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Pugno di ferro dell’India: “Apriremo la caccia ai bracconieri di animali”

Uno stato nell’India dell’ovest, il Maharashtra, ha dichiarato guerra ai bracconieri e di fatto ordinato alle sue guardie forestali di aprire il fuoco contro di loro.

L’obiettivo delle nuove disposizione è quello di proteggere, con ogni mezzo, la vita delle pochissime tigri rimaste e delle altre specie presenti sul territorio. Proprio per questa ragione il governo del Maharashtra ha dichiarato che ferire o addirittura uccidere i cacciatori di frodo non sarà più considerato un crimine.

Il Ministro delle Foreste Patangrao Kadam spiega: “Le Guardie Forestali non dovrebbero essere incriminate per violazione dei diritti umani quando prendono provvedimenti nei confronti dei bracconieri”. Inoltre, la protezione degli animali verrà implementata attraverso l’aumento di jeep e ranger di pattuglia nelle foreste, e lo stanziamento di denaro che verrà utilizzato per pagare chiunque fornirà informazioni sui cacciatori di frodo e sui trafficanti.

Fino a questo momento nessun bracconiere è mai stato ucciso in Maharashtra, ma il ferimento di alcuni cacciatori di frodo ha portato a processo i Forestali.

Secondo i conservazionisti, tuttavia, le nuove disposizioni di legge potrebbero servire da deterrente per i criminali: un atteggiamento simile tenuto in Assam ha di fatto migliorato, seppure in maniera non sensibile, la protezione degli ormai rarissimi rinoceronti.

WWF India commenta: “Questi bracconieri ormai hanno perso qualunque ritegno. Arrivano e cacciano quello che gli pare perché sanno che i rischi sono pochissimi”.

L’India è ormai osservata dalla comunità internazionale, preoccupata per la sopravvivenza delle ultimi tigri rimaste. Il territorio indiano, da solo, è casa della metà delle 3200 tigri rimaste al mondo.

Nel 2013, già 14 esemplari sono stati uccisi in India dai bracconieri, 8 dei quali proprio nel Maharashtra. In tutto il 2011, le tigri abbattute erano state 13.

Inoltre, i bracconieri mettono occhi e grinfie anche su altre specie presenti nella zona: dai rinoceronti agli elefanti, fino ai leopardi. Le specie prese di mira sono 114 in tutto, e includono mammiferi, uccelli e persino rettili.

Foto: repertorio (fonte Fotopedia).

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