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Animali liberati all’Istituto di Farmacologia maltrattati? Parlano gli attivisti

“Credo tutti abbiano visto le immagini dei topini che ho ospitato a casa mia, prese e strumentalizzate dai sostenitori della vivisezione.

Ci tengo a chiarire alcune cose, chiarimenti che peraltro ho già dato pubblicamente sulle pagine di questi “signori” così interessati a dare notizie vere da cancellarli immediatamente e bannarmi.

E’ vero, il 20 aprile ho portato a casa in stallo temporaneo 90 topi.

Andiamo per ordine.

Ci sono le immagini dei topi, tutti assieme, dentro a degli scatoloni.

Sono state scattate la sera stessa, quando ai ragazzi è stato detto che potevano portare via tutti i topi che fossero riusciti a portare in un solo “viaggio” dai piani superiori di quel posto.

Mi pare ovvio ed evidente che fosse impossibile portarli fuori uno per uno, per salvarne il più possibile li hanno messi dentro a delle scatole.

Mi pare altrettanto ovvio ed evidente che nessuno possa avere 90 gabbie in casa così, senza preavviso.

La prima notte l’hanno dunque passata in scatoloni più grandi che sono riuscita a recuperare.

Seguono foto di topini ammassati tutti in una sola gabbia.

Come specificato nelle didascalie che accompagnavano suddette foto, erano stati messi nelle prime poche gabbie che ho recuperato la mattina seguente al fine di andare dal veterinario per una prima visita e per dividerli.

Anche questo è stato decontestualizzato, accusandomi di tenere 30, 40 topi in una sola gabbia.fosse stato così si sarebbero sbranati tutti a vicenda e sarebbero morti tutti, cosa che non è avvenuta.

Il giorno stesso ho provveduto all’acquisto di parecchie gabbie e sono stati divisi: le femmine in gruppi, i maschi in gabbie singole poiché assieme si picchiano fino ad uccidersi.

Ed infine la foto dello scandalo: il mio bagno pieno di gabbie.

Intanto specifico che nel momento in cui è stata scattata quella foto in ognuna di quelle gabbie viveva un solo topo: le femmine infatti erano già state date tutte in adozione.

Mi è rimasta una sola femmina che, mea culpa, ho sbagliato a sessare, e dunque l’ho scambiata per un maschio e ha avuto 3 cuccioli.

Lei e i suoi cuccioli si trovano in una teca 60x70cm, che nella foto non si vede.

Tutti gli altri non sono più in casa mia da tempo: sono andati in adozione singolarmente, previa regolare compilazione di modulo di adozione per ogni singolo topo, controlli pre affido e seguiranno i controlli post affido.

Fintanto che le gabbie sono state in casa mia sono state pulite integralmente due volte a settimana, ogni singolo topo ogni giorno ha ricevuto due cambi acqua (mattino e sera) nonché cibo idoneo.

Qualcuno ha espresso giusta preoccupazione che i vapori del bagno in caso mi facessi la doccia li infastidissero.

Causa trasloco non ho una camera da letto in quella casa da mesi.

Sono mesi che dormo e vivo dal mio ragazzo o dai miei genitori, che abitano rispettivamente a 7 e 3 km da casa mia.

Ogni mattina prima di andare in ufficio sono passata a sistemare i topi.

Nessuno ha dunque acceso luci per andare in bagno la notte né si è lavato o ha utilizzato quel bagno.

Le gabbie erano molte in una sola stanza? Si.

Ma ogni topo ne aveva una intera a sua disposizione, con un corretto cambio di aria: che poi intorno alla sua ce ne fossero altre dieci o nessuna poco gli cambiava.

Dove stavano prima erano ammassate alla stessa maniera se non peggio, in più topi in gabbiette grandi meno della metà delle mie.

Gabbie asettiche, senza nessun arricchimento ambientale, senza nemmeno un nido dove rifugiarsi.

Certo tutti gli esperti che hanno tuonato contro il presunto maltrattamento avvenuto in casa mia sapranno quanta sofferenza crei una detenzione in simili condizioni.

Mi pare evidente che non ci sia stato nessun maltrattamento, ma solo gran lavoro per fare del mio meglio in una situazione di emergenza, e mi pare altrettanto evidente il bisogno di infangare con falsità chi contrasta la vivisezione.

Ho pubblicato volutamente senza privacy quelle foto, per mostrare che non è vero che li abbiamo abbandonati nei campi o uccisi, visto che ci avevano assicurato che tempo tre giorni sarebbero morti tutti.

Sono stata ingenua nel sottovalutare la meschinità di queste persone, che da stamattina mi sommergono di decine di messaggi privati pieni di insulti e minacce di ogni tipo.

Avrei dovuto aspettarmelo da gente del genere.

A chi mi accusa di animal hoarding, rinnovo l’invito a contattarmi privatamente e venire di persona a verificare come vivono i miei animali.

Basti pensare che la mia criceta (salvata anche lei da maltrattamento) ha una gabbia di due metri per ottanta centimetri.

Avevate bisogno di un mostro da sbattere in prima pagina, bene fatelo a me poco importa: io e tutti gli adottanti e tutti quelli che hanno lavorato duramente per aiutare questi animali sappiamo come e dove stanno.

Mi fa sorridere constatare che persone che trovavano ottimo torturare, uccidere, decapitare trovino aberrante vedere tante gabbie in un bagno e si preoccupino della salute di queste creature, che dopo essere state uccise venivano annotate nel registro di scarico dei rifiuti.

Un’ultima riflessione: se a sostegno della vostra tesi vi rimangono solo le menzogne e la gogna mediatica successiva senza diritto di appello, significa i vostri argomenti sono davvero nulli.

Ah, dimenticavo: nessuno si è messo a far riprodurre topi.Io personalmente ho fatto un errore e mi è nata una cucciolata. Ma i parti che ci sono stati sono avvenuti nei giorni seguenti la liberazione, poiché sono state liberate varie mamme incinte, che hanno partorito piccoli che non sapranno mai cosa sia un vivisettore.

Giulia Carlini”.

Contributo necessario e dovuto a seguito di numerose insinuazioni ripubblicate anche da organi di stampa di livello, come il Corriere della Sera.

Di seguito proponiamo una video testimonianza di un’altra attivista, attualmente “tutrice” di Alfio Fragilo, uno dei conigli utilizzati per 5 anni nella sperimentazione animale, e in particolare per i test sulla nicotina.

Foto: i topi liberati dall’Istituto di Farmacologia di Milano (fonte Giulia Carlini su Facebook).

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Un commento

  1. Mariuccia Fornasari

    Mi rivolgo a tutti voi attivisti che avete liberato gli animali che vi è stato possibile alla Farmacologia, io ero fra i dimostranti. Abbiamo vissuto con trepidazione e tanta emozione quelle ore. Desidero ancora in questa occasione ringraziarvi per tutta la missione compiuta, una piccola sberla agli aguzzini che con tanta naturalezza vivisezionano povere creature continuamente. Capisco benissimo lo sforzo e il sacrificio anche economico del dopo per cercare di organizzare al meglio il lavoro di sistemazione, e di affidamento, oltre la stanchezza mentale. Cari ragazzi, coraggio e non badate alle calunnie,, persone tanto brave ad alzare il dito e fare il sapientone, ce ne sono anche troppo, quello che conta, per me, è di essere sicuri di avere fatto tutto il possibile, contando anche il rischio, di essere riusciti a far sapere al mondo le orrende realtà che esistono dietro quelle porte. BRAVI, AVANTI TUTTA!!!! Tanti auguri di bene Mariuccia

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