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Osiglia, cucciolo legato e buttato nel lago: parla la moglie dell’accusato

La moglie di Massimo Perrotta, accusato dell’assassino del cucciolo di labrador ritrovato incaprettato e con un masso al collo nel lago di Osiglia, rompe il silenzio. E lo fa per scagionare il marito da qualunque responsabilità, attraverso una lettera inviata al quotidiano SavonaNews.

La donna, che si chiamerebbe Fanny Saltos e sarebbe originaria dell’Ecuador, racconta che il cane sarebbe morto per “una disgrazia” e che la modalità di disposizione del corpo sarebbe da ricondursi ai “costumi della sua cultura”.

Nella lettera, che sarebbe ora al vaglio degli inquirenti, la Santos spiega che il cucciolo sarebbe stato di sua esclusiva proprietà e che non sarebbe stato gettato ancora vivo nel lago.

“Questa notizia è falsa”, sostiene la donna. “Il cane è morto soffocato in casa da un giocattolo. Quella mattina io ero uscita e l’avevo lasciato da solo in casa, ma al ritorno l’ho trovato accasciato a terra e ho cercato di capire cosa fosse successo. In seguito ho cercato di togliergli dalla bocca quello che aveva ingerito. Ho fatto il possibile per rianimarlo ma ormai era troppo tardi”.

“In seguito”, continua la lettera, “l’ho preparata per smaltire il cadavere e secondo le mie usanze per cui si lasciano gli animali nel fiume in modo che possano riposare in pace, l’ho gettata nel lago già morta e legata in modo che fosse più raccolta e unita. Questo è quello che è accaduto ma voglio anche precisare che il cane non è mai stato trattato male e ha sempre ricevuto affetto e cure adeguate. Siamo molto dispiaciuti per la sua morte perché le volevamo bene. Se Massimo si è preso la colpa è stato per proteggere la sua famiglia e in particolare me. Ho cercato di contattare l’avvocato dell’associazione che ha accusato ingiustamente mio marito senza successo”.

La Santos avrebbe anche contattato telefonicamente la redazione di SavonaNews spiegando che la cucciola era “molto agitata” e “aveva il vizio di ingoiare ogni cosa: feci, pezzi di legno, cemento che poi ovviamente vomitava. Dovevo sempre starlo dietro, a volte ero costretta a metterle la museruola, ma non per punizione, per proteggerla. È vero che non ce la facevo più a gestirla, infatti ho chiesto a mia figlia di pubblicare un annuncio per trovare un altro padrone, ma non le abbiamo mai fatto del male, soprattutto mio marito che era fuori tutto il giorno, quando arrivava la sera la coccolava per ore e le voleva bene”.

La donna sostiene che Perrotta l’avrebbe invitata a non esporsi perché, “essendo straniera, tutti l’avrebbero attaccata”.

Sulla pagina Facebook dedicata all’operato della Fondazione Virio relativamente alla vicenda le critiche alla versione della donna non mancano. Tra i commenti si legge che la Santos avrebbe provato a spiegare anche lì, in maniera molto meno edulcorata, quanto il cucciolo fosse insopportabile e che solo successivamente le sue parole sarebbero state rese più morbide, forse su suggerimento dei legali.

“La moglie prepara il cadavere del tanto amato cane legandogli le zampe al collo e, perché no, aggiungendogli una pietra al collo. Quest’operazione naturalmente viene fatta in casa, magari con tanto di lacrime per il dispiacere e l’amore nei confronti del povero cane”, contestano gli amministratori di pagina.

E giustamente sottolineano un dettaglio molto importante: se l’esito degli esami necroscopici confermasse la presenza di acqua nei polmoni del cucciolo la versione della Santos crollerebbe come un castello di carte.

Nel frattempo continuano le testimonianze di maltrattamenti ai danni dell’animale, che sarebbe stato tenuto segregato sul balcone col muso legato dal nastro adesivo. Tali dettagli sarebbero già stati comunicati ai legali ai quali spetta ora il compito di appurare la verità.

Foto: repertorio (fonte Wikimedia).

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10 Commenti

  1. Ma si certo, adesso sono loro le vittime è tutta colpa del cane alla fine.
    Non avete dignità, fate davvero schifo fino in fondo.
    Credete di poter fare quello che vi pare agli animali, tanto non parlano.
    Non meritate niente.

    Non esistono usanze del genere in Ecuador, vergognatevi!

    Siete dei criminali pericolosi e dovete pagare per l’orrendo delitto che avete compiuto, la prossima vittima sarà un bambino, che non rimangano impuniti questi assassini!

  2. Ma mi facciano il piacereeeee!!!!!!! Comunque, stronzi anche coloro che lo vedevano segregato sul balcone col nastro adesivo sul muso e hanno fatto finta di niente, non potevano segnalare il maltrattamento?

  3. ci vuole una pena esemplare per persone schifose cosi’ se non sono capaci di gestire un cucciolo, non oso pensare come trattano i loro figli!!!!! comunque non devono passarla liscia!!!!!

  4. Questa insulsa coppia che vanta le abitudini di casa loro deve ricordarsi che in Italia si seguono le nostre leggi. Visto che ci sono nomi e cognomi spero che vengano processati e condannati con il massimo della pena. Comunque saranno perseguiti dalla sfiga sempiterna

  5. Per arrivare ascrivere (e pubblicare) simili scemenze io credo si stiano davvero cag… addosso.
    Voi che ne pensate?
    Che paghi, questa pulzella! Che paghi, insieme al suo miserrimo compagno!

  6. aspettiamo esito , a giudicare. comunque se lo voleva adottare sicuramente avrebbe trovato la persona x gestirlo, ma se è vero che le legava col nastro il muso x non ingoiare , allora cambia la storia

  7. tutto il male possibile a queste due orribili persone. Bastardi. Stefania

  8. E ci credete ?? Quella gente mente come piscia. Nemmeno se giurano sul loro crocifisso o sulla testa dei loro è credibile.

  9. Nessuno obbliga a prendere animali da compagnia…quando questo avviene si ha l’obbligo d’amare…curare e rispettare un essere indifeso che si fida e vi ama.Prego Dio che la giustizia faccia il suo corso!…

  10. deve andare [moderato dallo staff] e pagarla come paga il marito [moderato dallo staff]!!!!!!ecuador ma tornatene a casa tua invece di rompere le palle qua e difendere quel [moderato dallo staff] che a ucciso il cucciolotto!!!nn si puo far si che legga questi messaggi cosi capirebbe l’odio e lo schifo che si pensa della gentaglia come lei!

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