile, ma stendiamo pure un velo pietoso su quello delle associazioni. Visto che la povera cagnolina veniva sistematicamente maltrattata perché le loro guardie ecozoofile non si sono attivate in prima persona e in tempi rapidi, visto che, in qualità di pubblici ufficiali, possono anche fare i sequestri?

  3. condivido tutto quello che ha scritto johnny
    Anzi aggiungo chissà che crepasse al + presto chi fa stè cose agli animali
    un abbraccio ai volontari

  4. qUESTO BRUTTO VECCHIACCIO VA PROCESSATO E CONDANNATO Non so come funziona l’interdizione a possedere animali, ma gli andrebbe senz’altro comminata. In ogni caso lo raggiungerà la sfiga sempiterna destinata a chi maltratta gli animali

  5. La vita è veramente ingiusta,in special modo per gli innocenti e che non possono reagire,così i vigliacchi ne apprfittano,e ancora peggio non vengono puniti,purtroppo questa è la vita,piena di ingiustizie io non ho più parole……….

  6. Probabilmente le autorità sono intervenute solamente in odore di sputtanamento mediatico, ed è stato “loro consigliato” di rispondere alla chiamata e fare ciò per cui sono pagati, per una volta almeno, visto che lo standard è fare finta di nulla riguardo questi casi (ma anche altri che riguardano le persone).
    Vergogna!

  7. francescamanimali

    se non si arriva a queste follie la autorità non intervengono.il mostro non avrà nessuna conseguenza??? dovrebbe essere interdetto a tenere animali.

  8. lurido schifoso muore tanta brava gente e questi esseri campano 100 anni che schifo

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