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A Prato, quanto costa la vita di 100 volpi? Quella di 331 caprioli

“Abbiamo appreso da canali non ufficiali l’esistenza della Delibera n.150 emessa dalla Giunta Provinciale di Prato in data 11.6.2013 per la caccia di selezione a 331 caprioli nel territorio provinciale, nel periodo compreso dal 15 giugno c.a. al marzo 2014. E’ del tutto evidente che la marcia indietro sulle 100 volpi, che a primavera – senza alcun motivo – dovevano essere urgentemente uccise e successivamente a luglio – senza alcuna vera spiegazione  – sono state risparmiate, era solo un contentino per quei cittadini che chiedono alla politica il rispetto dell’equilibrio ecologico del pianeta e la salvaguardia delle specie che lo abitano. E soprattutto è ancora più evidente che nessuna base scientifica sta dietro queste decisioni.

Si tratta in verità di un banale scambio: ritiro le volpi ma concedo i caprioli, sempre guardando, non già all’interesse generale, ma alle aspettative dei cittadini con permesso di caccia in tasca e delle loro associazioni.

Il tutto senza darlo troppo a vedere, nella minore trasparenza possibile.

Mentre un fastidioso clamore portava nei media il tema delle volpi, mentre la mano destra trattava con gli ambientalisti e gli animalisti e annullava la determina salvando 100 volpi, la mano sinistra firmava la delibera che condanna 331 caprioli.

E’ drammatico e amareggiante assistere a questo indegno scambio, che riguarda la vita di creature senzienti, ma tutto si spiega venendo a sapere che la Provincia di Prato ha addirittura inserito nel 20% di territorio che dev’essere obbligatoriamente protetto dalla caccia, addirittura appezzamenti della piana di Prato – come se questa zona, industriale e sofferente, potesse avesse una qualche valenza ambientale – in modo da lasciare senza vincoli la Calvana ed i suoi valichi – questi sì con importanti ecosistemi e fauna da proteggere.

Rivendichiamo il diritto alla civiltà: qualora esistano problemi tra fauna selvatica (caprioli, cinghiali) ed agricoltura, allora si smetta di ripopolare il territorio con animali “pronta caccia” per il sollazzo dei cacciatori, e se questo non basta si adottino le tecniche non cruente che la scienza – quella vera e disinteressata – suggerisce, smettendo questi ridicoli balletti, questi miseri scambi taciuti ai media e ai cittadini, che squalificano indicibilmente chi li pratica”.

Comunicato stampa ricevuto da: Associazione Vittime della caccia, Cabs, Ceda, Gat, Italia Nostra, Lac, Lida, Restiamo Animali.

Per info 3476717132.

Foto: repertorio (fonte Greyloch-Flickr).

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3 Commenti

  1. Questo è il senso delle delibere che autorizzano “necessari atti contenitivi”.
    In realtà è solo un modo per accontentate i cacciatori che pagano e quindi vogliono il sangue e la vita degli animali che vengono loro puntualmente concessi.
    E’ vero è una vergogna schifosa.

  2. STEFANO CAMERINI

    vorrei poter fare qualcosa di concreto !

  3. STEFANO CAMERINI

    VERGOGNA !

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