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Canile abusivo di Modugno, Lega del Cane: la priorità è curare gli animali

“Piera Rosati – presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – e Rosalba Matassa – Coordinatrice della task force del Ministero della Salute – a colloquio dal vicesindaco Petruzzi per trovare un percorso risolutivo.

Che la situazione del canile di Modugno (BA) fosse ormai ingestibile si sapeva da molto, fin troppo. Adesso non c’è più tempo da perdere, bisogna trovare una soluzione rapida e nell’interesse dell’incolumità degli animali, senza aggravare le già piene strutture di ricovero presenti nella provincia di Bari.

Questo il tenore dell’incontro con il nuovo vicesindaco di Modugno, Emilio Petruzzi, dal quale sono arrivati segnali importanti di disponibilità alla risoluzione del problema. Nello scorso week end c’è stata infatti una riunione nel Municipio della cittadina alle porte di Bari dove erano presenti esponenti del Ministero della Salute, della Lega Nazionale per la Difesa del Cane e del Comune.

Punto cardine del confronto è stato il dover trovare una soluzione in loco per i circa 160 cani attualmente in precarie condizioni nel canile abusivo, come spiega la dott.ssa Rosalba Matassa – Coordinatrice della task force del Ministero della Salute – “Bisogna mettere in sicurezza tutti gli animali, curarli, sterilizzarli e trovare loro uno spazio idoneo sul territorio comunale o bonificando l’area dove già dimorano.”

Si rende dunque necessario un intervento congiunto che sopperisca a una situazione più volte segnalata alle autorità competenti attraverso esposti, lettere e appelli anche sui social network, ma che fino a ieri non hanno trovato riscontro.

Fino ad oggi tanto, troppo, è stato scaricato sulle spalle del volontariato dei cittadini volenterosi, mentre in buona parte Asl veterinarie e Comuni hanno dimenticato o non attuato i compiti e le responsabilità che le leggi gli affidano da quasi venti anni sul randagismo, da trent’anni sulla tutela degli animali, da sempre per la tutela della salute e dell’incolumità pubblica. La Puglia è una delle regioni italiane dove il problema randagismo è ancora irrisolto. Le cause principali: mancanza di piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione; strutture preposte ad accogliere gli animali inadeguate; istituzioni troppo spesso inadempienti. Oggi è necessario invece che vi sia un punto di svolta affinché le parole siano seguite da fatti concreti e davvero utili, innescando un percorso virtuoso che eviti forme di abusivismo nate, come nel caso di Modugno, dall’esigenza di voler tutelare gli animali.

“Bisogna convocare il prima possibile un tavolo concertativo che unisca le associazioni che si muovono sul territorio e le autorità preposte – afferma l’esponente del Ministero della Salute – “Una sana gestione del problema ridurrebbe i costi di gestione e arginerebbe l’emergenza randagismo in città. Ho apprezzato la disponibilità e i toni positivi del vice sindaco, ora mi auguro che mantenga l’impegno assunto per mettere in sicurezza gli animali e ripristinare la legalità in tempi brevi.”

“I pubblici amministratori – dichiara Piera Rosati, Presidente Nazionale LNDC – dovrebbero ascoltare e agire nell’ottica di cercare soluzioni al problema ispirandosi al principio della trasparenza e al risparmio di denaro pubblico. E’ incomprensibile come ancora si cerchi di ignorare che il benessere degli animali è sancito e riconosciuto dalla normativa; pertanto tutte le forme di indifferenza sono da considerare alla pari di reali omissioni di atti di ufficio. E’ inammissibile nascondere le proprie responsabilità adducendo le stesse motivazioni circa le esangui finanze comunali, incuranti che non è giustificabile, evitare il problema, lasciandolo stagnare e peggiorare. Nelle regioni del Sud, in particolare, spesso scatta la caccia al randagio. C’è chi si sente libero di utilizzare bocconi avvelenati, Sindaci emanano Ordinanze illegittime e illegali che autorizzano a uccidere cani vaganti violando leggi e codice penale, Comuni che non controllano i propri cani scaricati in canili spesso senza alcun requisito di buona custodia e chiedono cifre iperboliche per costruire cattedrali nel deserto, Asl veterinarie che continuano a ignorare le proprie responsabilità pregresse e attuali. Pertanto Lega Nazionale per la Difesa del Cane invita la nuova Giunta del Comune di Modugno a provvedere celermente, anche con la collaborazione delle Associazioni, alla cura e alla gestione dei cani randagi, messi a serio rischio se lasciati ancora abbandonati a loro stessi”.”

Comunicato stampa pubblicato dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane, 7 luglio 2013.

Foto: repertorio (fonte Jo Christian Otherals-Flickr).

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