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Cosenza: una volpe lasciata a morire nell’indifferenza delle istituzioni

Sono sufficienti le poche immagini disponibili per non lasciare dubbi in merito alla gravità delle condizioni della piccola volpe recentemente soccorsa alle porte di Cosenza.

L’animale viene notato, immobile, a bordo strada da un residente della zona che immediatamente allerta le Guardie Ecozoofile dell’OIPA. I volontari a loro volta contattano, nell’ordine, i veterinari ASP, la Polizia Provinciale e il Corpo Forestale dello Stato.

Tuttavia, soltanto uno dei veterinari ASP si rende disponibile mentre gli altri tre enti preposti al soccorso animale non intervengono.

Peggio ancora, il veterinario ASP non può recarsi sul posto né ricoverare l’animale senza l’autorizzazione dei Forestali o della Polizia Provinciale. La disponibilità di quest’ultima a collaborare, sfortunatamente, sembra poca e confusa: non è chiaro dove portare la volpe perché l’unico CRAS della zona, quello di Rende, può accogliere solo volatili. Silenzio tombale, invece, da parte della Guardia Forestale.

OIPA tenta allora l’ultima carta: contattare la Prefettura di Cosenza e chiedere una deroga per il CRAS di Rende, in modo da poter ricoverare lì il piccolo predatore. Niente da fare: non si muove nulla e nel frattempo sono passate più di due ore.

La volpe moribonda e catatonica è esattamente nello stesso punto in cui è stata trovata.

Le guardie OIPA, che fino a quel momento si trovavano sul posto soltanto virtualmente (si tratta infatti di volontari che, al momento del primo contatto, stavano lavorando) arrivano a quel punto sul luogo dell’incidente e prelevano la volpe, trasportandola d’urgenza presso uno studio veterinario.

La prima diagnosi parla di insufficienza epatica, ma le condizioni dell’animale migliorano un poco dopo le terapie salvavita.

Nell’arco di 24 ore i volontari si accordano con CRAS di Catanzaro e, sempre con mezzi propri, vi ricoverano la volpe.

Sfortunatamente, l’animale esala l’ultimo respiro poche ore dopo essere stata accolta.

È possibile e ragionevole pensare che il finale di questa storia, molto amara, avrebbe potuto essere diverso se soltanto la catena dei soccorsi non fosse stata così instabile e frammentata.

OIPA commenta, in un comunicato stampa: “La sua salvezza era legata ad un filo, un filo che poteva ancora essere intessuto se la catena dei soccorsi non si fosse spezzata ancora una volta a causa dell’inadempienza di chi, per legge, avrebbe dovuto tutelare questa piccola vita. Le guardie e i volontari di OIPA Cosenza desiderano denunciare questa grave lacuna in una provincia che fino ad ora si è distinta per l’impegno nella tutela degli animali. Arrendersi ad un sistema che delega alle associazioni di volontariato dei compiti che, per legge, sono tenuti a compiere altre istituzioni, significa cancellare tutti i piccoli passi di civiltà compiuti a sostegno dei diritti animali.”

Nelle foto: la volpe protagonista di questa vicenda (fonte GuardieZoofile).

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4 Commenti

  1. Marilena hai ragione pienamente, anch’io sono disilluso, ma non per questo farei cadere nel vuoto un’occasione per denunciare chi si rende complice di una crudeltà.
    Se questi li minacci a brutto muso (senza parolacce né alzare la voce, ma con decisione) registrando le chiamate (si può fare con il cellulare) facendosi fornire generalità e arrivare a dire di presentare immediatamente esposto alla procura (fare un sacco di foto) a loro carico, oltre che a carico del business…ehm azienda per la quale lavorano (che ricordiamocelo è pagata dai contribuenti con le tasse), il culo lo muovono.

    Onestamente spero che li abbiamo denunciati.

  2. Figuriamoci obblighi, denunce, tutte parole vuote in questo cazzo di paese! La piccola volpe è morta, i riflettori si spengono e tutto continuerà come sempre. Quando mai si è visto un cambiamento in questo paese dove le istituzioni, parole di cui tutti si riempono la bocca, sono sempre a essere buoni latitanti per mancanza di soldi, di personale e io invece dico di volontà e empatia verso gli animali.

  3. Mi aspetto che venga fatta la denuncia e le indagini conseguenti,la gente che lavora in questi posti deve essere professionale se no a zappare!

  4. Le istituzioni che hanno l’obbligo di intervenire in questi casi e non lo fanno vanno DENUNCIATE

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